Sicurezza: al ministero partenza soft

Un lungo vertice, quello al ministero del lavoro e delle politiche sociali, per fissare qualche primo punto, senza però avere ancora la certezza sui tempi che pure sono fondamentali, vista la drammatica ripresa degli infortuni mortali sul lavoro. Più che tecnico che politico, del resto mancavano, per cosi dire, tutti i big, sia sul versante governativo che su quello delle parti sociali, il confronto è comunque servito per fissare un primo elenco di priorità. Per l’esecutivo, i punti di riflessione dovrebbero riguardare la cosiddetta patente a punti per le imprese, un meccanismo di bonus/malus simile a quello che tutti conoscono per la patente di guida, il rafforzamento della vigilanza, la qualificazione della formazione, anche attraverso una ricognizione sugli organismi paritetici, e l’integrazione delle banche dati. Diverse le proposte emerse, dalla richiesta di Cgil, Cisl e Uil di rimettere in piedi la commissione bicamerale d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro a quelle della Ugl di istituire una Agenzia nazionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e di favorire l’insegnamento della materia nelle scuole, passando per l’Inail, che si propone come soggetto istituzionale per gli approfondimenti statistici. Le associazioni datoriali, da par loro, continuano ad insistere sul passaggio dalla sicurezza formale dei documenti a quella sostanziale degli atti concreti.

Sicurezza: essere attivi è necessario

Nuovo tavolo di confronto al ministero del lavoro e delle politiche sociali sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. L’obiettivo della neo ministra Nunzia Catalfo è quello di provare ad essere operativi, dopo le due riunioni preparatorie, prima con l’allora sottosegretario Claudio Durigon e poi con la stessa ex presidente della commissione lavoro del Senato e il ministro della salute, Roberto Speranza. Presenti le confederazioni sindacali, dalla Cgil alla Ugl, e le associazioni datoriali.

Dramma sul lavoro – anche – in Fca

di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Ci risiamo. Di nuovo dobbiamo esprimere le nostre condoglianze alla famiglia di un operaio morto sul lavoro. Stavolta è accaduto nello stabilimento di Fca di Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone, dove un quarantenne, Fabrizio Greco, sarebbe stato colpito mortalmente mentre stava spostando un macchinario durante il turno di notte, intorno alle tre. Questa ennesima morte bianca ha avuto un particolare risalto dato il fatto che è avvenuta in una grande fabbrica, appartenente alla multinazionale Fiat Chrysler, dove si presume che le tutte procedure di sicurezza siano seguite scrupolosamente. Erano diversi anni che casi simili non avvenivano in Fca e l’azienda, oltre al cordoglio, ha affermato di aver attivato tutte le iniziative a sostegno della famiglia e di stare attivamente collaborando con gli inquirenti. Sull’accaduto, infatti, stanno adesso indagando i Carabinieri di Cassino, congiuntamente alla Procura, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, mentre i sindacati dei metalmeccanici, Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic e la nostra Ugl Metalmeccanici, con le Rsa dello stabilimento hanno proclamato otto ore di sciopero su tutti e tre i turni. Si tratta, comunque, dell’ultimo tragico incidente sul lavoro in una serie che al momento sembra inarrestabile e che coinvolge grandi e piccole aziende, in molti settori che vanno dall’agricoltura all’edilizia fino alla grande industria, come in questo caso. Dopo mesi e anni trascorsi a denunciare la gravità della situazione in merito alla salute e sicurezza del lavoro in Italia, in ogni sede, dalle singole unità produttive fino agli incontri istituzionali, dopo la nostra mobilitazione continua, anche ma non solo realizzata tramite la nostra iniziativa itinerante “Lavorare per vivere”, vorremmo finalmente che si riuscisse a mettere in atto qualcosa di concreto, un intervento corposo ed efficace per dire basta, una volta per tutte, a questa serie infinita di tragedie annunciate. Ora attendiamo, fiduciosi come sempre, ma come sempre anche cauti ed attenti, che il Governo porti avanti il dialogo con le parti sociali e in particolare con i rappresentanti dei lavoratori, in modo inclusivo, costante e fattivo e che l’Esecutivo definisca al più presto, in termini economici e di attività da realizzare, l’annunciato piano straordinario per la sicurezza. Abbiamo bisogno di controlli più frequenti e diffusi, serve quindi tutto il personale necessario, che invece attualmente è carente, e un’Agenzia in grado di coordinare efficacemente le attività ispettive, anche attraverso banche dati in grado di offrire una panoramica completa dello stato dei controlli. E poi maggiore formazione e informazione per tutti, datori di lavoro, lavoratori e anche, come da tempo sosteniamo, già a partire dalle scuole. Non c’è più tempo da perdere.

Porto di Trieste in sciopero

Uno sciopero per ribadire la centralità della sicurezza dopo la tragica morte di un operaio di 46 anni nel porto di Trieste. Davanti alla protesta organizzata dalle federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl, che, di fatto, ha paralizzato la città giuliana, l’autorità portuale, dopo un vertice al quale hanno partecipato sindaco, prefetto e forze dell’ordine, ha accettato di prendere degli impegni scritti che saranno oggetto di una costante verifica con il sindacato, già da fine mese

Fca: incidente mortale a Cassino

Chi aveva immaginato che il peggio fosse ormai alle spalle, forte dei dati Inail sui primi otto mesi dell’anno, deve assolutamente ricredersi: il tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro rimarrà, purtroppo, centrale ancora per tanto, troppo tempo. La cronaca, con la sua brutale crudeltà, ci riporta alla realtà dei fatti, raccontandoci dell’ennesima morte sul lavoro. Con tutto il rispetto per tutti gli altri caduti, la cosa che colpisce fortemente in quest’ultimo caso è che a morire è un giovane operaio di quarant’anni dipendente della Fca di Cassino. Non un incidente in un cantiere temporaneo né in una azienda di piccole dimensioni dove è difficile far quadrare i conti, ma in uno dei principali stabilimenti italiani, nei quali la voce sicurezza dovrebbe essere sempre ben presente. I sindacati, dalla Cgil alla Ugl, al cordoglio per quanto accaduto, uniscono la richiesta di una azione strutturale, per rafforzare la cultura della sicurezza, che passa dalla formazione e dalla consapevolezza dei rischi specifici, ma anche da una implementazione dei servizi ispettivi, oggi fortemente depotenziati a causa del ridotto numero degli ispettori attivi sul campo e per i limiti che continua a presentare l’azione dell’Ispettorato nazionale del lavoro, sempre più simile ad una fusione a freddo. Il ministro Nunzia Catalfo ha assicurato una pronta convocazione del tavolo di confronto.

Sicurezza, vincono le buone pratiche

La sicurezza passa da una profonda rivoluzione culturale. In questo senso, si segnala una iniziativa molto interessante adottata dall’Inail. L’Istituto ha appena lanciato la prima edizione di un concorso nazionale volto alla creazione di un archivio delle buone pratiche per la salute e la sicurezza sul lavoro nei cantieri temporanei o mobili. L’invio telematico del materiale da parte delle imprese del settore o da parte dei coordinatori per la sicurezza è possibile fino al 22 novembre prossimo. Le migliori esperienze saranno presentate in una giornata dedicata al tema.