Europa: a marzo impennano le immatricolazioni auto

A marzo le immatricolazioni di auto nuove in Europa (più area Efta), sono aumentate dell’87% rispetto allo stesso mese di un anno fa. Nel dettaglio, secondo l’ultimo resoconto dell’Associazione europea dei costruttori di auto nuove (ACEA), le immatricolazioni totali sono state 1.062.446. L’aumento maggiore ha interessato l’Italia, con un +497,2%; seguita dalla Francia, con un +191,7%; e dalla Spagna, con un +128%.

Esportazioni in crescita dello 0,3% a febbraio

Su base annua indice giù del 4,4%

Le ultime rilevazioni dell’Istat mostrano un aumento congiunturale dello 0,3% per le esportazioni a febbraio. Un risultato legato al +1,2% registrato per le vendite verso i Paesi dell’Unione Europea e al calo dello 0,6% che ha interessato quelle verso i paesi dell’area extra-Ue. Su base tendenziale l’indice ha registrato invece un calo del 4,4%, rallentando la caduta rispetto a gennaio, quando si è registrato un -8,5%. In questo caso sia le vendite verso l’Unione, che quelle verso l’area extra-Ue hanno riportato cali, rispettivamente dell’1,8% e del 7,2%.

Istat: accelera l’inflazione a marzo, +0,8%

Su base mensile l’indice è salito dello 0,3%

A marzo l’Istat ha registrato una nuova accelerazione dell’inflazione italiana, con l’indice nazionale dei prezzi al consumo aumentato dello 0,3% rispetto a febbraio e dello 0,8% rispetto allo stesso mese di un anno fa. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona hanno registrato un’inversione di tendenza, passando dal +0,2% di febbraio al -0,1% del mese considerato dall’indagine, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto sono passati da un +0,1% ad un +0,7%.

Consumi, Confcommercio: a marzo aumento annuo del 20,6%

Ma rispetto a marzo 2019 la spesa è inferiore del 19%

Dopo 13 mesi l’indicatore dei consumi della Confcommercio ha registrato una variazione tendenziale positiva. Rispetto a marzo 2020 i consumi sono infatti aumentati del 20,6%, ma c’è poco da festeggiare, visto che un anno fa in Italia si cominciavano a vedere i primi effetti della crisi legata all’emergenza sanitaria. Infatti, come spiega Confcommercio, l’aumento osservato a marzo «appare largamente insufficiente a compensare le perdite dei consumi patite un anno fa». Il livello della spesa per consumi di oggi è inferiore di un quinto rispetto a quello del marzo 2019. «In alcuni ambiti della domanda di beni – ha sottolineato il direttore dell’Ufficio studi, Mariano Bella -, in particolare abbigliamento e calzature, nel confronto con il 2019 le riduzioni di spesa in termini reali sono ancora attorno al 30%».

Bce: PIL a livelli pre crisi solo nel II trimestre de 2022

Secondo il vicepresidente della Banca Centrale Europea, Luis de Guindos, l’incertezza nell’Eurozona rimane elevata e la ripresa fragile con il PIL che dovrebbe tornare ai livelli pre-crisi non prima del secondo trimestre del 2022. Nel corso di un’audizione alla Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo, il numero due dell’Eurotower ha spiegato che «un’ampia attività economica dovrebbe riprendersi fortemente nella seconda metà di quest’anno grazie alle vaccinazioni, all’allentamento delle misure di confinamento e al sostegno della politica monetaria e fiscale sia nell’area dell’euro che nel resto del mondo».

Per la ripresa la priorità è migliorare l’efficacia della Pa

Il rapporto Going for Growth 2021 dell’OCSE. L’Organizzazione suggerisce di ripristinare la tassazione sulla prima casa

Migliorare l’efficienza della Pubblica amministrazione, ripristinare la tassazione sulla residenza primaria e tagliare tre anni di contributi ai neo assunti. Sono alcune delle raccomandazioni che l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico dà all’Italia attraverso il rapporto Going for Growth 2021. Secondo l’OCSE, infatti «la priorità chiave per la ripresa è migliorare l’efficacia della pubblica amministrazione» e in particolar modo il miglioramento deve interessare «la gestione degli investimenti pubblici e rendere, al contempo, più efficaci l’assegnazione e il coordinamento dei compiti di attuazione delle varie politiche tra i diversi livelli di governo», in modo da utilizzare in modo efficace i fondi del Recovery plan e trarre più benefici possibili dalle riforme strutturale. Tra i vari suggerimenti, l’Organizzazione parigina, raccomanda poi all’Italia di ripristinare la tassazione sulla prima casa, contemplando però esenzioni per le famiglie a basso reddito. Dal punto di vista del lavoro, l’Italia dovrebbe considerare di dare un taglio permanente dei contributi previdenziali per i primi tre anni a tutti i nuovi contratti a tempo indeterminato. Nel rapporto si legge poi che «una maggiore digitalizzazione contribuirebbe a ridurre l’economia sommersa, ampliando la base imponibile e liberando maggiori risorse per delle prestazioni sociali più mirate».