Ilva, primo grave incidente a Taranto


Primo grave incidente sul lavoro nel nuovo corso di Ilva, dopo l’acquisizione da parte di ArcelorMittal. Un operaio di 43 anni è stato investito da un getto di acqua bollente alle gambe che ha provocato ustioni, giudicate guaribili in un mese. Un incidente importante che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più drammatiche, se il dipendente fosse stato colpito in altre parti del corpo. La reazione delle organizzazioni sindacali è stata compatta ed immediata, considerate anche le polemiche delle settimane scorse in ordine alla effettiva attuazione degli impegni presi nell’accordo che ha portato alla cessione del sito di Taranto alla nuova proprietà. Da parte delle organizzazioni sindacali è arrivata la richiesta di un incontro per verificare le procedure di sicurezza e per valutare in maniera attenta la disponibilità di dispositivi di protezione individuale. Sul caso specifico, sono in corso le indagini da parte degli organi competenti.


Mano amputata per infortunio sul lavoro


Il fatto è accaduto in Lombardia. Un operatore ecologico cinquantaquattrenne di Brescia, durante un incidente sul lavoro, si era tranciato di netto la mano, che era rimasta schiacciata sotto il portello di un camion per la raccolta dei rifiuti. Trasportato in elisoccorso e arrivato in codice rosso all’ospedale San Gerardo di Monza è stato immediatamente operato nel tentativo di ripristinare l’arto. Dopo un delicato e complesso intervento chirurgico durato circa tre ore, perfettamente riuscito, la mano è stata salvata ed ora l’uomo è in buone condizioni di salute e a quanto si apprende dovrebbe recuperare una buona funzionalità dell’arto tornando ad una vita del tutto normale. Un terribile incidente sul lavoro risolto con un lieto fine grazie alla professionalità dei medici monzesi dell’Unità operativa di chirurgia plastica e chirurgia della mano.


Esplosione in galleria, 5 operai feriti


Questa notte, attorno alle 2.35, mentre si svolgevano alcuni interventi di manutenzione sulla linea ferroviaria Napoli-Salerno, nella galleria Santa Lucia, che si trova nel tratto tra Salerno e Nocera Inferiore, si è verificato un gravissimo incidente. Durante i lavori di manutenzione, che si svolgevano in sospensione della circolazione ferroviaria, sarebbe esplosa una bombola di gas a bordo di un locomotore in manovra, probabilmente per cause accidentali, anche se gli accertamenti del caso sono ancora in corso. L’esplosione ed il conseguente incendio hanno investito gli operai, causando il ferimento di almeno 5 lavoratori, soccorsi dai medici del 118. Sono intervenuti anche Vigili del Fuoco, Polizia di Stato, Carabinieri e Polfer. Nessuno dei feriti è fortunatamente in pericolo di vita, ma un operaio 40enne è in gravi condizioni ed è ricoverato nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Gli altri lavoratori coinvolti hanno riportato ustioni ed intossicazione di grado lieve. A causa dell’incidente è stato necessario interrompere la circolazione ferroviaria nella tratta interessata, attivando bus sostitutivi o itinerari alternativi per garantire i collegamenti. Nel frattempo, Rete Ferroviaria Italiana ha espresso “solidarietà ai lavoratori coinvolti” ed ha affermato di stare “approfondendo la dinamica dell’accaduto”.


Rischio chimico, atto secondo


Seconda tappa sul territorio della Campagna promossa dall’Agenzia europea per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Dopo il lancio ufficiale a Roma e l’appuntamento di Napoli, dove si è discusso del rischio chimico all’interno del settore metalmeccanico, questa volta tocca a Venezia. Presso la sede di Mestre dell’Università Ca’ Boscari, l’Inail, quale focal point italiano dell’Agenzia europea, ha riunito esperti e parti sociali per dibattere del rischio chimico nel comparto della lavorazione del legno, con uno specifico focus sulle piccole e medie imprese in un’ottica di crescita sostenibile. Dopo l’introduzione dei lavori da parte del direttore centrale prevenzione Inail, ingegner Ester Rotoli, e la presentazione dei dati specifici al settore, è seguita una tavola rotonda alla quale hanno partecipato i rappresentanti di Cisl, Uil ed Ugl, dell’Anmil, di Federlegno, della regione Veneto e di enti ed istituzioni che si occupano di prevenzione e controllo nelle aziende.


Malattie professionali


Dopo il calo che si era registrato nel 2017, i primi nove mesi dell’anno segnano una ripresa delle denunce di malattia professionale, più 1,8%, per un totale di oltre 44mila casi. Il dato viene dall’Inail che è peraltro fortemente impegnato come Istituto nel contrasto alle malattie professionali. In queste settimane, sono state avviate le attività territoriali di promozione della Campagna europea di sensibilizzazione contro l’uso di sostanze chimiche pericolose in collaborazione con le parti sociali.


Infortuni


Diminuiscono di poco le denunce di infortuni sul lavoro presentate all’Inail. Nei primi nove mesi dell’anno, il calo è dello 0,5%, pari a circa 2.500 denunce in meno. In valori percentuali, la riduzione più marcata si è registrata in agricoltura, mentre nel pubblico impiego il dato è pressoché stazionario, visto che il calo è nell’ordine di circa 70 unità. Guardando al dato per macroarea, in controtendenza il Nord Est con una crescita dello 0,4%, con il Friuli Venezia Giulia con un più 4,1%.