Ugl, la storia continua


di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Oggi è una giornata importante per l’Ugl. Nell’anno del settantesimo dalla fondazione, inizieremo le celebrazioni in programma per il 2020 con un evento particolare: la presentazione al pubblico del nuovo logo che da oggi in poi diventerà simbolo del nostro sindacato in tutte le sue articolazioni. Non si tratta certamente di un semplice “restyling” formale. Il nuovo logo rappresenta la conclusione di una tappa nel lungo percorso dalla nascita della Cisnal, nel 1950, alla formazione dell’Ugl nel 1996, quando venne adottato il simbolo che abbiamo utilizzato finora, ad oggi. E adesso, con il nuovo logo, inizia un altro tratto di strada, sempre nello stesso solco, ma proiettato avanti, nel futuro. Si conclude quel processo di trasformazione, quella rivoluzione interna al sindacato avvenuta negli ultimi anni. Rivoluzione come ritorno alle origini, ma anche come rinascita. Più saldi nei nostri ideali, più coesi, con una struttura più efficiente e quindi pronti ad affrontare in modo innovativo e dinamico, partendo da solide basi, le trasformazioni che hanno cambiato volto al mondo del lavoro. Il simbolo non è stato scelto a caso. Infatti, sintetizza graficamente questo concetto. Un centro, un punto fermo, i nostri colori. E, attorno, tante possibili traiettorie, quante sono le sfide che il mondo del lavoro dovrà affrontare in questa epoca fluida di globalizzazione. Gli obiettivi che ci siamo prefissi sono alti e complessi. Rivendicare la funzione insopprimibile del sindacato come attore fondamentale, in grado di rappresentare gli interessi dei lavoratori dipendenti, dei pensionati e delle categorie più deboli, non solo all’interno delle imprese nell’ambito delle relazioni industriali, ma nel contesto generale e nel confronto pubblico, nazionale, europeo, internazionale, in modo indipendente dalla politica, al fine di imprimere alle scelte economiche una dimensione sociale. Ribadire il nostro essere “l’altro sindacato”, con una precisa fisionomia, da valorizzare nell’ambito di un pluralismo sindacale utile, a nostro avviso, a tutto il Paese: un sindacato apartitico, ma identitario, in quanto fondato su chiari valori basati sulla tradizione italiana, accogliente e impegnato a promuovere una piena applicazione dei diritti per i lavoratori immigrati, nel quadro di una gestione del fenomeno migratorio ispirata ai principi della legalità, della solidarietà e del rispetto dell’identità nazionale italiana. Fondato sul superamento del concetto di lotta di classe, nel nome dei superiori e comuni interessi nazionali, che devono necessariamente unire tutte le componenti economiche e sociali italiane, visione che trova nella partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese la propria massima espressione. Dal 1950 al 2020 ed oltre, fieri del nostro passato ma proiettati nel futuro. Per l’Ugl la storia continua.