Covid, con seconda ondata a rischio 2 imprese su 10


La chiusura è un rischio a cui vanno incontro anche senza lockdown

Anche in assenza di un lockdown, con la seconda ondata di contagi da coronavirus due imprese su dieci sono a rischio chiusura. È quanto stima la Fondazione studi dei consulenti del lavoro nell’indagine “Crisi, emergenza sanitaria e lavoro nelle Pmi”, condotta su un campione di 5.000 consulenti del lavoro, secondo la quale a causa della crisi nel 2020 potrebbero registrarsi un milione di occupati in meno tra l’inizio del 2020 e la fine dell’anno. I settori a maggior rischio di calo occupazionale sono quelli della ristorazione (con un 51,6% di aziende che potrebbero registrate un calo degli addetti superiore al 15%), i servizi ricreativi e culturali (con il 30,3%), il commercio (con il 23,3%) e il manifatturiero (con il 13,6%).

 


FMI: « Covid-19, impatto enorme sull’economia europea»


L’impatto della pandemia sull’economia europea è stato enorme e la ripresa dalla crisi sarà irregolare e parziale. È quanto spiega il Fondo Monetario Internazionale, secondo cui la risposta senza precedenti ha evitato un risultato devastante. «L’outlook – secondo il FMI – è molto incerto. Il riemergere delle infezioni in Europa rappresenta probabilmente il maggiore rischio al ribasso al momenti. Una Brexit no-deal sarebbe un ulteriore potenziale shock all’attività». Secondo le stime il PIL si contrarrà del 7%, contro il -8,5% avanzato nelle precedenti previsioni.


MES, Gualtieri: «Sono favorevole, l’ho negoziato io»


E aggiunge: «Non presenta nessun tipo di condizionalità»

Intervistato da Radio 24 il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, ha ribadito di essere «favorevole al MES, anche perché l’ho negoziato io e so bene che non presenta nessun tipo di condizionalità». Il titolare del dicastero di via XX settembre ha poi spiegato che «il beneficio per l’Italia dell’utilizzo del Mes non sono 37 miliardi aggiuntivi ma sono i risparmi di interessi, 300 milioni all’anno. Ovviamente anche 300 milioni per un ministro dell’Economia sono una cifra significativa, quindi io sono favorevole all’utilizzo». Parlando poi dell’andamento economico del Paese, Gualtieri ha assicurato che «se riusciremo a contenere la ripresa delle infezioni da Covid-19 con misure selettive, sono fiducioso che i risultati del 2020-2021 non saranno lontani da quanto previsto per quanto riguarda il 2021». Sulla manovra ha invece spiegato che «sono state stanziate risorse significative anche per il 2021 e per gli anni seguenti: dall’eliminazione delle clausole Iva ai due miliardi per gli investimenti degli enti territoriali, ai consistenti stanziamenti per scuola, università, ricerca, imprese». «Sono 31 miliardi per il 2021 – ha spiegato – che, insieme ai circa 15 del Next Generation Eu, portano la manovra effettiva del 2021 a 70 miliardi. È quindi una manovra fortemente espansiva, come richiesto dal ciclo economico, tutt’altro che basata solo su misure di corto respiro e al contrario prevediamo riforme epocali come l’assegno unico e quella dell’Irpef e un programma di investimenti senza precedenti».


Costruzioni: nei primi otto mesi produzione in calo. Un settore in difficoltà


Per fine anno l’ANCE prevede un calo del 13%

Ad agosto l’Istat ha registrato una crescita della produzione nelle costruzioni del 12,9% su base mensile e del 12,8% su base annua, «confermando la tendenza positiva iniziata da maggio, dopo le flessioni registrate nei mesi precedenti a causa del lockdown». Tuttavia la media dei primi otto mesi mostra una diminuzione del 14,4% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, dimostrando che il settore delle costruzioni presenta ancora molte difficoltà. Un quadro della situazione è stato disegnato questa mattina dall’ANCE (l’Associazione Nazionale Costruttori Edili) all’assemblea pubblica dell’associazione di categoria. Secondo i dati presentati dal Presidente Gabriele Buia quest’anno la produzione nelle costruzioni potrebbe registrare una flessione del 13%, «che va a sommarsi al 33% in meno registrato negli ultimi 12 anni». «Chi è riuscito a reggere questa onda d’urto ha sicuramente bisogno di sostegno e non di mazzate ulteriori», ha poi avvertito Buia. « necessario compiere scelte coraggiose e ascoltare la voce di chi vive sulla propria pelle gli effetti di quelle decisioni – ha proseguito -. Non possiamo continuare a fare gli errori di sempre. Occorre cominciare a fare le cose che servono davvero. Non vogliamo sentirci dire ‘avevate ragione’. Vogliamo vedere i risultati adesso». Per quanto riguarda le risorse del Recovery Fund, Buia ha poi sottolineato che devono andare a finanziare rinascita di infrastrutture, città e territori in chiave di sviluppo sostenibile. Oppure avremo solo allungato di qualche mese la vita a un moribondo, senza essere riusciti in alcun modo a garantirgli una prospettiva futura».


Legge di bilancio, Gualtieri: «Manovra da 39 miliardi»


Via libera dal Cdm. Il ministro: «L’obiettivo è dare un deciso impulso alla ripresa economica»

«La legge di bilancio 2021 ammonta a oltre 39 miliardi di euro: circa 24 stanziati direttamente in bilancio a cui si aggiungono oltre 15 miliardi dal programma Next Generation EU», così su Facebook il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, che spiega che la manovra, approvata nella notte dal Consiglio dei Ministri, è «molto importante e ambiziosa, varata in un momento che vede il nostro Paese ancora sospeso tra le difficoltà causate dalla pandemia e le prospettive concrete di una ripresa economica e sociale forte, per la quale siamo tutti impegnati». La manovra, ha aggiunto il ministro, «avvia un cambiamento profondo atteso da tanti anni e stanzia le risorse per realizzare la riforma fiscale e mette a regime il taglio del cuneo fiscale a per i lavoratori entrato in vigore lo scorso luglio. A luglio partirà l’assegno unico per i figli, e dal 2022 la riforma dell’Irpef, che verrà alimentata anche da un fondo in cui confluiranno le maggiori entrate derivanti dal contrasto all’evasione fiscale, che insieme alla digitalizzazione dei pagamenti è una priorità di questo governo».  L’obiettivo principale, ha spiegato, «è dare un deciso impulso alla ripresa dell’economia, sostenendo gli investimenti, l’istruzione, il welfare e proseguendo la riduzione delle tasse sul lavoro e sull’impresa. Con una significativa espansione di bilancio orientiamo l’Italia verso la crescita e l’occupazione nel segno dell’innovazione, della sostenibilità e della coesione sociale e territoriale, e lo facciamo cercando di non lasciare indietro nessuno, a partire da chi è più colpito dalla crisi determinata dal Covid».

 


Recovery Plan, Lagarde: «Punto di svolta per l’Europa»


Il Recovery plan è un punto di svolta per l’Europa. Ha cambiato completamente le cose. A dirlo è stata la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, nel corso di un’intervista rilasciata a Le Monde. L’ex numero uno del FMI ha poi ribadito che le opzioni nella cassetta degli attrezzi della BCE «non sono esaurite. Se servirà fare di più, lo faremo». «Terremo sotto stretto controllo gli indicatori per tutto l’autunno – ha poi aggiunto Lagarde –. Dopo il rimbalzo che abbiamo visto durante l’estate, la ripresa è stata irregolare, incerta e incompleta e ora rischia di perdere slancio».