Salvini: «Lega contraria sia al Mes che agli Eurobond»


Dove trovare la liquidità necessaria per la ripartenza? Dal Mes o dagli Eurobond? Da nessuno dei due, ha ribadito il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha indicato una terza via. «Bisogna scegliere con chi indebitarsi», ha spiegato in un intervento a TeleLombardia, motivando il no agli Eurobond espresso dagli europarlamentari leghisti: contrari anche quelli di Fratelli d’Italia. «Qualcuno dice di mettere il nostro debito in mano ai cinesi, come Di Battista. Il Pd dice: “Meglio Berlino”. Io preferisco tenerlo in Italia», ha replicato, aggiungendo qualche dettaglio sulla «proposta che hanno fatto decine di economisti»: «Buoni del tesoro italiano, offerti a investitori, imprenditori e cittadini esentasse per la ricostruzione del paese». Il premier Giuseppe Conte ascolterà la proposta leghista o seguirà il consiglio del vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans? «I soldi messi sul tavolo senza condizioni dal Mes possono essere utili» all’Italia, ha detto quest’ultimo a Repubblica, pur sottolineando che il Mes non è «sufficiente per uscire dalla crisi». Se la posizione dell’opposizione sul Mes è chiara, quella della maggioranza non lo è altrettanto: il M5s è contrario, favorevoli invece Pd e Italia viva. Anche di questo dovrà tener conto il premier Conte, secondo cui «l’ultima parola spetterà al Parlamento».


Covid-19, Oms Europa: Ancora nel mezzo della tempesta


Così il direttore generale Kluge in conferenza stampa

«Non bisogna commettere errori adesso. Nonostante sia arrivata la primavera siamo ancora nel bel mezzo della tempesta». Così il direttore generale dell’Oms Europa, Hans Kluge in una conferenza stampa sulla pandemia di coronavirus in Europa. «Alcuni paesi – ha aggiunto – devono ancora vivere l’impatto più forte, mentre in altri c’è un momento di calma con il numero di nuovi casi di Covid-19 che diminuisce».


Emergenza sanitaria in Spagna, quasi tremila i casi


In Grecia si registra la prima vittima

L’emergenza sanitaria non risparmi la Spagna, dove sono stati registrati quasi tremila casi di coronavirus (2.968), mentre i morti sono 84. Lo ha annunciato il ministero della Sanità spagnolo, precisando che rispetto a ieri l’incremento dei contagiati è stato di 816 unità. La Grecia, intanto, registra la prima vittima. Si tratta di un 66enne che aveva contratto il virus durante un tour religioso in bus in Israele ed Egitto.


Almeno 5 migranti uccisi dai greci


A denunciarlo il presidente turco Erdogan

Almeno cinque migranti sono stati uccisi dalle autorità greche, mentre cercavano di entrare nel Paese, dal confine con la Turchia. Lo sostiene il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Intanto, secondo il ministero dell’Interno turco, sono 142.175 i migranti che si sono diretti verso il confine, dopo aver ricevuto il via libera da Ankara. Atene ha registrato circa 35mila tentativi illegali di attraversamento.


Locomotive ferme


Non solo l’Italia, ma anche Francia e Germania crescono poco. Le economie più forti arrancano e l’Europa rallenta

Non per sminuire l’ultima posizione dell’Italia nella classifica dei Paesi Ue in quanto a crescita (Pil), sebbene più che una novità si tratti di una ennesima conferma del male endemico rappresentato proprio da quello “zero virgola” a cui il nostro Paese sembra essere inchiodato, ma la notizia realmente preoccupante è che al penultimo e al terzultimo posto vi siano Francia e Germania, le cosiddette locomotive d’Europa. Senza dimenticare che l’Italia come economia si gioca il secondo o il terzo posto nel Vecchio Continente. Nei dati diffusi ieri dalla Commissione Ue dopo i terzultimi Paesi – ribadiamo i più importanti d’Europa in termini economici nonché politici – seguono a salire niente di meno che Svezia, Belgio, Paesi Bassi, Austria, Danimarca e Spagna. Dal primo in classifica in giù troviamo invece Malta, Irlanda, Ungheria, Slovenia, Lussemburgo, Lituania e Grecia, alla quale è stata stimata una crescita economica del 2,4 per cento nel 2020 contro il 2,3 delle precedenti previsioni e del 2 per cento nel 2021. Sappiamo tutti che in Grecia non vige il benessere, soprattutto per i cittadini, ma tant’è. La classifica sembra quindi rappresentare un vero e proprio rovesciamento non solo del valore economico dei Paesi leader d’Europa e, fatto ancora più sconcertante, anche della perdita della loro stabilità politica. Sì, l’Italia resta il Paese dell’Ue con la crescita economica peggiore, ma le cose non vanno meglio per gli altri due più grandi Stati membri. La Germania, che già ha registrato la crescita più bassa dopo l’Italia nel 2019 (0,6%), dovrebbe restare al penultimo posto con l’1,1% nel 2020 insieme alla Francia e con la stessa percentuale. Secondo le previsioni per la Francia dovrebbe andare appena un po’ meglio nel 2021, quando il Pil arriverà all’1,2%, mentre la Germania resterà all’1,1%. Un po’ più alte sono le cifre della crescita media prevista per l’Ue e pari all’1,4% sia nel 2020 che nel 2021 (dopo l’1,5% del 2019), mentre quella dell’Eurozona è dell’1,2% in tutti e tre gli anni. Dunque si va indietro invece che avanti. Non è a caso è in corso un processo di revisione del Patto di stabilità dell’Eurozona, già in ritardo, mirato a un trattamento più favorevole alla spesa per gli investimenti verdi. Una mossa che tuttavia potrebbe anche sconvolgere gli attuali equilibri industriali. Staremo a vedere, la speranza non è mai l’ultima a morire, che così non si poteva andare avanti lo avevano già detto i tanto vituperati sovranisti.


Caos Libia, la Turchia invia miliziani siriani, la preoccupazione della Grecia


Ankara pronta a mandare anche truppe regolari

La situazione in Libia si fa più incandescente. La Turchia, ha riferito nelle scorse ore l’Osservatorio siriano per i diritti umani, ha deciso di inviare 300 mercenari siriani in Libia per combattere al fianco dell’esercito libico di Fayez al-Sarraj – presidente del governo riconosciuto dalla comunità internazionale – contro l’offensiva delle forze del generale Khalifa Haftar, numero che però potrebbe lievitare nelle prossime ore. Una mossa che impensierisce Grecia ed Egitto, temendo la sfera di influenza turca nella regione. Il Parlamento di Ankara, intanto, si riunirà già il 2 gennaio, forzando il calendario che prevedeva la riapertura dell’Assemblea per il 7 gennaio, per votare un intervento delle truppe regolari. Sono ore calde un po’ in tutto il Medio Oriente, a ben vedere. Se da una parte la Turchia prova a esercitare pressioni tanto in Siria quanto in Libia, dall’altra gli Stati Uniti sono impegnati in diverse questioni. Washington ha infatti intrapreso una serie di azioni contro milizie sciite irachene a controllo iraniano. «Non staremo a guardare il fatto che l’Iran assuma azioni in grado di mettere uomini e donne americane in pericolo», ha affermato il segretario di Stato americano, Mike Pompeo. In Afghanistan, invece, si tratta per un accordo di pace con i talebani, con questi ultimi che hanno concesso (come richiesto dagli Usa) una tregua. L’eventuale firma di un’intesa tra le parti riporterebbe a casa numerosi soldati statunitensi.