Pensioni, i nodi restano


Mercoledì audizione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sui benefici per gli edili
I provvedimenti si susseguono, ma sulle pensioni, ad iniziare da quelle in essere, il piatto continua a piangere. Al momento, in legge di bilancio sono infatti previsti soltanto pochi interventi, qualcuno dei quali anche complesso nell’iter burocratico, come, ad esempio, le norme sull’esposizione all’amianto (fra attivazione della procedura e termine della stessa possono passare anche più di sette mesi) o le altre relative al part time ciclico verticale (in questo caso, il problema è tutto sul pregresso), mentre altri, su tutti l’estensione al 2021 dell’Ape sociale, sono molto al di sotto delle attese. Manca, ancora, un serio intervento sul potere d’acquisto degli assegni pensionistici, come pure un rinnovato sostegno alla previdenza complementare. Intanto, mercoledì è in programma una audizione delle federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per il riconoscimento di benefici previdenziali ai lavoratori del settore edile.


Ristori, il governo dimentica ancora gli agenti di commercio


Pressing dei sindacati di categoria per l’inserimento nel decreto urgente

Alla vigilia dell’avvio ufficiale dell’iter parlamentare di conversione – la commissione bilancio del Senato si riunisce, infatti, dal 4 novembre -, si moltiplicano le voci discordanti e, soprattutto, gli appelli affinché il decreto Ristori sia rivisto in maniera sensibile. Del resto, quando arriverà la nuova stretta sugli orari di apertura e di chiusura e sull’allargamento della platea delle attività commerciali interessate dal lockdown, inevitabilmente il decreto Ristori dovrà essere profondamente rivisto in tante sue parti. Se poi intere zone del Paese dovessero diventare aree rosse, allora sarebbe lo stesso provvedimento ad andare in discussione: verosimilmente il governo dovrebbe essere infatti costretto a prendere un altro provvedimento urgente, mandando su di un binario morto il decreto entrato in vigore il 29 ottobre scorso. Fra le voci più alte che si sono alzate in queste ore, si segnala quella degli agenti e dei rappresentanti di commercio, con le sigle di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, più i sindacati della professione, a chiedere al premier Giuseppe Conte e ai ministri Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli l’inserimento dei loro rappresentanti fra i beneficiari della indennità di mille euro prevista dal decreto. Quella degli agenti e dei rappresentanti di commercio è una vicenda paradossale; già dimenticati dai precedenti provvedimenti, sono stati recuperati soltanto in seguito attraverso emendamenti al testo originario.


Sanità privata, la lunga attesa


I sindacati di categoria si mobilitano, ma serve un vero sostegno fiscale

Gli ultimi fra gli ultimi. Non più tardi di alcuni giorni fa, l’Istat ha fatto sapere che sono circa 14 milioni gli italiani con il contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto, un numero altissimo. In attesa di capire cosa succederà con il pubblico impiego, fra le categorie maggiormente penalizzate troviamo i lavoratori della sanità privata. In questo caso, si tratta di un ritardo di quasi tre lustri, cosa che ha conseguenze enormi sotto il profilo economico e normativo. In queste settimane, sembrava che le parti si fossero avvicinate parecchio, con la firma possibile, anche alla luce dell’incredibile impegno richiesto anche al personale della sanità privata durante l’emergenza da Covid-19. Saltato il tavolo, le federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno avviato una serie di azioni sul territorio a sostegno della vertenza, che si annuncia comunque sempre molto difficile, senza un aiuto di carattere fiscale da parte del governo.


Dl Agosto, le preoccupazioni dei sindacati in Parlamento


Le critiche più forti arrivano soprattutto da Cisl e Ugl, mentre la Cgil nicchia

Cgil ancora possibilista, Uil sempre meno fiduciosa, Cisl e Ugl decisamente critiche. In sintesi, è questa la posizione che le quattro confederazioni sindacali hanno espresso nel tardo pomeriggio di ieri, nel corso della audizione sul decreto Agosto presso la commissione bilancio del Senato. Il provvedimento, entrato in vigore il giorno di ferragosto, rappresenta per le quattro organizzazioni sindacali la chiusura di un ciclo, iniziato con il Cura Italia e proseguito con il decreto Rilancio. Le preoccupazioni maggiori, espresse con toni, come detto, molto diversi, riguardano la tenuta occupazionale e il tema, strettamente connesso, dalla mancanza di una chiara strategia per il futuro immediato e a più lungo termine. Anche questa volta, infatti, si accredita l’idea di uno scenario indefinito, tanto è vero che il discorso è presto scivolato su come il governo intende spendere le risorse che arriveranno dall’Europa, Mes compreso almeno secondo la Uil. Già la prossima settimana, le sigle sindacali saranno di nuovo in Parlamento per dibattere di Recovey fund, vale a dire degli oltre 200 miliardi che fra contributi, Programmazione e prestiti agevolati potrebbero essere disponibili per il nostro Paese. È, comunque, appena il caso di ricordare che in soli cinque mesi il Parlamento ha autorizzato uno scostamento di bilancio mai visto prima, per un volume di cento miliardi di euro, con pochi risultati, però.


Air Italy, sindacati compatti contro le condizioni capestro


I liquidatori vogliono anticipare la cassa integrazione straordinaria da subito

Non solo Alitalia. Anche la vertenza Air Italy, la compagnia ex Meridiana, nata per collegare la Sardegna al continente e finita, come sul dirsi, per le piste, per una serie di scelte manageriali oggettivamente poco oculate e che hanno portato la proprietà a ritirarsi, lasciando il tutto in mano a dei liquidatori. L’incontro di ieri, al quale ne seguirà un altro a stretto giro di posta, già domani, ha visto le parti in causa mai così lontane. I liquidatori, senza troppi giri di parole, hanno chiesto ai sindacati di firmare subito l’accordo propedeutico alla cassa integrazione straordinaria di dieci mesi per farla partire dal 1° settembre. La cosa, tradotta in altri termini, rappresenterebbe di fatto il licenziamento collettivo dei circa 1.500 lavoratori della compagnia, una situazione inaccettabile. Le sigle di categoria, dalla Cgil alla Ugl, passando per le rappresentanze professionali, hanno fatto muro, con la Ugl Trasporto aereo a ricordare che «non sarà siglato nessun accordo che preveda la cessione anche di un solo giorno di mancato preavviso di licenziamento». Non si tratta, però, soltanto di una questione economica; manca infatti un piano di riqualificazione del personale, come pure è assente ogni riferimento al mantenimento di tutte le abilitazioni professionali e dei brevetti, aspetto decisivo nel settore. Manca soprattutto una prospettiva di cessione della compagnia ad altri soggetti.


Rilancio, i sindacati confederali chiedono di fare presto


Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno opinioni diverse, ma la richiesta di base è la stessa

Il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, ha chiesto modifiche di buon senso ed un grande atto di coraggio per il futuro, mentre la vice segretaria della Cgil, Gianna Fracassi, ha, fra le altre cose, contestato la disposizione sul saldo e acconto sull’Irap, in quanto non selettiva, il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, ha insistito sul fattore tempo e il segretario generale aggiunto della Uil, Pierpaolo Bombadieri, ha aperto all’utilizzo delle risorse del Mes. Questo, in estrema sintesi, quanto successo ieri nella lunga audizione che la commissione bilancio della Camera dei deputati ha voluto tenere con le quattro sigle confederali. Una audizione molto partecipata su un provvedimento, il cosiddetto decreto Rilancio, che viaggia sostanzialmente sugli stessi binari del Cura Italia, con una serie di interventi a pioggia a sostegno di determinate categorie di cittadini che stanno però arrivando con incredibile ritardo, rispetto alle promesse e alle generali aspettative del Paese. Diversi i temi approfonditi, dal lavoro agile, che oggi è pesato soprattutto sulle spalle dei lavoratori, alla tempistica nella fruizione degli ammortizzatori sociali, dal Mezzogiorno, quasi completamente assente, alla scuola, dagli incentivi fiscali a determinati settori, con il famoso caso del monopattino, al possibile scudo penale per i datori di lavoro nel caso di lavoratore positivo al Covid-19.