Salvini: «Al prossimo Cdm chiederemo di riaprire»

«Solo il pregiudizio ideologico può tenere ancora chiusi i negozi»

I ministri leghisti «porteranno in Consiglio dei ministri, la settimana prossima, la richiesta di riaprire». Lo ha annunciato il leader della Lega, Matteo Salvini, citando il caso di Madrid – nella capitale spagnola, la governatrice ha lasciato le attività aperte fino alle 23 «e non c’è stata l’invasione delle cavallette e la strage degli innocenti» – e aggiungendo che «solo il pregiudizio ideologico può tenere ancora chiusi i negozi italiani». Al momento, l’orientamento del governo prevede la riapertura delle attività laddove la situazione epidemiologica lo consente, a partire da quei settori penalizzati nel pieno dell’emergenza sanitaria: nelle regioni gialle, a breve riapriranno piscine e palestre, rispettivamente il 15 maggio e il 1° giugno. Quello relativo al coprifuoco rimane un nodo ancora da sciogliere: una delle ipotesi sul tavolo del governo è lo slittamento alle 23.

Salvini: «Abolizione del coprifuoco entro il 10 maggio»

Secondo il leader della Lega, «se i numeri continueranno ad essere positivi», la misura può essere revocata
Abolizione del coprifuoco «entro il 10 maggio», non oltre. A chiederlo è il leader della Lega, Matteo Salvini, sottolineando che i numeri «positivi» sui contagi permettono di abbandonare una misura introdotta ad inizio novembre, quando la situazione epidemiologica nel Paese la richiedeva. «L’Italia merita riaperture con l’eliminazione del coprifuoco che, con questo meteo, è un danno alla salute», ha aggiunto Salvini, intervenendo nel corso di una conferenza stampa alla Camera sulle proposte della Lega per l’agricoltura. A sostegno della richiesta leghista sul coprifuoco, Salvini ha citato alcuni dati – «Dal 15 aprile ad oggi si sono liberati più di 1.000 posti letto in terapia intensiva. Ad oggi sono rimaste solo 4 regioni italiane con un tasso di occupazione attorno al 30%, la peggiore è la Toscana» –, per poi ringraziare il commissario straordinario all’emergenza Covid-19, Francesco Paolo Figliuolo, e il presidente del Consiglio, Mario Draghi, «per aver imposto un cambio di marcia» alla campagna vaccinale: «Siamo passati a 100mila a 4-500mila somministrazioni» giornaliere. Un’accelerazione che ha consentito al nostro Paese di alzare il numero delle persone, al quale è stato somministrato il vaccino: attualmente, un quarto della popolazione ne ha ricevuta almeno una. Nell’Unione europea, siamo a quota 150 milioni, secondo quanto riferito oggi dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Salvini: «La Lega intende restare nel governo»

«Per le nostre idee e le nostre battaglie, anche se qualcuno ci vorrebbe fuori»

«Ho tutta l’intenzione di stare dentro, per le nostre idee e le nostre battaglie, anche se qualcuno ci vorrebbe fuori». Così il leader leghista, Matteo Salvini, ospite di Non Stop News in onda su Rtl 102.5, replica a chi gli chiede se la Lega intende lasciare il governo. Quel «qualcuno» sarebbe «il Partito democratico di Letta». Prima un passo indietro, però: da ieri, alla vigilia del passaggio della maggior parte delle regioni in zona gialla – sono 15 quelle interessate –, all’interno della maggioranza, si è acceso uno scontro tra l’ala aperturista che chiede di posticipare il coprifuoco, capeggiata dalla Lega, e l’ala che invece chiede di lasciare le cose come stanno. A scatenarlo, una raccolta firme lanciata dai leghisti per «togliere il coprifuoco e ottenere maggiori riaperture dove la situazione sanitaria sia sotto controllo». «Chi non vuole stare nel governo non deve stare al governo», la replica del segretario del Partito democratico, Enrico Letta. «È venuta dal basso», spiega oggi Salvini a Rtl 102.5, aggiungendo che si tratta di «una richiesta assolutamente trasversale: non è politica, ma risponde ad una voglia di libertà». Nessun passo indietro: «Entro metà maggio ci sarà un aggiornamento dei dati scientifici, se continueranno ad essere positivi, dal nostro punto di vista la riapertura deve essere totale, con azzeramento del coprifuoco», ha concluso Salvini.

Governo, Salvini: «Spostare l’inizio del coprifuoco alle 23»

Coprifuoco dalle 23. Questa è una delle richieste che la Lega è pronta a presentare al prossimo Consiglio dei ministri che dovrà tracciare la road map per le riaperture, ricalibrando le nuove misure restrittive: il decreto dovrebbe essere approvato al massimo entro giovedì. Decisivo sarà il parere del Comitato tecnico scientifico, consultato oggi dal governo. Quella di posticipare il coprifuoco dalle 22 alle 23, a partire dal 26 aprile, è una richiesta di «gran parte delle regioni e dei sindaci a prescindere dai colori politici», ha osservato il leader leghista, Matteo Salvini, ospite a 24Mattino, in onda su Radio24. «È fondata sui dati scientifici in miglioramento e sul buon senso. Lo stesso ministro» della Salute «Speranza, da questo punto di vista, qualche ascolto ha iniziato a darlo», ha aggiunto. «Crediamo nelle aperture e nel senso di responsabilità di ognuno di noi», ha detto la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, avvertendo che gli agenti preposti ai controlli delle norme anti-Covid saranno «particolarmente rigidi», «perché non possiamo rischiare di buttare a mare quello che abbiamo fatto fino ad ora». Nel frattempo, qualche novità sulla campagna vaccinale: per centrare il target giornaliero fissato a 500mila somministrazioni, il commissario per l’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, starebbe valutando la possibilità di assegnare un obiettivo giornaliero di somministrazioni a ciascuna Regione da rispettare quotidianamente e nell’arco di una settimana.

Covid, Salvini: «Cautela, ma salute e lavoro devono avanzare di pari passo»

Il leader della Lega chiede un ulteriore allentamento delle restrizioni: «Togliere altri due tabù: il coprifuoco delle 22 e le attività al chiuso»

«Serve cautela, ma salute e lavoro devono avanzare di pari passo». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, sottolineando che «gli italiani hanno portato enorme pazienza e siamo arrivati al limite». «Stiamo lavorando perché cadano anche gli altri due tabù: il coprifuoco delle 22 e le attività al chiuso», ha aggiunto, chiedendo al governo un ulteriore allentamento delle misure restrittive. Gli esperti invitano alla prudenza e il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha sottolineato che «i numeri non sono ancora così buoni da abbattere le restrizioni». Fondamentale il parere del Comitato tecnico scientifico, convocato per domani alle 17. Dovrà esprimere un parere sulle nuove misure che dovrebbero comporre il nuovo decreto legge, incluso il pass per gli spostamenti tra regioni di colori differenti. Buone notizie sul fronte vaccinale: le somministrazioni hanno registrato un’accelerazione. Siamo in «una fase diversa», ha commentato il ministro della Salute, Roberto Speranza, riferendo che «sono stati somministrati in tre giorni un milione di dosi di vaccino». «Procedendo con questo ritmo nelle vaccinazioni nell’arco di un paio di mesi, ad agosto-settembre, potremmo raggiungere l’immunità di gregge», fissata intorno al 70% della popolazione vaccinata, ha commentato ieri la ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, intervenendo a “Il caffè della domenica”, in onda su Radio24. «Le Regioni stanno correndo nelle vaccinazioni sulle categorie prioritarie, i vaccini arrivano, non ancora in quantità gigantesche, e nessuna dose deve rimanere in frigorifero, come mi pare stia infatti avvenendo», ha aggiunto. Adesso sarà importante non rallentare. Molto dipende anche da quante dosi riceverà il nostro Paese dall’Unione europea e quelle non dovrebbero mancare: intervistato da Fabio Fazio, il commissario europeo per il mercato interno, Thierry Breton, ha annunciato che «nei prossimi tre mesi, 54 milioni di vaccini dei quattro finora approvati, cioè tre volte di più di quelli ricevuti finora» saranno consegnati all’Italia. Un numero sufficiente di dosi da consentire al nostro Paese di «vaccinare il 70% degli adulti entro luglio».

Salvini: «Resteremo al governo finché serve»

Il leader della Lega assicura che la Lega non fa parte dell’esecutivo solo «per il gusto di starci»

«Siamo lì per rimanerci finché serve». Così il leader leghista, Matteo Salvini, assicurando che la Lega resterà al governo «finché serve» e «non per il gusto di starci». «Stiamo lavorando a un’estate post-bellica, che sia l’inizio di un rinascimento non solo economico ma anche mentale», ha detto, intervenendo alla conferenza stampa per la presentazione del libro “Salute o libertà: un dilemma storico-filosofico”, scritto da Corrado Ocone. Che il governo sia al lavoro per far ripartire il Paese, lo ha assicurato anche la ministra per gli Affari regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, a TgCom24, aggiungendo che «maggio sarà il mese delle riaperture di tutte le attività economiche». «Dobbiamo riaprire in sicurezza senza poi essere costretti di nuovo a chiudere», ha sottolineato, sposando le richieste di tanti ristoratori e commercianti, alcuni dei quali hanno manifestato in diverse città di Italia, tra cui Roma. «Da ministro avrei autorizzato quel corteo: io sono sempre per la libertà di manifestare», ha detto Salvini, commentando la manifestazione di ieri nella Capitale, caratterizzata da qualche momento di tensione tra chi protestava e le forze dell’ordine, dispiegate in piazza.