Eurogruppo, per Gualtieri è stato «un ottimo primo tempo»


L’intervento a Uno Mattina; il ministro: «Sul Mes è stata eliminata ogni condizionalità»

Parlando a Uno Mattina dell’accordo degli aiuti europei, il ministro dell’Economia e delle Finanze ha detto che si è trattato di «un ottimo primo tempo. Adesso dobbiamo vincere la partita al consiglio europeo». «In Europa – ha assicurato – prevarrà la posizione che l’Italia sta coraggiosamente sostenendo. Già sta prevalendo: lo strumento Sure, approvato anche dalla Germania, si finanzierà con l’emissione di titoli comuni» e, ha aggiunto il titolare del dicastero economico, «siamo vicini a spingere i Paesi ancora riluttanti ad accettare il fatto che anche questo fondo per la ripresa, per avere risorse necessarie, si finanzi emettendo bond. E’ un cambiamento di prospettiva molto significativo, è noto che ci sono Paesi che resistono a questa prospettiva, ma stiamo spiegando che non chiediamo una mutualizzazione del debito passato, ma chiediamo che le risorse per una sfida comune debbano essere risorse comuni». Ai microfoni di Uno Mattina il ministro ha poi assicurato che «sul Mes – ha poi aggiunto – è stata eliminata ogni condizionalità, si è introdotto uno strumento facoltativo, una linea di liquidità fino al 2% del PIL, si potrà accedere senza condizione». Quelli che si stanno discutendo nelle sedi europee, ha concluso, «sono risorse preziose che potranno arrivare a sostenere questo sforzo senza precedenti che l’Italia e gli altri Paesi stanno realizzando, per affrontare un’emergenza economica che non si era mai vista».


Gualtieri su stime Confindustria: «-6% è realistico»


Intervistato da Il Fatto Quotidiano, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha giudicato realistiche le stime di Confindustria, secondo cui quest’anno il PIL registrerà una contrazione del 6%. Tuttavia, secondo il ministro, il Paese potrà contare su una «ripresa vigorosa». Parlando poi del decreto di aprile il titolare del dicastero di via XX settembre ha spiegato che «sarà significativamente superiore al precedente e sufficiente a fornire per tutta la durata della crisi il doveroso sostegno alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese», aggiungendo che complessivamente l’esecutivo prevede «di liberare risorse al servizio dell’economia reale per almeno 500 miliardi».


Manovra, Gualtieri positivo sull’IVA


«Quattro sono i pilastri della nostra strategia: gli investimenti; la riduzione del carico fiscale su lavoro e impresa; più risorse alle famiglie e welfare; e Sud, che va rimesso al centro», così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parlando all’evento “Sindaci d’Italia” di Poste Italiane in riferimento alla manovra. Il titolare del dicastero di via XX settembre «è positivo essere riusciti a disinnescare i rialzi Iva senza aver percorso la strada più facile: non abbiamo tolto un euro a sanità, scuola, trasporti, ricerca, enti locali».


Gualtieri annuncia politiche espansive


Nella serata di lunedì il Consiglio dei Ministri ha approvato la Nota di Aggiornamento al DEF. Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta al termine della riunione, il premier Giuseppe Conte ha assicurato che con la manovra l’esecutivo ha trovato le risorse per sterilizzare «l’aumento dell’Iva, ma non ci accontentiamo di questo. Non ho avuto la fiducia del Parlamento solo per questo. Vogliamo ridurre il cuneo fiscale, è il nostro obiettivo, come abbassare le aliquote dell’Iva, tutto non possiamo fare nel primo anno, ma abbiamo impostato le riforme». «Dobbiamo inasprire le pene per gli evasori ha poi aggiunto il presidente del Consiglio -. Ma dobbiamo anche incentivare l’utilizzo della moneta elettronica, ma lo vogliamo fare senza penalizzare nessuno. Stiamo lavorando a tante simulazioni per scegliere quella giusta. Non vogliamo penalizzare i commercianti, ma aiutare i consumatori». Dopo Conte ha preso la parola il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. «Con la NaDEF – ha detto – definiamo uno scenario di finanza pubblica per la prossima manovra solido e volto alla crescita». «La manovra è di 29-30 miliardi – aggiunge snocciolando qualche numero -. Abbiamo individuato 2,2% deficit programmatico che definisce una manovra espansiva pari a 0,8% del Pil, che comporta un utilizzo significativo dei margini di flessibilità previsti dalle regole europee e sono fiducioso che il dialogo costruttivo con la commissione europea consentirà di confermare questo obiettivo». Per quanto riguarda invece le previsioni macroeconomiche, il governo stima che nel 2019 il Pil aumenti dello 0,1%, per poi risalire al +0,6% alla fine del 2020 e al +0,8% nel 2021. Il rapporto deficit/Pil dovrebbe essere pari al 2,2% alla fine di quest’anno e del 2020, mentre scenderà all’1,8% nel 2021. Per quanto riguarda i consumi le previsioni indicano una crescita debole anche nella seconda parte dell’anno, mentre le esportazioni nel corso del biennio 2019-2020 recupereranno in parte il forte rallentamento del 2018. Ci si attende, si legge nelle previsioni, che le esportazioni nette forniscano un contributo positivo nel 2019 dello 0,6% nel 2020 dello 0,1% per poi annullarsi nel biennio 2021- 2022. Guardando invece al mercato del lavoro, le stime indicano una diminuzione del tasso di disoccupazione al 10,1% nel 2019 dal 10,6% del 2018, riflettendo il miglioramento che si è osservato nei primi mesi dell’anno. L’inflazione si manterrà debole quest’anno, allo 0,8%, per effetto della caduta dei prezzi dei beni energetici e del rallentamento della domanda interna.