Il contrasto al caporalato passa anche dalla realizzazione di spazi di vita dignitosi

L’articolo 8 del decreto-legge 144/2026 introduce delle misure per il superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. La struttura commissariale, già istituita, è prorogata al 31 dicembre 2030, con ampliamento delle relative funzioni del commissario con l’obiettivo di arrivare ad un piano pluriennale di interventi per la realizzazione di alloggi dignitosi, partendo, laddove possibile, dai progetti esclusi dal finanziamento del Pnrr. Previsto anche il rafforzamento del Sistema informativo per la lotta al caporalato in agricoltura, la valorizzazione del patrimonio immobiliare confiscato, il coordinamento istituzionale, il monitoraggio. Il commissario relaziona alla Presidenza del Consiglio dei ministri. È previsto un Dpcm; sono quantificati gli oneri. Il fenomeno degli insediamenti abusivi è intollerabile ed è quindi da contrastare con ogni mezzo. Il fenomeno è evidente soprattutto nelle campagne, in concomitanza con la stagionalità delle produzioni, ma è anche diffuso nei centri urbani, seppure in forma diversa. L’ipotesi prevista dall’articolo 8 è condivisibile, ma è necessario rafforzare le sinergie con il territorio, attraverso il coinvolgimento degli enti locali e delle Forze di polizia. È altresì fondamentale coinvolgere le parti sociali nell’attività di monitoraggio. Dietro gli insediamenti abusivi, si annida spesso il caporalato che, però, è un fenomeno che si presenta anche in contesti caratterizzati da un minore disagio abitativo.