Istat: PIL in calo del 5,3% nel I trimestre


Consumi finali giù del 5,1%, l’export dell’8%

L’Istat ha diffuso questa mattina la stima finale dei conti economici trimestrali relativi ai primi tre mesi del 2020, ritoccando al ribasso il risultato anticipato a fine aprile e confermando il forte impatto che la pandemia di Covid-19 e il relativo lockdown hanno avuto sull’economia italiana. Mentre le stime preliminari indicavano un -4,7% congiunturale e un -4,8% tendenziale, oggi l’Istat parla di una diminuzione del 5,3% rispetto al trimestre precedente e del 5,4% rispetto al primo trimestre del 2019. Su base congiunturale risultano in calo tutti gli aggregati della domanda interna, spiega l’Istat, con i consumi finali scesi del 5,1% e gli investimenti fissi lordi dell’8,1%. Per quanto riguarda invece la domanda estera, le esportazioni hanno registrato un -8%.


La Renault taglierà migliaia di posti di lavoro


4.600 solo in Francia

La Renault ha lanciato un piano di ristrutturazione per la riduzione di due miliardi di euro di costi in tre anni. La strategia prevede il taglio di quindicimila posti di lavoro in tutto il mondo di cui 4.600 solo in Francia. In una nota diffusa dal gruppo automobilistico si legge: «Questo piano permetterà di rafforzare la resilienza dell’azienda privilegiando la generazione di cashflow, pur continuando a porre il cliente al centro delle priorità. Sarà improntato su un approccio più efficace alle attività operative e su una gestione rigorosa delle risorse».


Covid-19, Bonomi: «A rischio fino a un milione di posti di lavoro»


«Aspettiamo i dati di fine maggio, ma si parla tra i 700 mila e un milione di posti di lavoro che sarebbero a rischio», così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso di “C’era una svolta…” evento organizzato da Fondazione Fiera Milano. «In Italia – ha aggiunto – si è sempre pensato che il lavoro venisse per decreto, ma purtroppo l’economia è altro: i posti di lavoro si creano solo se ci sono investimenti. Il problema dell’automotive non si risolve con la Cassa integrazione. Vedo la classe politica, non parlo di Governo, molto concentrata sull’emergenza ma con zero visione e zero strategia su dove dobbiamo andare. Questo mi preoccupa molto».


Cresce il pessimismo, giù la fiducia di consumatori e imprese


Peggiorano i giudizi sulla situazione economica del Paese

Sono riprese le rilevazioni del clima di fiducia di imprese e consumatori effettuate dall’Istat dopo la sospensione del mese di aprile legata all’emergenza sanitaria. A maggio, secondo le stime dell’Istituto nazionale di statistica, entrambi gli indicai hanno registrato una brusca diminuzione, attestandosi a 94,3 punti per i consumatori (il livello più basso da dicembre 2013) e a 51,1 punti per le imprese (il valore minimo dall’inizio della serie storica, nel 2005). Per quanto riguarda i consumatori, le rilevazioni mostrano una flessione di tutte le componenti, con quello economico che passa da 94,4 punti a 71,9, quello personale da 102,4 a 100,9 e quello corrente da 104,8 a 95 punti. Più lieve la diminuzione che ha interessato il clima futuro, sceso a 93,3 punti a 93,1. Peggiorano in particolare modo i giudizi sulla situazione economica dell’Italia, passati da -70,2 punti a -139,9. Dall’analisi sul clima di fiducia delle imprese si può notare come sia aumentato nettamente il pessimismo tra quelle dei servizi di mercato, il cui indice è sceso a 38,8 punti dai 75,7 di marzo; tra quelle del commercio al dettaglio, con un calo da 95,6 punti a 67,8; e nelle costruzioni, dove l’indice del clima di fiducia passa da 139 punti a 108.4. Più contenuto il peggioramento nel settore della manifattura, con 71,2 punti a fronte degli 87,2 di due mesi fa. A pesare sugli indici generali è soprattutto la componente relativa agli ordini e alle vendite. Solo nei servizi di mercato si segnala un miglioramento delle aspettative sui nuovi ordinativi.


Servizi, affonda il fatturato nel I trimestre


Per i servizi di alloggio e ristorazione calo del 24,8%

Nel primo trimestre del 2020 il fatturato del settore dei servizi è crollato, registrando – stando alle rilevazioni dell’Istituto nazionale di statistica – un -6,2% rispetto al trimestre recedente e un -7,2% rispetto ai primi tre mesi di un anno fa. Una contrazione che era nell’aria visti gli effetti devasti che le misure restrittive per contenere i contagi di Covid-19 hanno avuto sul tessuto imprenditoriale italiano. «La flessione – si legge nella nota di commento ai dati – ha raggiunto, su base tendenziale, valori simili a quelli registrati durante la crisi del 2008-2009, mentre il calo congiunturale non ha precedenti (le serie storiche disponibili hanno inizio nel 2001)». Entrando nel dettaglio dei singoli comparti di attività economica, dalle tabelle si può osservare come il colpo più duro l’abbiano subito le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, con un calo congiunturale del fatturato di ben 24,8 punti percentuali. Seguono Trasporto e magazzinaggio, con una flessione del 6,4%, e il segmento relativo a commercio all’ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli, con un -6%. DI minor entità la diminuzione del fatturato dei servizi di informazione e comunicazione, -0,9%; attività professionali, scientifiche e tecniche, -0,4%; e agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese, -2%. I servizi di alloggio e ristorazione hanno registrato un calo del fatturato superiore al 24% anche confrontando il risultato dei primi tre mesi del 2020 con il primo trimestre dello scorso anno.