Coronavirus, 500mila gli esercizi aperti durante l’emergenza


Sono mezzo milione gli esercizi commerciali e dei servizi alla persona, al cui interno lavorano 800mila dipendenti, che restano aperti in base al decreto del Governo anti-coronavirus. Fra questi, più di 230mila riguardano il settore alimentare, che assicura una copertura capillare sull’intero territorio nazionale. E’ quanto mostra una elaborazione di Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio.


La BCE ha annunciato un Qe da 750 miliardi


Lagarde: «Tempi straordinari richiedono azioni straordinarie»

«Tempi straordinari richiedono azioni straordinarie. Non ci sono limiti al nostro impegno sull’euro. Siamo determinati a usare il pieno potenziale dei nostri strumenti nell’ambito del nostro mandato», con queste poche righe, scritte sul proprio profilo Twitter, la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha commentato le prossime mosse del Consiglio direttivo dell’Eurotower. Questa notte, infatti, la BCE ha annunciato un nuovo temporaneo, bazooka per contrastare gli effetti del coronavirus sull’economia dell’area. In una nota diffusa dalla Banca centrale, il board ha annunciato l’avvio di un nuovo programma di acquisto di attività temporanee del settore pubblico e del settore privato. Questo nuovo programma, denominato PEPP, (Programma di acquisto per l’emergenza pandemica) avrà una dotazione complessiva di 750 miliardi di euro e gli acquisti saranno condotti fino alla fine del 2020. «Con la decisione di ieri abbiamo reso disponibili 1.100 miliardi di euro, una cifra enorme», ha commentato ai microfoni del TG1 Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Banca Centrale europea. Una mossa, ha detto, che mostra «la volontà molto determinata di fornire sostegno all’economia italiana ed europea. La presidente della Bce Christine Lagarde ha chiarito che non c’è un limite ai nostri interventi per far sì che l’economia europea possa proseguire un cammino di crescita».


Mercati, spread ancora più su, scende Piazza Affari


Proseguono le turbolenze sulle principali piazze finanziarie

Nell’arco della prima metà della giornata lo spread tra Btp e Bund ha superato i 320 punti, toccando il livello più alto dal febbraio del 2019, per poi rientrare e attestarsi intonro a quota 300 punti. Proseguono dunque le turbolenze dei mercati finanziari sulla scia delle incertezze legate alla pandemia di coronavirus. Anche oggi le principali piazze finanziari si sono mostrate in sofferenza: la peggiore è Parigi con un calo superiore ai cinque punti e mezzo, seguono – poco lontano – Francoforte e Londra. Leggermente meglio Madrid, in calo di quattro punti, e Milano, che dopo il -3% di metà seduta, ha diminuito le perdite al -2,5%. Scendono ancora le materie prime, con il petrolio che arretra al di sotto dei 25 dollari al barile e l’oro che viaggia intorno ai 1.500 dollari l’oncia.


Commercio al dettaglio, numeri in crescita per i piccoli esercizi


È quanto rilevato da Fida Confcommercio

I numeri delle vendite nei negozi al dettaglio, in particolare in quelli di quartiere e nei piccoli Paesi, sono quadruplicati negli ultimi giorni. A fare il punto della situazione è la Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazione, facente capo alla Confcommercio. «Il ritmo delle vendite continua ad essere altissimo – spiega Francesca Prampolino, presidente di Fida -. Non ci sono problemi di approvvigionamento delle merci, se c’è qualche ritardo è fisiologico perché magari può capitare che ci sia personale ridotto nei magazzini per turni o malattie».


Nel “Cura Italia” anche il salvataggio di Alitalia


Scadrà domani (18 marzo) il termine per la presentazione delle offerte vincolanti per Alitalia e, viste le precedenti partite e la difficoltà di giocarne un’altra per via delle ripercussioni che l’epidemia di coronavirus sta avendo sul settore aereo, il governo ha preso la palla al balzo (qualche giorno fa la Commissione Ue ha parlato di «massima flessibilità su patto di Stabilità e aiuti di Stato) e ha introdotto attraverso il decreto “Cura Italia” la nascita di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze. Una decisione, si legge nel comunicato del governo, presa «in considerazione della situazione determinata dall’emergenza sulle attività di Alitalia – Società Aerea Italiana S.p.a. e di Alitalia Cityliner S.p.a. entrambe in amministrazione straordinaria». Del resto l’ipotesi di creare una newco, controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica, era già nell’aria da tempo. Tra le altre misure introdotte dal nuovo decreto anche quelle  per potenziare la capacità di intervento del Sistema sanitario, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati a fronteggiare l’emergenza sanitaria (tra cui 20.mila assunzioni già deliberate per il Ssn e l’incremento del Fondo emergenze nazionali) e quelle a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle aziende (con l’obiettivo che nessuno perda il posto di lavoro a causa dell’emergenza e per evitare sia alle famiglie che alle imprese carenza di liquidità). Introdotte anche misure in campo fiscale, allo scopo di evitare che obbligazioni e adempimenti aggravino i problemi di liquidità.


FINANZA IN TILT


Martedì 17 marzo, secondo giorno consecutivo di mercati finanziari come montagne russe: sprofondano di molto e si rialzano a fatica lasciando sul terreno le ceneri di miliardi di valute diverse andate in fumo, nonostante alcune banche centrali importanti (la Fed in primis,  Bce meno, Bank ok England, Bank of Japan) abbiano deciso di combattere la crisi economica scatenata dall’emergenza sanitaria, già attesa nel 2019 più che altro come effetto congiunto della guerra dei dazi e dei conflitti tra produttori petroliferi, con cannonate di Quantitative Easing e di acquisti in massa di titoli azionari in pochi giorni. Più di 800 sono miliardi di euro utilizzati rispetto a prima, 1500 miliardi quelli distribuiti alle banche. Ma i mercati non ci sono cascati e le montagne russe continuano. Come ieri, anche oggi sui mercati finanziari si manifestano gli effetti «devastanti» dell’epidemia di coronavirus soprattutto in Europa. È fallito il tentativo di cosiddetto rimbalzo di Milano (recupero momentaneo nell’ambito di un trend calante), la piazza è rimasta piatta con Fca che ha perso il -7%; giù anche l’euro sotto 1,10 dollari. Le Borse europee a metà seduta si sono rivelate le più negative, forti le vendite sui titoli del settore viaggi, assicurazioni e costruzioni. L’indice Zew tedesco, che raccoglie il sentiment degli investitori istituzionali sull’economia, è crollato oltre le attese a -49,5 punti a marzo. Anche se sempre oggi a Wall Strett, a inizio seduta, il tentativo di rimbalzo è riuscito, Il Sole 24 Ore ha sentenziato che è «caduto il castello di carta della finanza». Quanto la situazione sia diventata ingestibile e imprevedibile lo dimostrano anche le parole di Giulio Tremonti, ex ministro dell’economia nei governi Berlusconi: «Lagarde ha detto una cosa che magari corrisponde alla realtà: la Bce non serve più a fare nulla». Gli analisti sostengono che stavolta è diverso, non si tratta di una crisi finanziaria qualsiasi, ma di un’emergenza sanitaria per risolvere la quale è necessario fermare tutto. Ecco cosa manda in tilt la finanza. Sostiene Il Sole24Ore che non funziona più quella formula che ha imperato per un decennio: tassi bassi, liquidità abbondante e assuefazione ai rischi. È proprio vero, la salute viene prima di tutto.