Politiche attive: riforma Anpal e nuove assunzioni

Verso l’addio di Parisi, mentre si prospettano concorsi per 11.600 posizioni

Le politiche attive del lavoro sembrano tornare al centro dell’agenda del governo, dopo che anche ieri, in occasione della audizione parlamentare dei sindacati confederali sul decreto Sostegni, i segretari generali di Cgil e Ugl, Maurizio Landini e Paolo Capone, sono tornati a chiedere insistentemente una netta inversione di tendenza rispetto agli ultimi dodici mesi. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, da par suo, ha assicurato che il potenziamento delle politiche attive andrà di pari passo con la riforma degli ammortizzatori sociali. Quest’ultima è annunciata, salvo complicazioni, per la fine di giugno, quando scadrà per le grandi imprese la possibilità di accedere alla cassa integrazione con causale Covid-19, mentre le piccole imprese potranno continuare a godere della cassa in deroga o dell’assegno dei fondi di solidarietà. La riforma delle politiche attive è destinata ad incidere anche sul destino del presidente dell’Anpal, Domenico Parisi, il cui mandato sembrerebbe ormai agli sgoccioli e, soprattutto, sul potenziamento dei centri per l’impiego. Si parla con insistenza del superamento della fase dei navigator, figure ibride che avrebbero dovuto fungere da supporto per gli operatori dei centri per l’impiego con riferimento al reddito di cittadinanza, per assunzioni vere di personale attraverso dei concorsi in sinergia con le regioni, competenti in materia.

Navigator appesi alle promesse

Di Maio aveva assicurato la loro stabilizzazione, però i conti non tornato
L’anno nuovo rischia di portarsi via anche i navigator; salvo una proroga dell’ultima ora, al momento il loro servizio è infatti garantito fino ad aprile, anche se la ministra del lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, ha accennato ad un possibile provvedimento che estenda la durata dei contratti sino a dicembre. I navigator, come noto, sono strettamente connessi al reddito di cittadinanza, avendo un ruolo di supporto degli addetti dei centri per l’impiego nella definizione dei progetti personalizzati dei percettori del reddito di cittadinanza abili al lavoro. Assunti con contratto a tempo determinato, ai navigator, dall’allora ministro del lavoro Luigi Di Maio era stata promessa una stabilizzazione successiva da parte delle regioni, così da andare a potenziare gli stessi centri per l’impiego. La macchina, però, complice il Covid-19 e le disavventure del presidente dell’Anpal, Domenico Parisi, si è però clamorosamente inceppata.

NÉ LAVORO NÉ ANPAL

Disoccupazione giovanile al 30,3%. E Parisi è ancora fermo. Il presidente dell’Anpal non ha ancora stabilizzato tutti i precari storici dell’Agenzia per le politiche attive del lavoro

L’Istat pubblica oggi che il tasso disoccupazione giovanile nel mese di ottobre è tornato a salire arrivando al 30,3%, pari a una crescita di 0,6 punti. Questo il dato che interessa evidenziare tra quelli, comunque gravi, emersi dall’indagine “occupati e disoccupati” che nel complesso dà un tasso di occupazione stabile al 58%. Se anche il tasso di disoccupazione a sua volta resta stabile al 9,8%, ma in crescita di 0,3 punti percentuali rispetto a ottobre 2019, tra i giovani galoppa e prevedibilmente continuerà a farlo nei mesi successivi. In tutto ciò la pandemia fa la sua parte, ma a volte è un alibi fin troppo comodo. La pandemia sta semmai evidenziando i nodi sempre irrisolti del mercato del lavoro. Tra questi, le politiche attive e l’immobilismo del presidente di Anpal e Anpal Servizi, Agenzie – per chi non lo sapesse – a totale controllo pubblico che operano per conto del ministero del Lavoro nel campo delle politiche attive, che sono quell’insieme di iniziative messe in campo dalle istituzioni per favorire il reinserimento nel ciclo produttivo di lavoratori e la promozione dell’occupazione in Italia e all’estero.  L’occupazione, rileva oggi l’Istat, è in calo tra gli uomini, i dipendenti a termine, gli indipendenti e tutte le altre classi d’età? Ebbene l’Anpal, guidato da Domenico Parisi, l’italo-americano del Mississippi, spesso, troppo spesso lontano dall’Italia, avrebbe dovuto garantire la stabilizzazione dei suoi precari storici, quelli che si dovrebbero occupare di ricollocare disoccupati e percettori del reddito di cittadinanza. Soltanto 140 su 654 contratti a tempo sono stati convertiti. Il rischio, persino per loro, di diventare disoccupati è reale. Paradossalmente Parisi in audizione ha dichiarato in Commissione Lavoro che occorre ampliare il ruolo dei navigator, «rendendoli operatori di intervento ad ampio raggio e quindi non circoscritti solo al reddito di cittadinanza», proponendo la proroga per un altro anno del loro contratti. Ma intanto ne ha stabilizzati solo 140 su 654. L’immobilismo di Parisi è tale che il ministero del Lavoro dovrà farsi carico delle competenze di Anpal. A questo punto non sarebbe meglio lasciare Parisi là dove preferisce stare, il Mississippi? Non dobbiamo stupirci, allora, se il mercato del lavoro italiano va come va. Se sei giovane e hai voglia di lavorare, in Italia ti restano davvero poche speranze.

Nuove competenze, i chiarimenti

L’Anpal chiarisce alcuni dubbi emersi sulla tempistica da adottare

Non è un caso che, anche durante l’audizione delle parti sociali, uno dei temi maggiormente dibattuti è quello della carenza di politiche attive nel nostro Paese. Un deficit già grave che si è ulteriormente accresciuto negli ultimi mesi, quando pubblico e privato hanno dovuto fare i conti con la digitalizzazione e l’informatizzazione di parte delle attività produttive. Proprio in queste ore, è giunto un importante chiarimento sul funzionamento del Fondo nuove competenze, lo strumento che dovrebbe servire alle aziende e ai sindacati per gestire la riqualificazione professionale del personale. A fronte dell’allarme sulla ristrettezza dei tempi, l’Anpal ha chiarito che il termine di novanta giorni per concludere il progetto non è perentorio. Entro il termine del 31 dicembre 2020, deve invece essere stipulato l’accordo sindacale propedeutico all’avvio di tutta la procedura. Resta il termine di dieci giorni per l’avallo delle regioni.

A settembre, previste il 30% delle assunzioni in meno

310mila posizioni libere, ma si allarga pesantemente la forbice col 2019

In un momento di grave crisi occupazionale, la nota positiva è che, secondo le previsioni di Anpal e Uniocamere, nel mese di settembre sono previste 310mila assunzioni, una inversione di tendenza significativa dopo i tanti posti di lavoro persi nella prima parte dell’anno. Certo, in questo caso, si tratta di stime e di intenzioni che è cosa ben diversa dalle effettive decisioni che poi andranno a prendere le singole aziende. L’aspetto negativo è che, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, le assunzioni sarebbero quasi il 30% in meno, un numero altrettanto enorme, che, spalmato, su base annua, fornisce la chiara sensazione di come stiano andando realmente le cose. Da capire, quanto potranno incidere, in un tale scenario, i provvedimenti adottati dal governo. Il decreto Agosto, per incentivare le assunzioni, ha infatti previsto degli sgravi contributivi per tutte le regioni e per il Mezzogiorno in particolare. Gli sgravi valgono sempre in caso di contratto a tempo indeterminato, mentre sono possibili anche per i contratti a tempo determinato, ma soltanto per i settori del turismo e del termale. Accanto alla decontribuzione, è anche ripartito il contatore degli ammortizzatori sociali, con la possibilità di fruire di diciotto settimane per il periodo compreso fra il 13 luglio e il 31 dicembre 2020. Le diciotto settimane sono aggiuntive rispetto a quelle previste dal Cura Italia e dal decreto Rilancio.

Prosegue l’odissea dei navigator in Campania

La Regione non dà l’ok per le assunzioni
La notizia arriva dall’Anpal, che in una nota comunica: “Apprendiamo con rammarico e stupore che la giunta regionale della Campania non ha approvato la convenzione tra Anpal Servizi e Regione Campania che definiva le modalità di assistenza tecnica dei navigator”. Ancora in attesa di essere assunti, quindi, i 471 navigator campani che avevano vinto la selezione pubblica, nonostante l’accordo che era stato sottoscritto lo scorso 17 ottobre dal presidente Anpal Domenico Parisi e dal presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca.