Alitalia, accordo sulla Cigs attendendo buone novità


Coinvolta anche Cityliner; il peso dell’emergenza Covid-19 sul futuro

In attesa di sapere cosa succederà ai massimi sistemi, i sindacati di categoria trovano un accordo con la gestione commissariale di Alitalia per una nuova procedura di cassa integrazione guadagni straordinaria. Come noto, il Cura Italia ha introdotto una norma che dovrebbe portare a quella che è stata definita la nazionalizzazione della Compagnia, attraverso l’acquisizione del controllo della stessa direttamente o per mezzo di una partecipata dello Stato. Certo, visto lo stanziamento esiguo, soprattutto se rapportato a quanto sembra possa succedere in Germania con Lufthansa (lo stanziamento in Italia non è neanche un decimo di quello preventivato dai tedeschi), il futuro è tutto ancora da scrivere. Tornando al presente, le federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno sottoscritto una intesa al ministero del lavoro per un totale di 6.826 dipendenti in totale, compresi i 204 di Cityliner (41 comandanti, 58 piloti e 105 del personale navigante di cabina). Per Alitalia, la cassa integrazione straordinaria interessa sia il personale di terra (3.283 unità) che quello navigante con 458 comandanti, 566 piloti e 2.315 del personale di cabina. Sulla lunga e complessa trattativa ha pesato anche l’emergenza Covid-19 che ha portato al crollo del trasporto aereo. Intanto, il ministero ha voluto rassicurare sul pagamento delle integrazioni salariali, in arretrato da ottobre dello scorso anno.


Alitalia, Patuanelli: «La newco partirà a giugno»


«Inizialmente la compagnia sarà in mano pubblica»

La newco per Alitalia potrà partire nei primi giorni di giugno, «con necessari passaggi». Così il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, in audizione alla commissione Trasporti della Camera. «Inizialmente Alitalia» sarà pubblica, ha precisato. Un’«eventuale mantenimento totale della compagnia in mano pubblica» potrà «essere valutato in un momento successivo». Alcune indiscrezioni, che hanno riferito che la flotta della newco sarà «molto molto limitata», sono state smentite da Patuanelli: «Il range di aeromobili che transiteranno immediatamente alla newco è superiore ai 90, dai 113 di oggi».


Alitalia, la cassa raddoppia


Cgil, Uil e Ugl di categoria dicono no ad un ridimensionamento della Compagnia

L’emergenza Covid-19 non rallenta la discesa di Alitalia, anzi, se possibile, l’acuisce ancora di più, con tutte le conseguenze del caso che si stanno facendo ad ogni ora più drammatiche per il personale dipendente, ma anche per tutto l’indotto aeroportuale e non solo. Così, mentre il decreto Cura Italia apre ad una nazionalizzazione molto soft, con peraltro poche risorse, e dai ministeri coinvolti trapelano indiscrezioni che definire allarmanti è poco – si parla di una Compagnia leggera con una trentina di aerei e massimo 3mila dipendenti -, i vertici di Alitalia si apprestano a raddoppiare i numeri dei dipendenti da mettere in cassa integrazione, coinvolgendo anche la controllata Cityliner. In totale, si potrebbe arrivare a 6.828 persone, con circa 850 fra comandanti e piloti, poco meno di 2mila naviganti del personale di cabina e oltre 2.600 unità fra il personale di terra. Dura la reazione delle federazioni di categoria di Cgil, Uil e Ugl.


Alitalia, dallo spezzattino all’ipotesi dieta drastica


Il governo starebbe lavorando su una Compagnia con soli 30 aerei e 3mila dipendenti

Le prospettive appaiono assolutamente preoccupanti. Alitalia, almeno stando a quanto è emerso nel corso della videoconferenza che i ministri Stefano Patuanelli (sviluppo economico), Paola De Micheli (trasporti e infrastrutture) e Nunzia Catalfo (lavoro e politiche sociali) hanno avuto con i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl, presente anche il commissario Giuseppe Leogrande. L’idea, complice anche l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, sembra essere quella di creare una Compagnia molto leggera sotto il controllo dello Stato, in maniera diretta o indiretta. L’ipotesi è di una struttura con non più di trenta vettori e circa 3mila dipendenti. Per intenderci, è come se si ritornasse indietro al 1957, quando Alitalia si fuse con Lai. Un’altra epoca storica, in tutti i sensi, con mobilità interna ed internazionale decisamente più ridotta. Alitalia, oggi, ha poco più di 110 vettori, ma è pure arrivata ad averne 185 nei primi anni duemila. Certo, se la prospettiva è questa, descrivere i sindacati come preoccupati è, a dir poco, un eufemismo. Una Alitalia con non più di trenta aerei difficilmente potrà essere competitiva sia sul nazionale che sull’internazionale. Per intenderci, Ryanair, anche senza considerare i 210 Boeing 737 max i cui ordini sono attualmente sospesi, ha una flotta di oltre 250 aeromobili, mentre Lufthansa arriva a 200 e Easyjet punta ad arrivare in breve tempo ad oltre 300 unità.


Alitalia: manifestazione di interesse da Almaviva


Il Gruppo Almaviva ha promosso una cordata, in partnership con altre società italiane del settore Information Technology, per la presentazione di una manifestazione d’interesse relativa alla procedura Alitalia, formalizzata entro il termine del 18 marzo 2020. È quanto si legge in una nota diffusa dalla società romana. «La decisione – si legge – è motivata dalla volontà di portare il contributo di consolidate esperienze d’impresa e competenze digitali per guardare alla prospettiva della compagnia nell’ambito di un più ampio progetto di rilancio per il Turismo e il Made in Italy».


Nel “Cura Italia” anche il salvataggio di Alitalia


Scadrà domani (18 marzo) il termine per la presentazione delle offerte vincolanti per Alitalia e, viste le precedenti partite e la difficoltà di giocarne un’altra per via delle ripercussioni che l’epidemia di coronavirus sta avendo sul settore aereo, il governo ha preso la palla al balzo (qualche giorno fa la Commissione Ue ha parlato di «massima flessibilità su patto di Stabilità e aiuti di Stato) e ha introdotto attraverso il decreto “Cura Italia” la nascita di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze. Una decisione, si legge nel comunicato del governo, presa «in considerazione della situazione determinata dall’emergenza sulle attività di Alitalia – Società Aerea Italiana S.p.a. e di Alitalia Cityliner S.p.a. entrambe in amministrazione straordinaria». Del resto l’ipotesi di creare una newco, controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica, era già nell’aria da tempo. Tra le altre misure introdotte dal nuovo decreto anche quelle  per potenziare la capacità di intervento del Sistema sanitario, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati a fronteggiare l’emergenza sanitaria (tra cui 20.mila assunzioni già deliberate per il Ssn e l’incremento del Fondo emergenze nazionali) e quelle a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle aziende (con l’obiettivo che nessuno perda il posto di lavoro a causa dell’emergenza e per evitare sia alle famiglie che alle imprese carenza di liquidità). Introdotte anche misure in campo fiscale, allo scopo di evitare che obbligazioni e adempimenti aggravino i problemi di liquidità.