Alitalia, la partecipazione finisce nel dimenticatoio


Potrebbe saltare la presenza di un rappresentante dei lavoratori nel Cda

La politica prima dei lavoratori: è così che si potrebbe sintetizzare quello che, secondo alcune anticipazioni di stampa, starebbe per accadere nella nuova Alitalia, la cosiddetta newcon che andrebbe ad ereditare la parte buona della Compagnia di bandiera. Nelle settimane scorse, era emersa l’ipotesi che i lavoratori potessero eleggere o nominare un loro rappresentante all’interno del consiglio di amministrazioni, con funzioni di garante degli interessi delle migliaia di dipendenti di Alitalia, da troppo tempo sballottati a destra e a sinistra. Sarebbe stata una novità molto importante, peraltro in linea con quanto previsto dall’articolo 46 della nostra Costituzione e dal diverse norme europee nelle quali si insiste molto sul tema della partecipazione dei lavoratori. Ed invece, le ultime indiscrezioni parlano di una riduzione del numero dei componenti del consiglio di amministrazione da nove a sette, con uno dei due sacrificati proprio in capo ai lavoratori. Una vera beffa, mentre circa 7mila dipendenti sono ancora in cassa integrazione, i voli stentano a riprendere vigore e Malpensa, presto, non sarà più servita. Su tutti questi punti i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl continuano a chiedere un confronto con i ministri competenti, senza che però nulla sembra al momento muoversi, con le solite indiscrezioni che parlano di forti attriti fra ministri democratici e pentastellati.


Alitalia, De Micheli: «Partecipazione pubblica non a tempo illimitato»


Il ministro ha assicurato che la Newco sarà «chiamata a salvaguardare occupazione»

 Il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, in audizione alla commissione Trasporti della Camera dei Deputati, ha assicurato che la newco per Alitalia sarà chiamata «a predisporre e attuare dei progetti di sviluppo in grado di assicurare la competitività, attraverso nuove alleanze e partnership e salvaguardando al contempo i livelli occupazionali» e che opererà in assoluta discontinuità rispetto alla vecchia Alitalia. Il ministro ha poi aggiunto che la partecipazione dello Stato nella nuova compagnia non sarà a tempo illimitato e che «una volta realizzata la fase iniziale del piano industriale, ci saranno le condizioni per poter accede sul mercato delle compagnie aeree alla possibilità di costruire alleanze, sinergie, oltre che eventuali compartecipazioni».


Alitalia, l’incognita aumenta


L’esecutivo pensa di accelerare, ma gli esuberi pesano sul piano industriale

Il governo prova a rilanciare: la nuova Alitalia sarà operativa da subito. Come è tutto da verificare, visto che, al momento, non si ha traccia del piano industriale, mentre la tabella di marcia appare fortemente in ritardo, rispetto anche alle più pessimistiche previsioni iniziali. Forse nei prossimi giorni, si potrebbe sbloccare la questione della governance, ma resta in piedi la questione personale. I numeri circolati finora non sono piaciuti assolutamente alle federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Secondo le indiscrezioni emerse nelle scorse settimane, il piano del governo potrebbe portare ad una compagnia decisamente più leggera, con al massimo 7mila dipendenti a fronte degli attuali 11mila. Per gli altri si aprirebbero le porte di quella che viene definita bad company, non certo un buon viatico per il futuro. Le stesse parole del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, non appaiono assolutamente rassicuranti.


Alitalia, la politica scende in campo


La Lega, con Durigon, annuncia alcune iniziative parlamentari e degli incontri

Alla voce del sindacato, si aggiunge quella della politica. Mentre le federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl continuano a chiedere a gran voce un confronto con il governo per capire quale futuro si prospetta per la nostra Compagnia di bandiera principe, su Alitalia si muove pure la Lega. A fronte di migliaia di posti di lavoro a rischio, il già sottosegretario al lavoro Claudio Durigon afferma: “Occorre fare chiarezza e chiederemo quanto prima di convocare in audizione presso le Camere il ministro del lavoro, Nunzia Catalfo, e il ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli”. Sempre la Lega ha anche annunciato la volontà di aprire un tavolo di confronto diretto con le parti sociali, proprio per una valutazione complessiva di quello che sta succedendo. La crisi di Alitalia, come noto, è purtroppo soltanto un tassello della complessa e spinosa vicenda che investe il trasporto aereo nazionale nel suo complesso.


Alitalia, numeri inquietanti


Il governo promette una soluzione entro gennaio, ma il problema è arrivarci

Dal governo assicurano che la nuova Alitalia sarà pronta in pista già a gennaio; come è tutto da chiarire, tanto che i sindacati di categoria, dalla Cgil alla Ugl, non fanno passare giorno senza che arrivi ai ministri competenti un sollecito. Ad oggi, la situazione rimane molto fluida. Da una parte, il vettore nazionale continua a volare a scartamento ridotto, con larga parte del personale sospeso fra pochi servizi mensili e gli ammortizzatori sociali. Nel frattempo, il governo aggiunge ad ogni provvedimento legislativo un tassello in più, limando e rettificando quanto scritto poche settimane prima. Il tutto, però, senza aver ancora affrontato in concreto con i sindacati quello che dovrà essere il perimetro operativo della nuova Compagnia. Si parla infatti di un consistente taglio di personale, almeno 4mila unità, e di mezzi: gli aerei dovrebbe scendere da 112 a circa 70 con una riduzione secca del 37,5%, di certo non una bella prospettiva.


Alitalia, De Micheli: «Rilancio strategico per il turismo»


L’intervento del ministro a Rimini

«Il potenziamento del ruolo di Alitalia a livello internazionale può consentire a questo paese di andare ad acchiappare un numero di turisti di gran lunga superiore, anche per aree che in passato erano secondarie dal punto di vista turistico e potranno diventare strategiche», così la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, nel corso del suo intervento al meeting di Rimini riferendosi alla decisione dell’esecutivo di partecipare attivamente al rilancio dell’ex compagnia di bandiera.