Pesa l’inflazione, ma il saldo finale è fortemente in attivo per oltre due miliardi
La prima notizia è sicuramente di quelle destinate a fare rumore: il rendiconto appena approvato evidenzia un saldo positivo nei conti dell’Inps di oltre due miliardi di euro. Del resto, sono anni che i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl insistono sulla necessità di fare piena luce sulle varie voci che compongono il bilancio dell’Istituto previdenziale, cosa che permetterebbe di apprezzare meglio le varie dinamiche pensionistiche ed assistenziali. Nel complesso, le uscite per le pensioni ammontano a 304 miliardi di euro, in crescita del 7,4% principalmente per effetto della rivalutazione degli assegni pensionistici all’inflazione. Come si ricorderà, la legge di bilancio ha previsto regole un poco più stringenti per limitare le uscite anticipate. La riforma del reddito di cittadinanza, che ha iniziato a maturare i suoi effetti verso la fine dell’estate scorsa, ha prodotto una riduzione della spesa complessiva, scesa di poco meno di 17 punti percentuali; in valori assoluti, dalle casse dell’Inps sono usciti 6,7 miliardi nel 2023, a fronte di poco più di 8 miliardi del 2022. Lo scorso anno, però, si è registrato un aumento della spesa per gli assegni di invalidità civile, per una cifra di poco superiore al miliardo. Dal Civ è arrivato un commento positivo ai numeri che mostrano il sostanziale equilibrio del sistema previdenziale pubblico, «bicchiere mezzo pieno» per il sottosegretario Durigon.