Al Welfare, entro il 2030 176 miliardi aggiuntivi

Secondo il Rapporto 2024 del Think Tank “Welfare, Italia”, presentato oggi, il sistema di Welfare italiano è chiamato a rispondere ai crescenti bisogni di protezione all’interno di un sistema economico con pochi margini di spazio fiscale, poiché condizionato da un quadro di finanza pubblica complesso e dalle nuove regole relative alla governance economica europea, cioè le nuove clausole del Patto di Stabilità e Crescita. Seppur in progressivo miglioramento, il quadro di finanza pubblica resta uno dei più complessi a livello europeo. La correzione di bilancio per l’Italia è quantificabile in circa 13 miliardi di euro/l’anno per i prossimi sette anni. Se a questa correzione si aggiungono gli incrementi della spesa previsti nelle diverse voci di Welfare, entro il 2030 sarà necessario reperire 176 miliardi di euro addizionali per garantire la sostenibilità del sistema di welfare e del Paese. Inoltre, dalle dinamiche tendenziali e congiunturali delle componenti del Welfare, l’Italia risulta il primo Paese tra i Big-4 europei per incidenza della spesa in previdenza sul pil (16,2% contro il 12,3%) e ultima per l’istruzione (4,1% del pil; nell’Eurozona 4,6%), per le politiche sociali (5,7% del pil; nell’Eurozona 7,3%) e penultima per la sanità (7,1% del pil; nell’Eurozona 7,9%).
Per il 2030, bisognerà ripartire 60,6 miliardi alla spesa previdenziale, 19,8 alla spesa sanitaria, 6,8 alle politiche sociali, 7,6 miliardi all’istruzione. Importante la prevenzione come strumento per contrastare la crescita dei costi di Welfare: un euro investito in prevenzione genera a sua volta un ritorno di 14 euro sull’intera filiera socio-assistenziale del Paese.