POPULECONOMY A FROSINONE


Alle ore 17.00 presso la Sala Consiliare – Palazzo della Provincia, piazza Gramsci 13, Frosinone – di venerdì 7 febbraio si svolgerà la presentazione del libro Populeconomy da parte dello stesso autore, il Segretario Generale dell’Ugl Francesco Paolo Capone.

Intervengono oltre allo stesso Capone,  Antonio Pompeo, Presidente della Provincia di Frosinone, Nicola Ottaviani, Sindaco di Frosinone, Fabiola Lamberti, Docente di Diritto del Lavoro Università Roma Tre, Carlo Buttaroni, Presidente Tecnè.

Modera il giornalista Dario Facci

locandina evento Frosinone


Ugl: il lavoro cambia, anche noi


Il 2020 inizia con un nuovo logo e con le celebrazioni dei 70 anni di storia

Di momenti emozionanti ce ne sono stati tanti: dal coro dei bambini che hanno intonato “Libertà è Partecipazione” di Giorgio Gaber prima dell’ammainabandiera con il vecchio logo UGL, poi l’alzabandiera con il nuovo simbolo, il video di quattro minuti con la voce di Paolo Capone, Segretario Generale UGL, che racconta gli ultimi anni di storia della sigla sindacale per riconnetterli idealmente a quelli della Cisnal, nel secolo scorso, ovvero alla forza, al coraggio, agli ideali e alle scelte innovative già a quei tempi, prima fra tutte la partecipazione dei lavoratori alle scelte delle imprese, che ancora oggi il nostro Paese non ha voluto/saputo realizzare per inaffondabili, magari ancora per poco, rigidità ideologiche. C’erano centinaia di persone ieri a Spazio 900 a Roma, che volevano essere testimoni di questa nuova pagina nella lunga e gloriosa storia dell’UGL: sindacalisti, dirigenti sindacali, rappresentanti della base, lavoratori e tanti importanti ospiti. «La storia continua malgrado tutto, malgrado ogni difficoltà, malgrado ogni battaglia che le sindacaliste e i sindacalisti dell’UGL devono quotidianamente fare. La storia continua e continuerà ancora e sarà una storia gloriosa come lo è stata in anni sicuramente più bui, anni più difficili, gli anni della fondazione, il 1950 …» racconta Capone all’inizio del commovente video, sapientemente costruito per sottolineare il lungo tratto di storia compiuto per arrivare fino al 2020, anno di celebrazioni del 70° anniversario di storia. Oggi non c’è una UGL diversa o nuova, oggi l’UGL ha un nuovo simbolo con il quale vuole dichiarare al mondo intero – perché l’UGL con Paolo Capone ha conquistato una forte connotazione e dimensione internazionale, come dimostra l’accordo con il Senegal siglato proprio ieri e la presenza di delegazioni sindacali straniere – che l’UGL «non intende essere conservazione», ma «rivoluzione». Nel video, oltre alle immagini della Cisnal, delle tessere, delle assemblee e dei comizi gremitissimi, ci sono le tappe fondamentali del percorso con il quale Capone ha traghettato l’UGL fuori da un periodo molto difficile ad un altro, oggi, pieno di prospettive e di sfide ovviamente ancora da vincere: le prime manifestazioni in piazza a Roma; il 1° Maggio sotto al Palazzo della Civiltà italiana, lo storico 1° Maggio di tre giorni a Latina; la nascita de La Meta Serale; il Congresso innovativo, con il quale è stata stravolta la rigida liturgia dei tradizionali congressi sindacali, al Roma Convention Center “La Nuvola”  che ha confermato Paolo Capone alla guida del sindacato, elezione annunciata dall’ex vice segretario generale UGL, oggi deputato di spicco della Lega, nonché ex sottosegretario, Claudio Durigon; l’iniziativa assolutamente originale e ormai identificativa dell’UGL “Lavorare per Vivere” ovvero la campagna di  sensibilizzazione contro le morti bianche con l’installazione delle sagome nelle più importanti piazze italiane tante quante sono le vittime sul lavoro; l’incontro sull’Europa tra l’allora ministro dell’Interno e vice premier Matteo Salvini con la presidente del Rassemblement National, Marine Le Pen; la grande conquista che, in tema di pensioni e di modifica alla legge Fornero, l’UGL ha chiesto e ottenuto con la riforma “Quota 100”, nata grazie all’impegno e alle grandi capacità del deputato Claudio Durigon, ieri sottosegretario al Lavoro del Governo gialloblu e oggi componente della Commissione Lavoro della Camera; il libro di Paolo Capone “Populeconomy”; le missioni in Argentina a sostegno dei bambini poveri di Buenos Aires che finalmente hanno un luogo sicuro in cui studiare e giocare.

 


Ugl, la storia continua


di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Oggi è una giornata importante per l’Ugl. Nell’anno del settantesimo dalla fondazione, inizieremo le celebrazioni in programma per il 2020 con un evento particolare: la presentazione al pubblico del nuovo logo che da oggi in poi diventerà simbolo del nostro sindacato in tutte le sue articolazioni. Non si tratta certamente di un semplice “restyling” formale. Il nuovo logo rappresenta la conclusione di una tappa nel lungo percorso dalla nascita della Cisnal, nel 1950, alla formazione dell’Ugl nel 1996, quando venne adottato il simbolo che abbiamo utilizzato finora, ad oggi. E adesso, con il nuovo logo, inizia un altro tratto di strada, sempre nello stesso solco, ma proiettato avanti, nel futuro. Si conclude quel processo di trasformazione, quella rivoluzione interna al sindacato avvenuta negli ultimi anni. Rivoluzione come ritorno alle origini, ma anche come rinascita. Più saldi nei nostri ideali, più coesi, con una struttura più efficiente e quindi pronti ad affrontare in modo innovativo e dinamico, partendo da solide basi, le trasformazioni che hanno cambiato volto al mondo del lavoro. Il simbolo non è stato scelto a caso. Infatti, sintetizza graficamente questo concetto. Un centro, un punto fermo, i nostri colori. E, attorno, tante possibili traiettorie, quante sono le sfide che il mondo del lavoro dovrà affrontare in questa epoca fluida di globalizzazione. Gli obiettivi che ci siamo prefissi sono alti e complessi. Rivendicare la funzione insopprimibile del sindacato come attore fondamentale, in grado di rappresentare gli interessi dei lavoratori dipendenti, dei pensionati e delle categorie più deboli, non solo all’interno delle imprese nell’ambito delle relazioni industriali, ma nel contesto generale e nel confronto pubblico, nazionale, europeo, internazionale, in modo indipendente dalla politica, al fine di imprimere alle scelte economiche una dimensione sociale. Ribadire il nostro essere “l’altro sindacato”, con una precisa fisionomia, da valorizzare nell’ambito di un pluralismo sindacale utile, a nostro avviso, a tutto il Paese: un sindacato apartitico, ma identitario, in quanto fondato su chiari valori basati sulla tradizione italiana, accogliente e impegnato a promuovere una piena applicazione dei diritti per i lavoratori immigrati, nel quadro di una gestione del fenomeno migratorio ispirata ai principi della legalità, della solidarietà e del rispetto dell’identità nazionale italiana. Fondato sul superamento del concetto di lotta di classe, nel nome dei superiori e comuni interessi nazionali, che devono necessariamente unire tutte le componenti economiche e sociali italiane, visione che trova nella partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese la propria massima espressione. Dal 1950 al 2020 ed oltre, fieri del nostro passato ma proiettati nel futuro. Per l’Ugl la storia continua.


Ecosoc: importante riconoscimento Ciscos-Ugl


Il riconoscimento ottenuto dal Ciscos-Ugl all’Onu “è il raggiungimento di un obiettivo al quale non  potevamo neanche sperare fino a qualche tempo fa, un obiettivo non  scontato”. Lo ha detto il segretario generale dell’Ugl, Francesco  Paolo Capone, intervenendo al convegno per celebrare il  riconoscimento dello status consultivo presso il Consiglio  Economico e Sociale (ECOSOC) delle Nazioni Unite.
”Oggi di strada ne è  stata fatta tanta – ha aggiunto Capone – arriviamo addirittura ad avere un riconoscimento internazionale.  Vogliamo incominciare a sognare una Ugl un po’ differente da  quella che avevamo ereditato, immaginando l’Ugl con un futuro  differente in tutto quello che non ci si aspetta da una organizzazione sindacale”. Per la presidente del Ciscos, Patrizia  Conte del Ninno “è il coronamento di anni d’intenso impegno. Abbiamo organizzato missioni in Nigeria, Pakistan, Sri Lanka, Israele, Brasile, Senegal, Capo Verde, Spagna, Costa d’Avorio,  Argentina, con due obiettivi principali: migliore l’esistenza dei  più deboli, principalmente donne e bambini, e – ha aggiunto –  intervenire a sostegno delle esigenze delle comunità italiane  sparse nel mondo. L’ingresso nell’ECOSOC è un’ulteriore spinta  per portare avanti altri importantissimi progetti
Presente al convegno, tra gli altri, anche il deputato leghista Claudio Durigon, che ha ricordato come “l’Ugl è una  organizzazione che ha nelle sue corde il pensiero rivolto anche  verso i paesi esteri. Queste sono le Ong che ci piacciono di più, che hanno una formula diversa rispetto a quello che vediamo nei giornali. Questa è una Ong che dà il proprio contributo dove c’è difficoltà per dare risposte nei territori. Oggi – ha spiegato Durigon – l’Ue non deve pensare a fare il patto di Malta non rispettato ma deve pensare a come aiutare le nazione nei loro  territori. È da lì che si riparte, è da lì che dobbiamo  trovare le soluzioni”.


L’Ugl presenta la sua “contromanovra”


Dieci punti per la crescita

Questa mattina alle ore 11.30, presso la Sala Stampa di Palazzo Montecitorio a Roma, si è svolta la conferenza stampa «Una Legge di Bilancio senza crescita» per discutere della prossima manovra finanziaria in corso di approvazione in Parlamento, organizzata dall’Unione Generale del Lavoro che ha invitato a discutere nel merito insieme al Segretario Generale Francesco Paolo Capone, il Deputato della Lega e membro della Commissione Lavoro, Claudio Durigon, il Senatore (FI) e Presidente Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, Maurizio Gasparri, il Vicepresidente della Camera dei Deputati On. (FdI), Fabio Rampelli – che non è potuto essere presente perché impegnato con la Commissione Roma Capitale – , e il responsabile dell’Ufficio Studi Ugl, Fiovo Bitti. «Siamo in presenza di una manovra debole, priva di provvedimenti che stimolino la ripresa economica, frutto di un Governo litigioso e poco coeso su quelli che sono i veri problemi dell’Italia», ha sottolineato e spiegato Capone. Il responsabile dell’Ufficio Studi Ugl, Fiovo Bitti, ha illustrato in sintesi la proposta di manovra alternativa del sindacato composta da 10 punti. In sintesi, i principali punti per la crescita secondo l’Ugl sono lo sblocco di opere finanziate; investimenti in deficit;  flat-tax redditi familiari ed estensione no-tax area; pacificazione fiscale e riduzione stock del debito. Per l’Ugl è necessario ridurre il debito e finanziare gli investimenti al di fuori del Patto di Stabilità, grazie a un maggiore deficit, circa lo 0,8 % del Pil. Una manovra di 24 miliardi di euro che garantirebbero una crescita del Pil per il 2020 all’1,1% rispetto all’attuale 0,3%. Claudio Durigon, ex Sottosegretario al Lavoro nel governo gialloblu e ex Vice Segretario generale dell’Ugl, si è detto non solo d’accordo con la manovra alternativa che l’Ugl ha presentato oggi, simile a quella che la Lega avrebbe voluto realizzare qualora fosse stata ancora al Governo, ma l’ha anche definita «la manovra di cui l’Italia ha bisogno», esprimendo il suo «orgoglio», da ex sindacalista dell’Ugl, per «il lavoro che il sindacato sta facendo», perché «sta lottando per un’idea diversa di Paese», con «un’iniziativa importante, non solamente di protesta, ma di proposta «come la conferenza stampa di oggi». Quanto alle preoccupazioni per il destino che attende l’Italia, «un destino di cui sono responsabili coloro che in Europa e in Italia» hanno voluto cambiare il paradigma politico che prima era al governo del Paese, per sostituirlo con «l’attuale maggioranza ostaggio di liti continue». Per Durigon «serve una manovra diversa da quella presentata dal Governo giallo-rosso, finalizzata alla crescita economica reale, con misure di carattere espansivo e investimenti a favore delle infrastrutture». Il Senatore Gasparri ha condiviso la «strategia e i contenuti» delle proposte dell’Ugl, apprezzando l’iniziativa del Segretario Generale mirata a «riunire il centro destra intorno ad un tema molto importante e che va sostenuto». «Bisogna fare interventi coraggiosi – ha detto in conclusione Capone – e non mi sembra che il Governo li stia mettendo in campo. Le contraddizioni stanno scoppiando tutte quante adesso e partono dalla manovra 2020 al Mes, temi che svelano la contrapposizione forte, tra filosofie diverse e questo non ci lascia ben sperare».


Ugl Igiene Ambientale “domani manifestiamo in piazza a Roma”


ore 10:30 piazza S.S.Apostoli

Domani, venerdì 31 maggio, l’Ugl Igiene Ambientale manifesterà a Roma, in Piazza S.S.Apostoli dalle ore 10:30 “per i diritti dei lavoratori e a tutela del loro futuro”.

“Il 31 maggio 2019, a distanza di circa due anni dalla precedente manifestazione generale del 2017 nulla è cambiato, – spiega il segretario nazionale Ugl Igiene Ambientale, Roberto Favoccia – oltre 600.000 addetti al servizio di pulizia su tutto il territorio nazionale incroceranno nuovamente le braccia per manifestare contro il mancato rinnovo del ccnl di categoria ormai fermo da oltre 5 anni”.

“Uno stallo negoziale – sottolinea il sindacalista – che ormai va avanti da circa 72 mesi e per il quale al momento non si intravedono spiragli, in un comparto da sempre esposto alle conseguenze delle gare al massimo ribasso, delle riduzioni orarie e dei contratti di solidarietà”.

“L’intralcio principale al buon esito delle trattative è stato l’insieme delle proposte formulate dalle associazioni datoriali,  in particolare, sul trattamento economico della malattia, sul salario e sulle nuove normative sul cambio di appalto per i nuovi assunti. Proposte che, qualora entrassero nel contratto, pregiudicherebbero pesantemente i diritti acquisiti nel tempo e già eccessivamente compromessi dalla profonda crisi di settore”.

“Sono fin troppe le ragioni che stanno rendendo il comparto sempre più precario: il mancato rinnovo del contratto nazionale, l’assenza di un salario dignitoso, insufficienti diritti e tutele contro la precarietà e lo sfruttamento, scarse trasparenza e legalità. È doveroso da parte del sindacato – conclude Roberto Favoccia – porre in essere ogni azione a tutela di un settore da sempre così penalizzato”.