Trasporto aereo, possibili nuovi fondi collegati al Ccnl


Mentre Ryanar inizia a licenziare, spunta una norma contro la Compagnia

Ryanair ha iniziato a licenziare a causa delle misure di restrizione imposte dall’emergenza epidemiologica da Covid-19. Per il momento, ha tagliato il personale degli uffici di Dublino, Stanstead, Madrid e Breslavia, ma tutto lascia immaginare che non si fermerà di certo qui, visto e considerato che ha anche annunciato che lascerà a terrà fino a giugno il 99% dei voli, per poi provare a ripartire da luglio con il 40%. Insomma, uno scenario che inevitabilmente è destinato ad investire anche il nostro Paese, alle prese con le enormi difficoltà di Alitalia e con la sciagurata decisione della proprietà di Air Italy. A fronte di ciò, il governo continua a muoversi con lentezza, nonostante le continue sollecitazioni da parte delle federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, fortemente preoccupate per la tenuta occupazionale di un settore strategico per l’intera Italia. Il Cura Italia ha previsto un ingresso dello Stato, direttamente o indirettamente, nel capitale sociale. Ora le bozze che stanno circolando del decreto Rilancio, prevedono uno stanziamento di 130 milioni di euro a parziale compensazione delle perdite accumulate in questo periodo dagli operatori nazionali. Al netto della consistenza del fondo, la cui capienza andrà verificata, l’accesso allo stesso sarebbe permesso soltanto ai vettori che applicano il contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento del settore.


Aereo, crollo verticale a marzo


Il settore aereo è uno di quelli che maggiormente stanno soffrendo gli effetti del lockdown legato all’epidemia di coronavirus. Già la scorsa settimana il commissario straordinario di Alitalia, Giuseppe Leogrande, riferendosi al mese di marzo, ha parlato di «un crollo verticale delle vendite». «Per dare un’idea di quello che è successo – ha spiegato Leogrande – i ricavi sono risultati pari a 43,95 milioni di euro contro i 186,73 dell’anno precedente, con una contrazione del 76,5% nel mese di marzo in cui c’è stata, soprattutto nella prima metà, un’operatività». Ad aprile il vettore avrebbe invece registrato una caduta dei ricavi del 97%. Oggi un quadro della situazione del settore aereo italiano nel suo complesso lo ha diffuso l’Istat, secondo cui «da poco meno di 460 mila passeggeri in arrivo e partenza negli aeroporti italiani di domenica 23 febbraio 2020, si è passati ai 6,8 mila di domenica 29 marzo». Le rilevazioni mostrano inoltre che nel mese di marzo, rispetto allo scorso anno, sono stati cancellati due voli su tre (il 66,3%) e i passeggeri sono diminuiti dell’85%, passando da circa 14 milioni a poco più di due milioni. Di fatto, spiega l’Istituto, il comparto aereo è quello che nel settore dei trasporti è quello che ha subito il più forte impatto. Rimane ora da quantificare il mancato guadagno dei prossimi mesi: senza la pandemia «nel mese di maggio si sarebbero potuti registrare ben 17,9 milioni di passeggeri, i quali avrebbero raggiunto il picco di 21,4 milioni ad agosto 2020».

 


Trasporto aereo: in crisi Lufthansa e Alitalia


Alitalia: vendite in calo del 76,5% a marzo; Lufthansa rischia la bancarotta, prende piede l’ipotesi di un aiuto di Stato da nove miliardi di Euro

Nel corso di un’audizione, in videoconferenza, alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, il commissario straordinario di Alitalia, Giuseppe Leongrande, ha spiegato che il mese di marzo ha prodotto un crollo verticale delle vendite del vettore, registrando una flessione del 76,5% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Ad aprile si sta invece registrando un -97%. Ad aprile i ricavi sono sat di cinque milioni di euro contro i 160 di un anno fa.

 

 


Doppia crisi nei cieli nazionali


Neanche ai tempi di Sparta e Atene. Sul settore del trasporto aereo nazionale, già duramente colpito da scelte che di strategico non hanno proprio nulla, si sta abbattendo pesantemente l’effetto coronavirus, con il risultato che Air Italy e Alitalia si trovano davanti una montagna sempre più ardua da scalare. Mentre il ministero del lavoro annuncia per il 17 marzo la convocazione dei sindacati per discutere della richiesta di Alitalia di un nuovo ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria per poco meno di 4mila dipendenti, la vicenda Air Italy sembra volgere decisamente al peggio. Dopo la rottura fra i due soci del vettore, nella giornata odierna il responsabile delle relazioni industriali della Compagnia ha incontrato i rappresentanti delle federazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb più le sigle professionali per l’avvio formale della procedura di licenziamento collettivo. Le sigle sindacali, nell’incontro, hanno chiesto di effettuare l’esame congiunto, così come previsto dalla normativa vigente. In questo modo, i sindacati puntano a guadagnare tempo utile per valutare la possibilità di percorrere strade alternative alla messa in liquidazione della Compagnia e il conseguente licenziamento del personale dislocato fra Olbia e Malpensa. Si tratta di oltre 1.400 posti di lavoro che andrebbero in fumo, con una regione, la Sardegna, fortemente penalizzata.


E NEL FRATTEMPO…


Non c’è solo l’emergenza Coronavirus. Il fatto che sia stato differito lo sciopero di 24 del Trasporto aereo previsto per oggi, martedì 25 febbraio, al 2 aprile non vuol dire che gli enormi problemi siano stati risolti. La decisione del differimento è stata presa ieri dai sindacati di settore, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo, con l’intento di accogliere l’appello lanciato dalla Commissione di Garanzia sugli Scioperi che chiedeva di «evitare un ulteriore aggravio alle Istituzioni coinvolte nell’attività di prevenzione e contenimento della diffusione del virus».
La scorsa settimana le sigle sindacali hanno indetto lo sciopero di tutto il personale delle società e compagnie del trasporto aereo alla luce della «grave crisi che imperversa nel settore e il proliferare di situazioni di pesante crisi industriale», a partire dai casi di Air Italy, messa in liquidazione e senza investitori interessati all’orizzonte, e Alitalia che, oltre non rinnovare gli onerosi contratti di leasing con conseguente uscita dalla flotta di Airbus 321 a marzo, di due Airbus 330-200 in aprile e di un Boeing 777-300Er a giugno, deve risolvere ancora un problema di riassetto societario, determinare le strategie operative possibili e risolvere una scottante questione sul fronte europeo comunitario, ovvero se la Ue considererà o meno aiuto di Stato l’ultimo finanziamento di 400 milioni di euro. Per Air Italy è al momento ferma alla messa in liquidazione e alla perdita del lavoro per circa 1.400 i dipendenti tra Milano Malpensa e Olbia. Fatto ancora più preoccupante è che tra le motivazioni dello sciopero indetto e poi differito, c’è anche l’annullamento del finanziamento del Fondo di Solidarietà del Trasporto Aereo, che contribuisce ad integrare i redditi dei lavoratori coinvolti dalle crisi industriali. Più crisi di così si muore. Ma le sigle sindacali hanno calcolato che per integrare l’80% dei redditi dei lavoratori sono necessari 130 milioni di euro all’anno ma mancano all’appello 50.000 euro, visto che a disposizione per il 2020 ci sono solo 80.000 euro. Nonostante tutti questi problemi, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto da troppo tempo – e questa è la seconda motivazione dello sciopero – «richiedono inascoltate un tavolo di lavoro ministeriale e una cabina di regia che abbia la finalità di riscrivere le regole dell’intero settore». A ciò si aggiungano gli effetti diretti ancora incalcolabili, negativamente impattanti, sul settore che crisi sanitarie come il Coronavirus hanno sempre avuto.

IATA: L’IMPATTO DEL CORONAVIRUS SUL TRASPORTO AEREO
L’International Air Transport Association (IATA) ha stimato che le perdite per il 2020 dell’intero settore, a causa del Coronavirus, potrebbero essere intorno ai 29 miliardi di dollari, quasi cinque volte che si verificarono con la Sars. Impatto dovuto sia alle scelte dei consumatori sia di alcuni Governi.


Sciopero TA differito al 2 aprile


Era previsto per la giornata di domani, 24 febbraio

È stato differito al 2 aprile prossimo lo sciopero del trasporto aereo proclamato per domani. Lo hanno annunciato le segreterie nazionali del trasporto aereo di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo, comunicando la decisione di rinviare l’astensione dal lavoro. I sindacati riferiscono di aver preso atto delle indicazione della Commissione di garanzia degli scioperi e delle ordinanze dei Presidenti delle Regioni Lombardia,Veneto, Piemonte e Liguria. La Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, preso atto dello stato di emergenza sanitaria proclamato sul territorio nazionale, ha rivolto un «fermo invito» a tutti i sindacati e le associazioni professionali «affinché non vengano effettuate astensioni collettive dal 25 febbraio al 31 marzo 2020, al fine di evitare ulteriore aggravio alle Istituzioni coinvolte nell’attività di prevenzione e contenimento della diffusione del virus». La Commissione monitorerà lo sviluppo dell’emergenza, riservandosi «eventuali e successivi interventi in merito».