MES, Visco vede solo «vantaggi economici»


L’intervento al Festival dell’Economia; sul recovery fund: «Recuperare i ritardi in istruzione e ricerca»

«Da un punto di vista economico il MES ha solamente vantaggi: non si va sul mercato, è a lunga scadenza a condizioni buone e la condizionalità è solamente spendere i soldi nel settore per il quale è stato disegnato questo fondo. C’è il problema dello stigma, va affrontato in modo ragionevole e trasparente», così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso di un intervento al Festiva, dell’Economia di Trento. «Lo stigma – ha poi spiegato – è legato a un cattivo uso dei fondi o a una cattiva comunicazione, ma mi chiedo perché uno ha paura di mostrare che utilizza bene dei fondi, anzi se lo mostra ha maggiori facilità di raccolta sul mercato a condizioni migliori». Parlando poi del recovery fund, Visco ha detto che in Italia c’è la necessità di «operare sul basso livello di istruzione anche dotando l’intero ciclo di risorse migliori e più adeguate ma è essenziale recuperare il gap sulla ricerca, con la spesa che è la metà della media Ocse». Altro ritardo del Paese, evidenzia il governatore di Bankitalia è quello sulla banda ultra larga: «i livelli di connessioni di banda larga ultraveloce è tra i più bassi in Europa, serve uno sforzo in quella direzione, il digitale abbiamo visto che è ormai con noi, non è il nostro futuro, è il modo di affrontare molte delle attività sociali ed economiche. Le infrastrutture digitali sono qualcosa che non può essere trascurato».


Salvini: «Sono contrario ad una patrimoniale»


«No alla patrimoniale». A scriverlo su Twitter il leader della Lega Matteo Salvini. Perché questa precisazione, in settimane durante le quali il dibattito pubblico è stato incentrato su altro? Facciamo un passo indietro. Tutto è nato da una dichiarazione dell’ex ministro dell’Interno rilasciata qualche ora prima. Sottolineando le incognite legate ad un eventuale ricorso al MES da parte dell’Italia, il leader leghista ha dichiarato ieri a UnoMattina che «questi soldi» avrebbe preferito «chiederli, visto che ci sono, ai risparmiatori italiani che solo la scorsa settimana hanno chiesto 84 miliardi di buoni del Tesoro e il governo gliene ha dati solo dieci». Immediata la reazione delle due forze politiche che sostengono il governo e sono favorevoli al MES, Partito democratico e Movimento 5 stelle – anche su questo la maggioranza non è compatta, con il Movimento 5 stelle che è contrario: «Perché i soldi del Mes non sono regalati, sempre debito sono», ha ricordato oggi Luigi Di Maio –, che hanno accusato Salvini di preferire una patrimoniale al Mes. Di patrimoniale, però, il leader della Lega non ha mai parlato – di qui la precisazione delle ultime ore –, ma ha fatto un riferimento esplicito ai titoli di Stato, un strumento, tra le altre cose, usato anche dall’attuale governo (si vedano i Btp Futura) per far fronte alle spese per l’emergenza sanitaria.


Governo, a breve nuovo scontro tra Pd e M5s sul Mes


A brevissimo, potrebbe esserci un nuovo scontro all’interno del governo, anche se il Paese non ne ha assolutamente bisogno, in un momento delicato come questo, con un’emergenza sanitaria che, stando al parere dell’Organizzazione mondiale della Sanità – si veda la pagina di Esteri – potrebbe peggiorare tra ottobre e novembre. A preannunciare lo scontro imminente sono le ultime dichiarazioni rilasciate dai due leader dei principali partiti che compongono la maggioranza, il Partito democratico e del Movimento 5 stelle. Sempre loro sono a spiegare perché le due forze politiche dovrebbero “bisticciare” nuovamente: il ricorso al Mes. Favorevoli, i primi. Contrari, i secondi. Ammettendo le differenze che caratterizzano M5s e Pd, che hanno reso difficile la convivenza a Palazzo Chigi – «Sapevamo che il cammino era accidentato» –, il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha annunciato che il Partito democratico combatterà «sulla sanità pubblica, perché ancora dovete convincerci perché non ricorrere al Mes». Qualche ora prima, l’ex capo politico del M5s, Luigi Di Maio, oltre a rivendicare il maggior peso politico del suo movimento all’interno della maggioranza – siamo «la prima forza politica che tiene in piedi il governo» –, ha osservato che «la posizione del presidente del Consiglio» sul Mes non è cambiata, ribadendo che la priorità è «spendere bene gli oltre 200 miliardi di euro del Recovery Fund».


Salvini al Pd: «Non ipotecate il futuro dei nostri figli»


No Mes, «scommettere sull’Italia con l’emissione di buoni del Tesoro»

Il leader della Lega Matteo Salvini ha scritto una lettera al Corriere della Sera. Destinatario: il direttore. Per fare cosa? Replicare all’intervento di ieri del segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti. «La ricetta della Lega è diversa da quella ipotizzata dal Pd», spiega Salvini. Aggiungendo: «Anziché ipotecare il futuro dei nostri figli», ricorrendo al Mes, è «meglio scommettere sull’Italia con l’emissione di buoni del Tesoro». L’efficacia della soluzione proposta dai leghisti è corroborata dai fatti: «Il Btp Italia ha battuto ogni record e con un’unica asta ha chiuso a 22,3 miliardi. Più di metà del Mes!», ha osservato Salvini. Oltre a ricordare le insidie nascoste dietro al Mes – «Le condizioni proposte sembrano innocue, ma i Trattati e i Regolamenti (in particolare, il cosiddetto «two pack» del 2013) consentono di modificarle successivamente» –, Salvini conclude, sottolineando: «Tanti dubbi e una certezza: una volta accettate le risorse, lo Stato membro sarà soggetto a sorveglianza rafforzata da parte della Commissione europea e della Bce. Ci sarà quindi la possibilità di subire altri diktat». Tradotto: «La patrimoniale. Una bastonata alle pensioni. Un inasprimento dell’IVA».


Conte, il Mes e le solite “spintarelle” Ue


di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale UGL

Che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sia in queste ore accerchiato è dire poco. Che l’accerchiamento sul Mes sia partito dall’Ue è lapalissiano e lo è altrettanto il fatto che nella storia italiana non c’è mai stato un premier libero da tali condizionamenti, tranne che per un’unica libertà: o andare contro alle pressioni, pagando politicamente, o andarvi a favore, e a pagarla sempre e solo gli italiani. Sarà per questo che in Italia è nato il sovranismo? Domanda retorica che spiega le ragioni dell’accerchiamento con il quale l’Ue, il Pd e una parte del M5s, minoritaria nei numeri ma governativa, sta cercando di convincere Giuseppe Conte a capitolare e a dire di sì. In politica gli aiuti incondizionati non esistono – figuriamoci i prestiti – e questo per l’Ue è un modo di “battere cassa”, dopo tanti “aiuti” (la nascita del Conte bis, le nomine italiane nelle istituzioni Ue). Tanto da far risuscitare un grigio segretario di partito come Nicola Zingaretti. Nella diatriba sul Mes dove si trova il bene del Paese? Non c’è, perché più importanti sono gli equilibri politici o, meglio, la sopravvivenza del Governo. Il presidente della Toscana, Enrico Rossi, sempre presente nel dibattito nazionale, in un post su Facebook ha scritto a lungo della «pericolosa attrazione tra M5stelle e Lega», sottolineando negativamente la scelta di «decidere di non decidere» e notando, con il solito disprezzo come «su certi temi tra la destra populista di Salvini e il populismo del M5stelle sembra esistere una affinità che non fa ben sperare per il futuro». Non farà ben sperare lui, ma «l’affinità» può essere vista, al di là degli sviluppi, come nemesi, le cui radici si trovano nel tradimento del voto del 4 marzo 2018 con la nascita, sostenuta dalla Ue, del Conte Bis.
Ma per quanto ancora Conte potrà temporeggiare, davvero fino a settembre? Dal castello di Meseberg, Merkel e Macron hanno parlato chiaro e all’unisono – è il «momento della verità» – , hanno dato i tempi della discussione, bisogna «approvare il Recovery Fund prima della pausa estiva». Quest’ultimo infatti, come anche la Cig europea («Sure»), è strettamente connesso all’approvazione del Mes da parte dei Paesi più in difficoltà, come Italia e Spagna, perché in caso contrario, dire di no significherebbe non essere così in difficoltà e portare i Paesi frugali (capeggiati dall’Olanda) a chiedere un ridimensionamento della portata del Recovery Fund.
E quindi, duole dirlo, ma probabilmente ha ragione il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, quando riferendosi al M5s ha detto: «Gli 80euro? Erano una mancia elettorale: dopo tante critiche ci hanno messo qualche euro in più ed è diventata la “grande rivoluzione”. Con il Mes si inventeranno qualcosa per renderlo digeribile sui giornali. Quei soldi ci servono e li prenderemo. Questa è politica, non populismo». Nell’interesse di chi?


Dl Rilancio, Gualtieri: «Aiuterà l’economia»


«Il Mes? Importante rete di sicurezza»

Il dl Rilancio farà ripartire l’economia italiana. Ad assicurarlo è stato il ministro dell’Economia,
Roberto Gualtieri, aggiungendo che il Mes «costituisce un’importante rete di sicurezza». In un’intervista a La Repubblica, Gualtieri ha osservato «che le legittime preoccupazioni di una situazione senza precedenti possano generare anche rabbia». «Lo capiamo e per questo il governo è impegnato a sostenere imprese e famiglie, a evitare un aumento delle diseguaglianze, ad aiutare i più deboli», ha aggiunto.