Ugl: il lavoro cambia, anche noi


Il 2020 inizia con un nuovo logo e con le celebrazioni dei 70 anni di storia

Di momenti emozionanti ce ne sono stati tanti: dal coro dei bambini che hanno intonato “Libertà è Partecipazione” di Giorgio Gaber prima dell’ammainabandiera con il vecchio logo UGL, poi l’alzabandiera con il nuovo simbolo, il video di quattro minuti con la voce di Paolo Capone, Segretario Generale UGL, che racconta gli ultimi anni di storia della sigla sindacale per riconnetterli idealmente a quelli della Cisnal, nel secolo scorso, ovvero alla forza, al coraggio, agli ideali e alle scelte innovative già a quei tempi, prima fra tutte la partecipazione dei lavoratori alle scelte delle imprese, che ancora oggi il nostro Paese non ha voluto/saputo realizzare per inaffondabili, magari ancora per poco, rigidità ideologiche. C’erano centinaia di persone ieri a Spazio 900 a Roma, che volevano essere testimoni di questa nuova pagina nella lunga e gloriosa storia dell’UGL: sindacalisti, dirigenti sindacali, rappresentanti della base, lavoratori e tanti importanti ospiti. «La storia continua malgrado tutto, malgrado ogni difficoltà, malgrado ogni battaglia che le sindacaliste e i sindacalisti dell’UGL devono quotidianamente fare. La storia continua e continuerà ancora e sarà una storia gloriosa come lo è stata in anni sicuramente più bui, anni più difficili, gli anni della fondazione, il 1950 …» racconta Capone all’inizio del commovente video, sapientemente costruito per sottolineare il lungo tratto di storia compiuto per arrivare fino al 2020, anno di celebrazioni del 70° anniversario di storia. Oggi non c’è una UGL diversa o nuova, oggi l’UGL ha un nuovo simbolo con il quale vuole dichiarare al mondo intero – perché l’UGL con Paolo Capone ha conquistato una forte connotazione e dimensione internazionale, come dimostra l’accordo con il Senegal siglato proprio ieri e la presenza di delegazioni sindacali straniere – che l’UGL «non intende essere conservazione», ma «rivoluzione». Nel video, oltre alle immagini della Cisnal, delle tessere, delle assemblee e dei comizi gremitissimi, ci sono le tappe fondamentali del percorso con il quale Capone ha traghettato l’UGL fuori da un periodo molto difficile ad un altro, oggi, pieno di prospettive e di sfide ovviamente ancora da vincere: le prime manifestazioni in piazza a Roma; il 1° Maggio sotto al Palazzo della Civiltà italiana, lo storico 1° Maggio di tre giorni a Latina; la nascita de La Meta Serale; il Congresso innovativo, con il quale è stata stravolta la rigida liturgia dei tradizionali congressi sindacali, al Roma Convention Center “La Nuvola”  che ha confermato Paolo Capone alla guida del sindacato, elezione annunciata dall’ex vice segretario generale UGL, oggi deputato di spicco della Lega, nonché ex sottosegretario, Claudio Durigon; l’iniziativa assolutamente originale e ormai identificativa dell’UGL “Lavorare per Vivere” ovvero la campagna di  sensibilizzazione contro le morti bianche con l’installazione delle sagome nelle più importanti piazze italiane tante quante sono le vittime sul lavoro; l’incontro sull’Europa tra l’allora ministro dell’Interno e vice premier Matteo Salvini con la presidente del Rassemblement National, Marine Le Pen; la grande conquista che, in tema di pensioni e di modifica alla legge Fornero, l’UGL ha chiesto e ottenuto con la riforma “Quota 100”, nata grazie all’impegno e alle grandi capacità del deputato Claudio Durigon, ieri sottosegretario al Lavoro del Governo gialloblu e oggi componente della Commissione Lavoro della Camera; il libro di Paolo Capone “Populeconomy”; le missioni in Argentina a sostegno dei bambini poveri di Buenos Aires che finalmente hanno un luogo sicuro in cui studiare e giocare.

 


Ugl, la storia continua


di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Oggi è una giornata importante per l’Ugl. Nell’anno del settantesimo dalla fondazione, inizieremo le celebrazioni in programma per il 2020 con un evento particolare: la presentazione al pubblico del nuovo logo che da oggi in poi diventerà simbolo del nostro sindacato in tutte le sue articolazioni. Non si tratta certamente di un semplice “restyling” formale. Il nuovo logo rappresenta la conclusione di una tappa nel lungo percorso dalla nascita della Cisnal, nel 1950, alla formazione dell’Ugl nel 1996, quando venne adottato il simbolo che abbiamo utilizzato finora, ad oggi. E adesso, con il nuovo logo, inizia un altro tratto di strada, sempre nello stesso solco, ma proiettato avanti, nel futuro. Si conclude quel processo di trasformazione, quella rivoluzione interna al sindacato avvenuta negli ultimi anni. Rivoluzione come ritorno alle origini, ma anche come rinascita. Più saldi nei nostri ideali, più coesi, con una struttura più efficiente e quindi pronti ad affrontare in modo innovativo e dinamico, partendo da solide basi, le trasformazioni che hanno cambiato volto al mondo del lavoro. Il simbolo non è stato scelto a caso. Infatti, sintetizza graficamente questo concetto. Un centro, un punto fermo, i nostri colori. E, attorno, tante possibili traiettorie, quante sono le sfide che il mondo del lavoro dovrà affrontare in questa epoca fluida di globalizzazione. Gli obiettivi che ci siamo prefissi sono alti e complessi. Rivendicare la funzione insopprimibile del sindacato come attore fondamentale, in grado di rappresentare gli interessi dei lavoratori dipendenti, dei pensionati e delle categorie più deboli, non solo all’interno delle imprese nell’ambito delle relazioni industriali, ma nel contesto generale e nel confronto pubblico, nazionale, europeo, internazionale, in modo indipendente dalla politica, al fine di imprimere alle scelte economiche una dimensione sociale. Ribadire il nostro essere “l’altro sindacato”, con una precisa fisionomia, da valorizzare nell’ambito di un pluralismo sindacale utile, a nostro avviso, a tutto il Paese: un sindacato apartitico, ma identitario, in quanto fondato su chiari valori basati sulla tradizione italiana, accogliente e impegnato a promuovere una piena applicazione dei diritti per i lavoratori immigrati, nel quadro di una gestione del fenomeno migratorio ispirata ai principi della legalità, della solidarietà e del rispetto dell’identità nazionale italiana. Fondato sul superamento del concetto di lotta di classe, nel nome dei superiori e comuni interessi nazionali, che devono necessariamente unire tutte le componenti economiche e sociali italiane, visione che trova nella partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese la propria massima espressione. Dal 1950 al 2020 ed oltre, fieri del nostro passato ma proiettati nel futuro. Per l’Ugl la storia continua.