Copasir, Meloni: «Non è un problema tra Lega e FdI»

FdI chiede che, come prevede la legge, la presidenza venga affidata all’opposizione

«Non era un ultimatum». Così la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, definisce la sua lettera pubblicata dal Corriere della Sera e indirizzata al leader della Lega, Matteo Salvini. «È un tentativo di rispondere a questa vulgata secondo la quale quella della presidenza del Copasir è una questione tra noi e la Lega», precisa Meloni. Piccolo passo indietro: con l’inizio del governo Draghi, la presidenza del Copasir – il Comitato parlamentare per la sicurezza, alla guida del quale viene messo un esponente dell’opposizione – è rimasta al leghista, Raffaele Volpi. Che oggi ha ribadito l’intenzione di non lasciare l’incarico: «Vado avanti», ha detto in un colloquio con Repubblica, prima di presiedere una riunione del Copasir, la prima dopo tre mesi. Nel corso della riunione, alla quale non hanno preso parte gli esponenti di FdI e Forza Italia, Volpi ha chiesto ai componenti della commissione di dimettersi, per consentire «la ricomposizione dello stesso con cinque esponenti dell’opposizione, permettendo quindi tra essi la libera scelta del presidente». «Mi pare un passo in avanti verso la soluzione del problema», ha commentato il senatore di FdI Luca Ciriani. Secondo Meloni, «non è una questione di poltrone ma un problema di rispetto di norme d’equilibrio delle Istituzioni. Se si forza si apre un precedente pericoloso. Non volevo che la questione venisse derubricata alle difficoltà di rapporto tra Lega e FdI. Per questo l’ho fatto pubblicamente con una lettera».

Coronavirus, Speranza: «Con il vaccino supereremo le restrizioni»

Oggi l’Agenzia europea per i medicinali ha ribadito che i benefici del vaccino AstraZeneca superano i rischi

«Non dimentichiamo mai che il vaccino è la vera strada per chiudere questa stagione difficile di restrizioni». Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo a “diMartedì”, in onda su La7, ieri sera, alla vigilia della conferenza stampa dell’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, chiamata ad esprimersi sul vaccino AstraZeneca. «I benefici superano i rischi», ha ribadito l’Ema, in una nota diffusa al termine della sua valutazione, sottolineando che «gli eventi rari» di trombosi celebrale «sono effetti collaterali molto rari». «Penso che dobbiamo fidarci delle nostre istituzioni, sono fatte di scienziati e tecnici che hanno dedicato la loro vita a queste materie», aveva detto ieri Speranza, rispondendo ad una domanda sul vaccino AstraZeneca e aggiungendo che «abbiamo a che fare con un virus nuovo e con vaccini che sono stati messi in commercio da pochi giorni: è evidente che la scienza deve continuare a monitorare». Proseguono, nel frattempo, le proteste di ristoratori, commercianti e ambulanti, dopo la manifestazione di ieri davanti al Parlamento. Oggi ci sono state manifestazioni in diverse città italiane, da Torino a Napoli, passando anche per Pistoia e Caserta.

Coronavirus, pressing di Salvini sul governo per le riaperture

Il leader della Lega chiede di riaprire in sicurezza «dove i dati lo consentono»

«Riaperture in sicurezza, dove i dati lo consentono, e nuovi protocolli per rivedere il numero di accessi in teatri e impianti sportivi, senza dimenticare palestre, bar, ristoranti e negozi». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, pressa il governo sulle riaperture, una volta concluse le feste di Pasqua. «Un nuovo protocollo è già stato chiesto per aumentate il pubblico all’Arena di Verona», ha aggiunto Salvini, sottolineando che «la Lega c’è e presto ribadirà le nostre proposte concrete e ragionevoli al presidente del Consiglio Mario Draghi». Secondo il leader leghista, comunque, «la stella polare resta il supremo interesse degli italiani». Italiani che in questi giorni stanno ricevendo una dose di vaccino: siamo ancora lontani dal target fissato dal governo – 500mila somministrazioni giornaliere –, ma la campagna vaccinale procede comunque e oggi, all’ospedale Spallanzani di Roma, è stato il turno del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ricevuto la sua seconda dose. «Il presidente, molto attento ed informato, ci ha incoraggiato ad andare avanti sia nelle vaccinazioni che nella ricerca sulle terapie innovative», ha riferito il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia.

Salvini: «Sulle riaperture basta con le scelte ideologiche»

Migliora lievemente la situazione epidemiologica, ma preoccupano le terapie intensive

«È una scelta ideologica». Così il leader della Lega Matteo Salvini commenta, ad “Aria Pulita”, in onda su 7Gold, un’eventuale chiusura delle attività dopo Pasqua, indipendentemente dall’andamento dei contagi. Quei contagi che, secondo Salvini, sono l’unico parametro da prendere in considerazione. «Ci rimettiamo alla scienza: quello che abbiamo chiesto a Draghi è che dopo Pasqua occorre riaprire dove si può farlo. Se dopo Pasqua ci sono intere regioni con la situazione tranquilla occorre riaprire, anche i comuni», ha aggiunto, ribadendo una posizione espressa nei giorni scorsi. Ad oggi, la situazione epidemiologica nel paese è lieve in miglioramento – secondo il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità, l’indice Rt è sceso a 0,98 punti dai 1,16 di un paio di settimane fa –, sebbene alcuni dati invitino alla prudenza: ad esempio, a livello nazionale, il tasso di occupazione in terapia intensiva è in crescita e sopra la soglia critica, al 41% dai 39% di sette giorni fa. Nel frattempo, sono arrivate le nuove dosi di vaccino, promesse ieri dal commissario all’emergenza Covid-19, Francesco Paolo Figliuolo: nelle ultime ore, sono arrivate all’Aeroporto di Pratica di Mare, hub nazionale della Difesa, oltre 1,8 milioni di dosi, tra Moderna e AstraZeneca, che sono state distribuite alla Regioni, scongiurando la sospensione della campagna vaccinale.

PASQUA IN ROSSO

Tre giorni di lockdown durante le feste, l’Italia di nuovo chiusa in casa. In attesa degli effetti del piano vaccinale, tornano le chiusure, da Sabato Santo a Pasquetta

Dal 3 al 5 aprile tutte le Regioni, comprese quelle attualmente in arancione, vireranno verso il rosso. Ci saranno quindi restrizioni intensificate per evitare contatti troppo assidui tra la cittadinanza in occasione delle festività pasquali, onde contenere il contagio da Covid-19. Rimarrà invariato l’orario del coprifuoco, sempre dalle 22 alle 5, salvo situazioni di necessità. Durante l’orario diurno, nei tre giorni rossi, si potranno visitare abitazioni di parenti o amici solo una volta al giorno, senza sconfinare il territorio regionale, ma con spostamenti consentiti tra Comuni. Come già lo scorso Natale, le visite dovranno essere di massimo due persone, esclusi minorenni o non autosufficienti conviventi. Chiuse tutte le attività commerciali salvo quelle essenziali. Sarà, invece, possibile partecipare ai riti religiosi: le chiese resteranno aperte, ma si potrà andare alla messa solo con autocertificazione e vicino casa, con ingressi contingentati e distanziamento. Solo alcune Regioni permetteranno l’accesso alle seconde case a cittadini non residenti, purché proprietari dell’abitazione o con contratto d’affitto stipulato prima del 14 gennaio 2021. Vieteranno l’ingresso con disposizioni più stringenti rispetto a quelle nazionali Alto Adige, Val d’Aosta, Piemonte e Toscana. In Campania, invece, seconde case vietate anche ai residenti nella Regione, mentre sarà consentito raggiungere quelle in Sardegna o in Sicilia solo dopo essersi sottoposti a tampone con risultato negativo. Si potranno, invece, fare viaggi all’estero, ma con tampone prima della partenza e successiva quarantena di 5 giorni al rientro e secondo tampone, anche per chi abbia visitato Paesi appartenenti all’Unione europea.