Bancari: Staffetta generazionale


La staffetta generazionale nasce dall’articolo 863 di 1934 sotto forma di contratto di solidarietà, strumento d’integrazione salariale che permette di lavorare meno ore senza perdere la totalità della retribuzione. Nelle banche è applicato adesso per 13 mila dei dipendenti e sono coloro che hanno più di 60 anni. L’obiettivo della staffetta generazionale nel 2013 era combattere la disoccupazione giovanile, ma la legge Fornero l’ha resa più difficile perché ha allungato i tempi per andare in pensione. La soluzione del part time, con un reddito pari al 75% del tempo pieno e i contributi al 100%, permette alle banche di dare un lavoro a un giovane quando un over 60 ancora lavora. Chi paga? L’Abi paga con il FOC, il Fondo per l’Occupazione, il 25% della retribuzione, la banca paga il 50% (come da contratto part time) e i contribuiti al 100%. Anche questo strumento utilizzato dalle banche, in fondo, dimostra la necessità di cambiare la legge Fornero.


Costituita commissione alta professionalità


I lavoratori metalmeccanici con alta professionalità quali i Quadri ed i 7° livelli hanno da sempre costituito per le loro competenze un elemento cardine nella conduzione e nello sviluppo delle aziende, negli anni della crisi tuttavia queste preziose risorse, indispensabili per il funzionamento delle aziende sono state sottoposte a schiacciamenti e dequalificazioni che stanno mortificando le loro peculiarità e soprattutto stanno impedendo di dispiegare a pieno le loro energie per contribuire al necessario rilancio delle aziende.

In particolare ciò è avvenuto con l’ultimo contratto metalmeccanico siglato, quello del gruppo Leonardo, nella discussione del quale UGLM, sin da subito, ha rilevato e fatto presente che con il nuovo sistema proposto le alte professionalità costituite dai 7° livelli e dagli 8° livelli Quadri pur essendo un numero minoritario rispetto al complesso degli addetti, sono state suddivise in 5 livelli complessivi, normati per la maggior parte così da annullare le loro funzioni direttive, creando disparità e soprattutto disfunzionalità che non giovano a questi professionisti e soprattutto non hanno alcuna reale utilità per le aziende. Al fine, quindi, di monitorare questo fenomeno e contribuire a ristabilire virtuosi equilibri UGL Metalmeccanici ha costituito la Commissione Alte Professionalità.

Lo scopo è quello di fare una verifica dello stato dell’arte a valle dell’esordio delle nuove categorie create dai contratti e di raccogliere a fattor comune le esigenze di questa parte di lavoratori per poterle porgere alle aziende metalmeccaniche a cominciare dai Tavoli che Leonardo stessa ha istituito a tale scopo. La commissione sarà presente quindi su tutte le problematiche specifiche trattate ai tavoli di verifica e discussione riguardanti: il Sistema di Welfare, le Alte Professionalità ed i Sistemi di valutazione che dovranno, in una logica sana e costruttiva, mirare sempre di più ad una effettiva meritocrazia, unico approccio in grado di permettere alle aziende di crescere in questa congiuntura economica, perché sono gli uomini e le donne che lavorano che con la loro competenza ed impegno possono far la differenza e mantenere competitivo il nostro sistema industriale.


Anas, dopo sette anni c’è l’ipotesi d’accordo


Dopo sette anni di blocco contrattuale ed estenuanti mesi di trattativa, finalmente, è stato sottoscritto l’ipotesi di rinnovo del CCNL per il triennio 2016 – 2018 del gruppo Anas. E’ Paola Avella, segretario nazionale della Federazione Ugl Viabilità e Logistica ad approfondire – insieme a La Metasociale – il soddisfacente risultato ottenuto ieri sera.

avella-2Avella, quali sono le novità che prevede questa ipotesi di contratto?

“Le novità più importanti sono legate al welfare con l’ampliamento dell’assistenza sanitaria per i lavoratori e i familiari di ulteriori 70 euro annui.

Spazio, inoltre, alla conciliazione tra i tempi di lavoro e vita familiare con l’istituzione della banca ore ed il conto individuale di solidarietà (donazione ferie e permessi non goduti per particolari casi), la frazionabilità oraria dei congedi parentali, nonché l’estensione dei diritti alle unioni civili. Importante risultato è legato all’introduzione di procedure a tutela delle lavoratrici vittime di violenza di genere. Istituito anche il premio di risultato il cui impianto definito nei primi

mesi del 2017″.

L’innovazione del nuovo Ccnl di Gruppo prevede il rafforzamento degli strumenti partecipativi esistenti (Comitato Sicurezza e Comitati Pari Opportunità) e la costituzione dell’Ente Bilaterale.

“Riteniamo indispensabile – precisa la sindacalista – sempre nel rispetto della conciliazione dei tempi di vita e lavoro,  il mantenimento del telelavoro e l’introduzione della clausola sociale a tutela dei lavoratori a garanzia della continuità del rapporto di lavoro. Ovviamente l’intesa raggiunta dovrà essere monitorata nel tempo e, alcuni punti – soprattutto quelli legati alla parte economica e a quella del welfare – dovranno essere approfonditi ulteriormente in successivi incontri. Il rinnovo contratto è uno strumento di fondamentale importanza per la garanzia dei diritti dei lavoratori e per la salvaguardia del lavoro stesso”.

Alla prima parte dell’ipotesi d’accordo è legato l’aspetto retributivo.

Dopo anni di attesa, con un blocco che i lavoratori del settore non meritavano, l’incremento retributivo sul minimo tabellare è di 118 euro al livello medio 81, riconosciuto in tre decorrenze (40 euro dall’inizio del prossimo anno, 38 euro da ottobre 2017 e 40 euro da marzo 2018 ed una tantum pari a 250 con decorrenza da febbraio 2017”.

Vi aspettavate di più?

“Ci aspettavamo il rinnovo ancor prima dello scadere dei sette anni. Il nostro settore ha subìto troppe penalizzazioni nel corso del tempo, gli ostacoli restano, ma il sindacato resterà vigile ed attento al fianco dei lavoratori sempre”.


Siglato accordo Ccnl Igiene Ambientale: più ossigeno ai diritti e al welfare


Il settore dell’Igiene Ambientale prosegue con l’accordo raggiunto sul
rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro diretto a oltre
40.000 dipendenti delle aziende private, sottoscrivendo il protocollo
d’intesa con l’associazione datoriale Fise-Assoambiente.
“Si tratta di un passaggio importante” – dichiara Roberto Favoccia,
Segretario Nazionale della UGL Igiene Ambientale – “che alimenta
garanzie e rispetto per i lavoratori di un comparto messo a rischio
con l’entrata in vigore del “Job Acts”
Nello specifico l’intesa prevede l’introduzione di un livello di
ingresso salariale al fine di contrastare il “dumping” di altri
contratti collettivi impropriamente applicati nel settore, aumento
delle tutele di malattia per i lavoratori con gravi patologie,
disincentivi per microassenze reiterate, copertura economica di 66
mesi di vigenza contrattuale, di cui 35 con “una tantum” e 31 con
aumento a regime di 70 euro in paga base. Il nuovo accordo scadrà il
30 giugno 2019.
Tra i vari punti la UGL Igiene Ambientale focalizza l’attenzione
sull’istituzione di un Fondo di Solidarietà Bilaterale che oltre ad
essere indirizzato ad assicurare una tutela in costanza di rapporto di
lavoro ai dipendenti nei casi di riduzione o sospensione
dell’attività, inoltre può altresì: assicurare ai lavoratori
prestazioni integrative, in termini di importi o durate, rispetto alle
prestazioni previste dalla legge in caso di cessazione del rapporto di
lavoro, ovvero prestazioni integrative, in termini di importo,
rispetto a trattamenti di integrazione salariale previsti dalla
normativa vigente; prevedere assegni straordinari per il sostegno al
reddito, riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione
all’esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il
pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni;
contribuire al finanziamento di programmi formativi  dell’Unione
Europea.
“L’impegno delle parti si è dunque concentrato” – dichiara Maria
Rosaria Sellitti, Vice Segretario Nazionale della UGL Igiene
Ambientale –  “su diritto al lavoro, al welfare e alla sicurezza
puntando alla piena tutela dei lavoratori e ad un servizio di costante
e quotidiana qualità da offrire alle utenze. Resteremo vigili su ogni
punto di questo accordo, affinché venga applicato e venga
salvaguardato il futuro degli addetti ai lavori”


Ferrovie dello Stato riparte dal Ccnl


Dopo un anno di confronto e di attese è stato sottoscritto oggi il contratto della mobilità delle Attività ferroviarie.

Ad annunciarlo è Umberto Nespoli, segretario dell’Ugl Attività ferroviarie che anticipa a La Metasociale le novità legate al contratto.

Il segretario generale dell'Ugl Trasporti-Attività ferroviarie, Umberto Nespoli
Il segretario generale dell’Ugl Trasporti-Attività ferroviarie, Umberto Nespoli

Ai lavoratori vengono riconosciuti, oltre all’adeguamento di alcune competenze, l’aumento del contributo aziendale sul welfare e sulla polizza sanitaria; l’estensione del fondo pensionistico Eurofer a tutti gli operatori; un aumento tabellare nel biennio 2016-2017 di 98 euro in tre tranches. 600 euro vengono riconosciuti per la vacanza contrattuale. Il premio di risultato, dal 2013 al 2016, è di circa 2100 euro, con possibilità di aumento per il 2016 in relazione all’andamento dell’Ebita del gruppo”.
Oltre a dare le risposte che attendevamo – conclude il sindacalista – rispetto alle giuste rivendicazioni dei lavoratori, il contratto appena firmato proietta il Gruppo FS sempre di più nel ruolo di operatore di mobilità generale sia in Italia sia all’estero, ponendo concretamente i presupposti per diventare un gruppo di primo livello mondiale”.

 


CCNL Pubblico Impiego, trionfo del genere Fantasy


Quattro amici al bar avrebbero fatto di meglio ma, soprattutto, avrebbero prodotto più o meno le stesse “conseguenze” – cioè zero!- per il dipendenti pubblici; lo strombazzato rinnovo del CCNL degli “statali”, infatti, è una balla o, meglio, una promessa tra le tante che il Governo Renzi ha diffuso a piene mani in vista del voto di domani sulla riforma della Costituzione.
Dopo sette anni di blocco e una clamorosa sentenza della Corte Costituzionale che ha costretto il Governo a rimettere in discussione il blocco della contrattazione, l’accordo raggiunto a Palazzo Chigi tra la ministra Madia ed i Segretari di CGIL, CISL e UIL non affronta nessuna delle questioni che realmente stanno a cuore alle lavoratrici ed ai lavoratori limitandosi a “sparare” una somma, 85 euro, che non significa nulla e che non trova alcun riscontro nel bilancio dello Stato.
Siamo, insomma, in pieno genere “Fantasy”, dove la realtà può essere tranquillamente ignorata se non addirittura manipolata.
Quello che gli italiani hanno saputo di questa chiacchierata a Palazzo Chigi sono solo i titoloni apparsi sulla stampa nazionale ansiosa di attribuire al Governo l’ennesimo “successo”, l’ulteriore “bonus” del munifico Premier.
Se avete tempo e voglia di leggervi il testo sottoscritto, potete rendervi conto di quanto siano lontane dalla realtà le “notizie” apparse in questi giorni.

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Quattro amici al bar avrebbero fatto di meglio ma, soprattutto, avrebbero prodotto più o meno le stesse “conseguenze” – cioè zero!- per il dipendenti pubblici; lo strombazzato rinnovo del CCNL degli “statali”, infatti, è una balla o, meglio, una promessa tra le tante che il Governo Renzi ha diffuso a piene mani in vista del voto di domani sulla riforma della Costituzione.
Dopo sette anni di blocco e una clamorosa sentenza della Corte Costituzionale che ha costretto il Governo a rimettere in discussione il blocco della contrattazione, l’accordo raggiunto a Palazzo Chigi tra la ministra Madia ed i Segretari di CGIL, CISL e UIL non affronta nessuna delle questioni che realmente stanno a cuore alle lavoratrici ed ai lavoratori limitandosi a “sparare” una somma, 85 euro, che non significa nulla e che non trova alcun riscontro nel bilancio dello Stato.
Siamo, insomma, in pieno genere “Fantasy”, dove la realtà può essere tranquillamente ignorata se non addirittura manipolata.
Quello che gli italiani hanno saputo di questa chiacchierata a Palazzo Chigi sono solo i titoloni apparsi sulla stampa nazionale ansiosa di attribuire al Governo l’ennesimo “successo”, l’ulteriore “bonus” del munifico Premier.
Se avete tempo e voglia di leggervi il testo sottoscritto, potete rendervi conto di quanto siano lontane dalla realtà le “notizie” apparse in questi giorni.

“Ciò che è stato siglato alla Funzione Pubblica, non è un rinnovo contrattuale, ma un preaccordo con una parte delle sigle sindacali che parteciperanno poi al tavolo della vera contrattazione all’Aran”.
E’ il segretario confederale dell’Ugl, Augusto Ghinelli, ad affermarlo, spiegando che “i rinnovi contrattuali possono avere luogo e valenza unicamente dopo la stesura e l’approvazione, da parte di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative, del Nuovo Testo Unico per la Pubblica amministrazione, il quale, da quanto riferito dal ministro Madia, sarà presentato solo entro febbraio 2017”.
“Gli 85 euro, oggetto dell’intesa, non riescono neppure – sottolinea – a recuperare metà dei circa 240 euro mensili persi nelle buste paga, nei trascorsi sette anni di mancato rinnovo”. “Non c’è nulla di cui andare fieri perché, calcoli alla mano, -indica Ghinelli- i dipendenti pubblici riceveranno in media 85 euro lordi di aumento, che, tolte le tasse e la vacanza contrattuale, si ridurranno a 50 euro in busta paga. Oltre a non essere chiaro che fine farà l’attuale bonus degli 80 euro a favore dei redditi più bassi e inoltre, l’aumento medio sarà unicamente corrisposto in base alla ‘presenza in ufficio e ai risultati'”.
“Quanto ottenuto dal ministro della Funzione Pubblica – conclude il sindacalista dell’Ugl- è davvero ben poco dopo sette anni di attesa, sarà probabilmente utile al Governo a racimolare qualche consenso in più nel referendum del 4 dicembre, ma solo tra i lavoratori pubblici’ ‘meno informati'”.

“Ciò che è stato siglato alla Funzione Pubblica, non è un rinnovo contrattuale, ma un preaccordo con una parte delle sigle sindacali che parteciperanno poi al tavolo della vera contrattazione all’Aran”.
E’ il segretario confederale dell’Ugl, Augusto Ghinelli, ad affermarlo, spiegando che “i rinnovi contrattuali possono avere luogo e valenza unicamente dopo la stesura e l’approvazione, da parte di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative, del Nuovo Testo Unico per la Pubblica amministrazione, il quale, da quanto riferito dal ministro Madia, sarà presentato solo entro febbraio 2017”.
“Gli 85 euro, oggetto dell’intesa, non riescono neppure – sottolinea – a recuperare metà dei circa 240 euro mensili persi nelle buste paga, nei trascorsi sette anni di mancato rinnovo”. “Non c’è nulla di cui andare fieri perché, calcoli alla mano, -indica Ghinelli- i dipendenti pubblici riceveranno in media 85 euro lordi di aumento, che, tolte le tasse e la vacanza contrattuale, si ridurranno a 50 euro in busta paga. Oltre a non essere chiaro che fine farà l’attuale bonus degli 80 euro a favore dei redditi più bassi e inoltre, l’aumento medio sarà unicamente corrisposto in base alla ‘presenza in ufficio e ai risultati'”.
“Quanto ottenuto dal ministro della Funzione Pubblica – conclude il sindacalista dell’Ugl- è davvero ben poco dopo sette anni di attesa, sarà probabilmente utile al Governo a racimolare qualche consenso in più nel referendum del 4 dicembre, ma solo tra i lavoratori pubblici’ ‘meno informati'”.