ArcelorMittal ha annunciato una riduzione della produzione europea


Questa mattina il colosso dell’acciaio ArcelorMittal – che di recente, attraverso ArcelorMittal Italia, ha rilevato le attività dell’ex Ilva – ha annunciato una drastica riduzione delle produzione europea. In particolare il gigante indiano ha fatto sapere di dover sospendere temporaneamente la produzione dei suoi stabilimenti siderurgici di Cracovia, in Polonia, di dover ridurre quelle degli stabilimenti nelle Asturie, in Spagna, e, infine di dover limitare l’aumento delle spedizioni in Italia, inizialmente programmato per sei milioni di tonnellate all’anno. Il tutto portando ad un taglio della produzione annua totale di tre miliardi di tonnellate. Una decisione che ArcelorMittal ha motivato puntando il dito contro già debole contesto della domanda europea, situazione ulteriormente aggravata dall’aumento delle importazioni nonostante le misure di salvaguardia introdotte dalla Commissione europea, a cui si aggiungono i costi elevati dell’energia e l’aumento dei costi del carbonio. «La difficile decisione di ridurre temporaneamente la nostra produzione europea di prodotti piani non è stata presa alla leggera – ha spiegato Geert van Poelvoorde, CEO di ArcelorMittal Europa -. Comprendiamo l’impatto che questa scelta ha sui dipendenti e sulle comunità locali. Lavoreremo per garantire che vengano adottate misure sociali volte a supportarli durante questo periodo». La società ha comunque garantito all’ANSA che «l’annuncio fatto oggi da ArcelorMittal non cambia nulla nella strategia a lungo termine di ArcelorMittal Italia: si tratta di un adattamento temporaneo agli attuali andamenti del mercato. Continueremo a lavorare con determinazione e serietà per portare a termine tutti gli impegni presi».


Ilva, primo giorno con polemica


Primo giorno per la nuova proprietà con un’aspra polemica con il sindacato. Come previsto dagli accordi sottoscritti, il 1° novembre ha segnato il passaggio ufficiale di Ilva nelle mani di AM Investco, la cordata che detiene quasi il 95% del pacchetto azionario e che poggia su ArcelorMittal. Contemporaneamente, il sindacato, in particolare quello che insiste sulla stabilimento di Taranto, ha segnalato alcune «gravissime anomalie rispetto all’applicazione dei criteri di legge in ambito selettivo del personale». In gioco, vi è infatti l’individuazione di coloro che passeranno alle dipendenze della nuova società – 10.700, di cui 8.200 a Taranto – e di coloro – 2.586 unità – che, viceversa, sono da considerarsi in sovrannumero, per cui resteranno in capo all’amministrazione straordinaria, per essere collocati in cassa integrazione, salvo i 300 destinati alle operazioni di bonifica. La segnalazione, in particolare, riguarda il destino degli addetti alla manutenzione.