Ex Ilva, il governo pensa al prestito ponte


L’annuncio del ministro Boccia

Spunta l’ipotesi dell’amministrazione straordinaria e del prestito ponte per salvare l’ex Ilva di Taranto dopo la rescissione del contratto da parte di ArcelorMittal. Ad annunciarla è stato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, che nel corso della trasmissione Circo Massimo su Radio Capital ha introdotto l’idea di un “Piano B” che il governo metterebbe in pratica in caso di fallimento dei colloqui con la multinazionale. «Mittal – ha spiegato il ministro Boccia – ha posto un ricatto occupazionale inaccettabile, che il governo ha già respinto. E dunque deve assumersi le proprie responsabilità e rispettare le leggi della Repubblica italiana», e se ciò non dovesse avvenire  si ricorrerà all’amministrazione straordinaria «che ha salvato l’Ilva dal crack dei Riva  con un prestito ponte e con l’obiettivo di riportare entro uno-due anni, come previsto dalla legge, l’azienda sul mercato. Se fosse necessario lo rifaremo senza alcun problema. Alternativa non c’è». Poi, una volta decisa l’amministrazione straordinaria, aggiunge, «si deciderà se ci sono altre aziende dello Stato che possono entrare nella cordata. Io penso che abbia assolutamente fondamento la possibilità che entrino altre aziende, tra cui Cdp, ma è un tema che si porranno i commissari». Intanto il Tribunale di Milano ha fissato per il 27 novembre l’udienza sul ricorso d’urgenza chiesto dai commissari, i quali nella presentazione del ricorso hanno scritto: «L’inadempimento di ArcelorMittal è plateale e conclamato». È invece previsto per questa sera al Quirinale l’incontro tra CGIL, CISL e UIL e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.


Germania: crescita debole nel IV trimestre


Le stime della Bundesbank

Dopo aver sfiorato la recessione nel terzo trimestre (registrando un +0,1% congiunturale, dopo il -0,2% registrato alla fine del secondo trimestre), per gli ultimi mesi dell’anno la Bundesbank prevede che l’economia tedesca rimanga debole. «Il rallentamento dell’economia tedesca probabilmente continuerà nel quarto trimestre del 2019 – si legge nel bollettino mensile diffuso dalla banca centrale tedesca -, tuttavia è improbabile che si intensifichi in modo marcato. Stando così le cose, la produzione economica complessiva potrebbe più o meno ristagnare».


Export in crescita a settembre, bene quello extra-Ue


Frenano le vendite verso Opec, Paesi Bassi e Cina

A settembre l’Istat ha registrato una crescita delle esportazioni dell’1,2% a livello mensile e del 6,2% rispetto allo stesso mese di un anno fa. A fornire il contributo maggiore, in entrambi i casi, sono state le vendite verso i Paesi al di fuori dell’Unione europea (aumentate del 2,5% congiunturale e del 9,5% tendenziale), mentre quelle verso i partner commerciali europei hanno registrato crescite di minor entità (+0,3% mensile e +4% annuo). Bene le vendite verso USA, Svizzera, Beglio e Giappone, mentre scendo quelle verso area Opec, Paesi Bassi e Cina


Ex Ilva, ArcelorMittal: sospensione attività da dicembre


La procura di Milano avvia inchiesta contro ignoti

ArcelorMittal ha inviato una lettera alle istituzioni italiane ed ai sindacati dettagliando con precisione le chiusure dei vari rami e impianti dell’ex Ilva di Taranto. Le operazioni inizieranno il 4 dicembre e il 13 dicembre chiuderà l’altoforno 2, per poi proseguire il 30 dicembre e il 15 gennaio con la chiusura degli altri due, con conseguente stop delle cokerie e delle centrali elettriche entro la fine dello stesso mese. Intanto il ministro Patuelli ha fatto sapere che l’azienda ha vietato le ispezioni ai commissari, giudicandolo come un «fatto gravissimo», mentre la procura di Milano ha aperto un inchiesta contro ignoti per far luce sulla rescissione del contratto. Al via gli accertamenti della Gdf.


La Germania sfiora la recessione, +0,1% per il Pil


Il ministro Altaimer: «Numeri ancora troppo deboli»

Secondo le stime preliminari dell’Eurostat, nel corso del terzo trimestre del 2019 il Prodotto interno lordo dell’Eurozona è aumentato dello 0,2% (+0,3% nell’Ue) rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+1,3% nell’Ue). Fanalino di coda risultano essere le economie italiana, tedesca, austriaca e lituana, tutte con una crescita dello 0,1%. In Germania, in particolare, l’andamento del Pil è stato migliore delle attese – le previsioni indicavano una recessione – e ha invertito la tendenza rispetto al trimestre precedente, quando l’economia tedesca ha riportato una contrazione dello 0,2%. A trainare la ripresa sono state la spesa delle famiglie e quella pubblica. In crescita anche le esportazioni che, grazie ad sostanziale stabilità dell’import, hanno influito positivamente sul saldo commerciale con l’estero. Commentando il risultato, il ministro dell’Economia Peter Altaimer ha sottolineato che, nonostante non ci sia stata una recessione tecnica «i numeri sulla crescita sono ancora molto deboli». Qualche settimana fa, infatti, i principali istituti statistici tedeschi – Diw, Iwh, Ifo, Ifw e Rwi – hanno tagliato le stime di crescita della Germania, abbassandole al +0,5% dal +0,8% delle rilevazioni di aprile. Anche le ultime rilevazioni di IHS Markit mostrano un andamento debole per l’economica tedesca, con l’indice PMI composito tedesco che si attesta ancora una volta in al di sotto dei 50 punti che delimitano una fase di contrazione dell’attività economica da una fase di espansione. Come spiega la società londinese, la Germania è l’unico Paese tra quelli monitorati che attualmente si trova in fase di contrazione.