I segnali dello tsunami che si sta abbattendo sul lavoro


Bonomi stima un calo di almeno un milione di lavoratori; Capone: «Anche di più»

La certezza è che ci sarà un crollo degli occupati, l’ammontare, però, ancora non è dato sapere, visto le tante variabili in campo, dall’andamento del prodotto interno lordo a quello dei consumi. L’ultimo a intervenire è stato il nuovo presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che stima il calo degli occupati in almeno un milione di unità. Se poi, come ha fatto il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, lo sguardo si allarga anche al mondo del lavoro autonomo, gli occupati a fine anno potrebbero scendere dagli oltre 23,3 milioni della fine del 2019 ad una cifra intorno ai 20 milioni. L’Istat, che già qualche settimana fa aveva segnalato l’incremento di 410mila unità degli inattivi, ora aggiunge che i posti di lavoro persi sono 385mila nel periodo di chiusura forzata. Del resto, l’incremento degli inattivi è, a tutti gli effetti, una sorta di paravento statistico, in quanto la persona è considerata disoccupata se ricerca attivamente un lavoro, cosa difficile da fare, nel momento in cui una parte importante delle attività produttive sono chiuse. La cosa che rende complessa la ripresa è che proprio le attività rimaste chiuse sono spesso anche quelle che di solito registrano dinamiche occupazionali più fluide, come il commercio e il settore alberghi e ristorazione, nei quali, peraltro, l’impatto del lavoro a tempo determinato è più del doppio rispetto all’industria, il settore di riferimento del presidente Bonomi.


Rilancio, prosegue l’iter parlamentare


Oggi sentite le federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl dell’agricoltura

Prosegue a ritmo serrato l’attività delle diverse commissioni parlamentari, investite dagli oltre 260 articoli del decreto Rilancio. Terminato il ciclo di audizioni, che ha visto la partecipazione anche di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, la commissione Bilancio della Camera dei deputati, titolare del provvedimento, ha fissato per il prossimo 4 giugno il termine per la presentazione degli emendamenti: se ne annunciano migliaia, tanti pure dalla stessa maggioranza di governo, alle prese con il nodo scuola. Verosimilmente, alla fine, l’esecutivo porrà per l’ennesima volta la questione di fiducia. Intanto, nella mattinata, la commissione Agricoltura ha audito i rappresentanti delle federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per approfondire i tanti aspetti che riguardano un settore che occupa direttamente ben oltre 900mila addetti. Fra le varie cose emerse, la definizione di un ammortizzatore stabile per la pesca e le indennità per gli stagionali.


La Cassa ancora non si sblocca


Inps e regioni continuano a rimpallarsi la responsabilità del disastro

Non sono mancati momenti di tensione durante l’audizione di ieri di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sul decreto Rilancio. Del resto, era abbastanza naturale che succedesse, visto che la macchina del sostegno statale ai lavoratori e alle attività produttive stenta ad entrare a pieno regime. Uno dei temi sicuramente più caldi è stato quello del drammatico ritardo con il quale i lavoratori stanno percependo la cassa integrazione. La disputa fra Inps e regioni è quindi riecheggiata forte, con la Cgil che ha, nella sostanza, avallato la posizione dell’Istituto e con l’onorevole leghista Garavaglia che, viceversa, numeri alla mano, ha fatto notare come in realtà l’intoppo è troppo spesso all’Inps. Fra le varie cose che non hanno funzionato, anche il protocollo che l’Abi ha sottoscritto con le parti sociali per l’anticipo della cassa integrazione. È stata l’Ugl a far notare, in questo caso, che è saltata la promessa garanzia dello Stato che avrebbe agevolato i prestiti.


Rilancio, i sindacati confederali chiedono di fare presto


Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno opinioni diverse, ma la richiesta di base è la stessa

Il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, ha chiesto modifiche di buon senso ed un grande atto di coraggio per il futuro, mentre la vice segretaria della Cgil, Gianna Fracassi, ha, fra le altre cose, contestato la disposizione sul saldo e acconto sull’Irap, in quanto non selettiva, il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, ha insistito sul fattore tempo e il segretario generale aggiunto della Uil, Pierpaolo Bombadieri, ha aperto all’utilizzo delle risorse del Mes. Questo, in estrema sintesi, quanto successo ieri nella lunga audizione che la commissione bilancio della Camera dei deputati ha voluto tenere con le quattro sigle confederali. Una audizione molto partecipata su un provvedimento, il cosiddetto decreto Rilancio, che viaggia sostanzialmente sugli stessi binari del Cura Italia, con una serie di interventi a pioggia a sostegno di determinate categorie di cittadini che stanno però arrivando con incredibile ritardo, rispetto alle promesse e alle generali aspettative del Paese. Diversi i temi approfonditi, dal lavoro agile, che oggi è pesato soprattutto sulle spalle dei lavoratori, alla tempistica nella fruizione degli ammortizzatori sociali, dal Mezzogiorno, quasi completamente assente, alla scuola, dagli incentivi fiscali a determinati settori, con il famoso caso del monopattino, al possibile scudo penale per i datori di lavoro nel caso di lavoratore positivo al Covid-19.


ArcelorMittal chiede la cassa Covid-19 e prende tempo


Intanto scoppia il caso del petrolchimico di Brindisi: a rischio in 1.500

Alla fine l’emergenza epidemiologica da coronavirus è servita per prendere tempo. ArcelorMittal, dopo aver fronteggiare la dura protesta dei sindacati e dei lavoratori negli stabilimenti dell’ex Ilva in Liguria e a Taranto, ha presentato la richiesta per l’accesso alle cinque settimane aggiuntive con causale Covid-19 previste dal decreto Rilancio che si aggiungono alle altre nove del Cura Italia. Cinque settimane significa, sostanzialmente, arrivare ai primi di luglio. Un mese o poco più, quindi, per mettere in piedi quel piano industriale che le federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl continuano a chiedere da tempo, nei vari incontri che si sono succeduti al ministero dello sviluppo economico, direttamente in azienda e attraverso gli organi di informazione. A Taranto, sono 8.173 i lavoratori coinvolti in questa nuova tornata di cassa integrazione; di questi 3.262 sono gli addetti all’area a caldo, 1.561 quelli dell’area a freddo e 3.350 fra i servizi. Nel complesso, si tratta di 5.626 operai e 1.677 impiegati. Intanto mentre proseguono le schermaglie fra l’amministratore delegato, Lucia Morselli, e il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, si apre il caso del petrolchimico di Brindisi, dopo il blocco deciso dal sindaco Riccardo Rossi che sta avendo pesanti ripercussioni su tutta la filiera che occupa 1.500 addetti. Un vertice con sindacati e Eni-Versalis, Enipower e Basell si è tenuto in prefettura.


Colf e badanti, domande possibili


Attivo il servizio Inps per la richiesta del bonus di 500 euro per aprile e maggio

Ora anche colf e badanti hanno le loro regole Inps per accedere al bonus previsto dal decreto Rilancio. L’Istituto, che in queste settimane è andato spesso nell’occhio del ciclone per la capacità di rendere complesse anche le cose più semplici, ha appena pubblicato la circolare che spiega come fare ai lavoratori e, soprattutto, alle lavoratrici – visto che, comunque, si tratta di un settore nel quale la componente femminile è largamente maggioritaria – addetti in ambito familiare per la cura della casa e l’assistenza delle persone. La condizione per accedere al contributo di 500 euro al mese per i mesi di aprile e di maggio è quella di avere in essere, alla data del 23 febbraio, un rapporto di lavoro superiore alle dieci ore a settimana. La persona non deve però aver percepito altre indennità covid-19, non avere altro rapporto a tempo indeterminato, essere in pensione. Quanto stanziato dovrebbe assicurare il bonus a circa 450mila persone nei due mesi.