Coldiretti, giù i consumi di frutta e verdura


Consumo individuale sotto i 400 grammi

Secondo stime diffuse sabato dalla Coldiretti, nel corso del 2019 gli italiani hanno tagliato gli acquisti di frutta e verdura del 3%, facendo scendere la quantità acquistata a 8,5 miliardi di chili. Dopo tre anni di aumento progressivo dei acquisti si è verificato infatti un brusco calo che, sottolinea la Coldiretti, ha fatto scendere il consumo individuale sotto la soglia minima di 400 grammi di frutta e verdure fresche per persona, da mangiare in più volte al giorno, raccomandato dal Consiglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per una dieta sana.


Effetto coronavirus sui mercati, male le borse


Prezzo del petrolio in calo sotto i 60 dollari al barile

Andamento negativo per gran parte delle borse mondiali sulla scia dei timori legati al coronavirus, il virus che in Cina finora ha causato oltre 80 morti e migliaia di contagi confermati. Tokyo questa notte ha chiuso in calo del 2%, mentre le borse cinesi sono ancora chiuse per il capodanno. Flessioni di entità simile hanno interessato anche Parigi, Francoforte e Londra, mentre l’Italia perde leggermente meno (circa -1,50% intorno a metà giornata). Pesa l’andamento dei titoli del lusso e dei trasporti in generale. In calo, intorno ai 140 punti lo spread Tra Btp e Bund e, mentre continuano a crescere le quotazioni dell’oro, il barile di greggio sprofonda sotto la soglia dei 60 punti, registrando una flessione di oltre tre punti.


Nel 2019 16.584 eventi sismici in Italia


Si tratta di un numero in calo rispetto agli anni precedenti

Il 2019 è stato un anno diverso dagli altri. Ad esempio, il numero dei terremoti registrato in Italia è risultato più basso rispetto a quello del 2016 e del 2017. A renderlo noto è stato l’INGV, l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, diffondendo le rilevazioni della Rete Sismica Nazionale. Da gennaio a dicembre 2019 ci sono stati 16.584 eventi sismici. Detto altrimenti: c’è stato un terremoto ogni 30 minuti, oltre 45 scosse al giorno. L’attività sismica è risultata in calo tanto rispetto al 2018 – quando si sono registrati 23.180 eventi – quanto al 2017 (44.000 terremoti) e al 2016, con 53.000 scosse. I geologi hanno osservato che il numero dei terremoti registrati nel 2016 e nel 2017 è stato influenzato dalla sequenza di Amatrice-Visso-Norcia in Italia centrale. Dal 2018 gli eventi sismici determinati da questa sequenza sono diminuiti per ridursi ulteriormente nel 2019. Nonostante questo, in percentuale, continuano a rappresentare un valore ancora molto elevato rispetto al totale della sismicità in Italia: circa il 40%. Nel 2019 l’evento di magnitudo più alta, pari a 4.5, è stato registrato nel Mugello il 9 dicembre mentre, al di fuori dei confini italiani, il sisma più forte è stato localizzato in Albania il 26 novembre, nei pressi di Durazzo, con magnitudo 6.2.
I dati sono disponibili on-line sul blog “Ingvterremoti”, dove è possibile consultare anche una mappa interattiva.


Eurozona, manifatturiero ancora in difficoltà a inizio 2020


L’indice PMI si è mantenuto in zona contrazione

I dati flash del PMI di gennaio hanno indicato che l’economia dell’eurozona non è riuscita ad aumentare il ritmo di crescita all’inizio del 2020, confermando quanto affermato nella conferenza stampa di ieri dalla presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, durante la quale ha spiegato che «la crescita nell’Eurozona continua ma ad un passo moderato» e che a «pesare è la debolezza del settore manifatturiero». A gennaio, infatti, l’indice PMI relativo alla produzione manifatturiero dovrebbe rimanere in zona contrazione (47.5 punti secondo la stima flash, contro i 46.1 di dicembre), riflettendo l’assenza di slancio del flusso dei nuovi ordini. «In questo inizio d’anno – spiega IHS Markit -, i nuovi ordini manifatturieri, con il relativo ritmo di contrazione rallentato al valore più debole da novembre 2018, hanno dato segnali vicini alla stabilità. La stessa situazione va riportata anche agli ordini esteri, compreso il commercio all’interno dell’Eurozona». Ancora una volta, quindi, ad influenzare positivamente sull’indice composito della produzione dell’area (50,9 punti) è stato il terziario. Per i servizi l’indice PMI flash di gennaio segna infatti 52,2 punti, in calo dai 52.8 di dicembre, ma comunque in fase di espansione. Commentando i dati l’Associate Director di IHS Markit, Andrew Harker, ha dichiarato: «A gennaio a cambiare è stato solo l’anno in quanto la performance dell’economia dell’eurozona è rimasta sicuramente familiare. La crescita della produzione è rimasta invariata rispetto al modesto tasso osservato a dicembre. Tale dato ha mostrato un’economia che ancora una volta non è riuscita a registrare una ripresa dell’espansione».


Export extra Ue in calo nel 2019: -1,8%


Risultato negativo anche a dicembre

Si chiude in negativo l’anno per le esportazioni italiane verso i Paesi al di fuori dell’Unione europea, contribuendo al risultato dell’intero anno: -1,8% rispetto all’anno scorso. A dicembre, secondo l’Istat, l’export extra Ue è diminuito dell’1,8% rispetto al mese precedente, soffrendo la pessima performance che ha interessato l’energia (-12,8%) e i beni di consumo non durevoli (-4,4%), mentre le altre tipologie di prodotti riportano variazioni positive. Segno “più” invece per il confronto trimestrale (+1,8%) e per quello tendenziale (+5,2%). A dicembre 2019 l’export verso Giappone (+22,2%), Cina (+21,3%), Svizzera (+19,3%) e Turchia (+18,2%) è in forte aumento su base annua. In calo le vendite di beni verso Stati Uniti (-7,7%), India (-4,5%) e paesi OPEC (-3,7%).


La BCE lascia invariati i tassi


Lagarde: «Crescita continua, ma a passo moderato»

La Banca Centrale Europea ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse (allo 0,00% quelli sulle operazioni di rifinanziamento principali, allo 0,25% quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale e al -0,50% quelli sui depositi presso la banca centrale). Nela consueta conferenza stampa la presidente Christine Lagarde ha detto che «la crescita nell’Eurozona prosegue, ma ad un passo moderato» e che «i Paesi più indebitati dell’area devono proseguire politiche di bilancio prudenti».