Alitalia, l’Antitrust Ue chiede garanzie su nascita Ita


Leogrande convoca i sindacati: a rischio gli stipendi

Bruxelles, secondo alcune fonti, vuole vederci chiaro sull’operazione che dovrebbe portare alla nascita della newco Ita sulle ceneri della vecchia Alitalia. In particolare, secondo quanto emerso, l’Antitrust europeo avrebbe richiesto al governo italiano le garanzie sulla discontinuità con la vecchia compagnia aerea. Discontinuità, fa sapere la Commissione, citata dall’ANSA, che per essere tale deve rispettare determinati criteri. Intanto nella serata di ieri il Commissario straordinario dell’ex compagnia di bandiera, Giuseppe Leogrande, ha convocato i sindacati, spiegando che Alitalia rischia di non avere i soldi per pagare gli stipendi dei prossimi mesi. Già a dicembre la difficile tenuta finanziaria ha comportato ritardi nei pagamenti


Commercio, di nuovo giù le vendite a novembre


I dati Istat, rispetto a ottobre -13% per quelle di beni non alimentari

A novembre l’Istat ha registrato una nuova battuta d’arresto per le vendite al dettaglio. Secondo le rilevazioni l’indicatore è infatti sceso del 6,9% in valore e di oltre sette punti in termini di volumi. Mentre le vendite di beni alimentari hanno fornito un contributo positivo, per quanto lieve (+1% sia in valore che in volumi), quelle di di beni non alimentari hanno registrato una flessione piuttosto ampia: oltre 13 punti, sia in termini di valore che in termini di volume. Il calo è marcato anche se si estende il confronto al novembre del 2019: su base tendenziale le vendite sono diminuite dell’8,1% in valore e dell’8,4% in volume, riflettendo il -15,1% rilevato per i beni non alimentari e il +2,2% in valore e il +0,7% in volumi delle vendite di generi alimentari. Per quanto riguarda le diverse forme distributive, l’Istat segnala un nuovo calo sia per le vendite della grande distribuzione, -8,3%, che per quelle delle imprese operanti su piccole superfici, -12,5%. Crescono, invece, per i canali diversi dai negozi (+14,3%), con l’e-commerce che continua la sua corsa: +50,2%. Nella nota di commento ai dati, l’Istituto sottolinea come l’andamento delle vendite sia fortemente penalizzato «dal comparto dei beni non alimentari, settore fortemente colpito dall’applicazione delle nuove misure di chiusura legate all’emergenza sanitaria; la diminuzione in questo comparto ha investito sia la grande distribuzione (-25,7%) sia, in misura inferiore, le imprese operanti su piccole superifici (-16,9%)».


Confcommercio: «Molte sono già uscite o usciranno dal mercato»


Il nuovo e profondo acuirsi della crisi rende più concreto il rischio di una depauperazione del sistema imprenditoriale, con molte aziende che, in presenza di un prolungato vuoto di domanda a cui non corrispondono sostegni adeguati, sono già uscite o usciranno dal mercato. È quanto si legge in una nota della Confcommercio in cui commenta gli ultimi dati dell’Istat sulle vendite al dettaglio. «Per le piccole imprese di alcuni settori come l’abbigliamento e le calzature – si legge ancora -, i danni inflitti dalla pandemia si sono trasformati in disastri a causa dello spostamento della domanda verso il commercio elettronico».


PIL Italia, Moody’s prevede un +5,6% per il 2021


Come Francia e Spagna, solo nel 2022 livelli per crisi

Come per la Spagna e la Francia, secondo Moody’s l’Italia riuscirà a vedere i livelli pre crisi solo nel 2022. Secondo l’agenzia di rating nel corso del 2021, infatti, il Prodotto Interno Lordo Italiano crescerà del 5,6%, non riuscendo quindi a compensare il -9% previsto per l’anno che si è da poco concluso. Per quanto riguarda invece l’Europa le previsioni indicano un +4,6% per l’anno in corso e un -7,7% per il 2020. Per l’agenzia di rating la ripresa europea «sarà lenta, fragile e irregolare» a causa di rischi che rimangono elevati e volti al ribasso, per gli sviluppi incerti della pandemia e le potenziali azioni dei governi, che potrebbero ricorrere a nuove e più stringenti misure. Proprio l’Italia, insieme alla Spagna, secondo Moody’s è più soggetta a restrizioni interne.


Cashback, oltre 5,8 milioni di iscritti al piano


Quasi la metà per acquisti da meno di 25 euro

Secondo le rilevazioni effettuate dal governo sono 5,8 milioni i cittadini italiani iscritti al periodo sperimentale del piano Cashback, per un totale di 63 milioni di transazioni effettuate e 9,8 milioni di strumenti di pagamento elettronici registrati. Sono invece 3,2 milioni i soggetti che riusciranno ad ottenere il rimborso avendo raggiunto la soglia minima di 10 transazioni. Di tutte le transazioni effettuate, quasi la metà ha riguardato acquisti per importi minori di 25 euro.


Nel III trimestre 2020 deficit al 9,4%


Nello stesso periodo del 2019 era pari al 2,2%. I dati Istat

A causa sia del minor numero di entrate che del consistente aumento delle uscite, «dovuto alle misure di sostegno introdotte per contrastare gli effetti dell’emergenza economica e sanitaria su famiglie e imprese», per il III trimestre del 2020 l’Istat ha certificato un balzo del rapporto tra deficit e PIL al 9,4%, contro il 2,2% dello stesso periodo di un anno fa. Guardando più da vicino i dato diffusi dall’Istituto nazionale di statistica si può notare come nel periodo considerato dall’indagine “Contro trimestrale delle amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie”, le uscite correnti abbiano registrato un aumento tendenziale del 5,3%, legato principalmente alla crescita che ha interessato le uscite in conto capitale (+77,4%) e alle prestazioni sociali in denaro (+10,9%). Per quanto riguarda le entrate totali, nel terzo trimestre sono scese del 4,8% e la loro incidenza sul Pil è stata del 43,7%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2019. Per fare un confronto: nei primi tre mesi dell’anno l’incidenza è stata del 45,1%. Per quanto riguarda invece le famiglie, nel terzo trimestre il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici è aumentato del 6,3% in termini nominali e del 6,6% in termini reali. La spesa per consumi finali è salita del 12,1%, con un conseguente calo della propensione al risparmio di 4,4 punti, al 14,6%.