Rider, tutto in mano ai giudici


La Cassazione interviene di nuovo sulla materia; la centralità del Ccnl

La Corte di Cassazione torna ancora una volta ad occuparsi di rider, i ciclo-fattorini addetti alla consegna dei pasti a domicilio, a conferma della parzialità dell’intervento posto in essere con il decreto legge 101/2019. Una sentenza che detta un principio di base: ai lavoratori del settore vanno applicato le norme del lavoro subordinato, laddove l’organizzazione del lavoro è in capo al committente. Nel concreto, la prospettiva che si pone è quella che sia il giudice a dirimere eventuali controversie sulla natura del rapporto di lavoro. Un punto, quest’ultimo, che ha richiamato l’attenzione del sindacato. Se la Cgil ha insistito sull’adeguamento del contratto della logistica, la Ugl ha sostenuto l’ipotesi di un contratto collettivo specifico, come peraltro affermato dall’allora ministro Luigi Di Maio al tavolo di confronto con le parti sociali e gli stessi rappresentanti delle piattaforme digitali, soluzione sicuramente più efficace della prima.


Decreto lavoro, soluzioni tampone


Dopo una lunga attesa, è finalmente partito l’iter parlamentare che dovrebbe portare alla conversione in legge del decreto legge in materia di lavoro. Una attesa che era diventata preoccupazione, non tanto perché il provvedimento contenga interventi risolutivi, quanto piuttosto perché permetterà di dare risposte, peraltro parziali, ad alcune questioni molto scottanti, ad iniziare dagli ammortizzatori sociali in deroga per la Sicilia e la Sardegna, ma non i tanti casi aperti, da nord a sud. Come evidenziato, però, dalle delegazioni di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal ed Usb, sono diversi gli aspetti sui quali governo e parlamento dovranno concentrarsi da subito e poi nell’immediato futuro al fine di trovare delle soluzioni più strutturali e convincenti. Fra gli aspetti da rivedere, sicuramente tutta la disciplina delle attività lavorative commissionate attraverso le piattaforme digitali, un mondo che, evidentemente, non si ferma ai soli rider.


Rider, novità dal decreto legge 101


Sorprese in corso sul versante dei rider. Come noto, Luigi Di Maio, prima ancora di diventare ministro del lavoro si era impegnato con i ciclo-fattorini per il riconoscimento di un pacchetto di diritti e di tutele, arrivando ad ipotizzare anche la possibilità di riconoscere lo status di lavoro subordinato. Successivamente, si è aperto un tavolo ministeriale con i rappresentanti dei lavoratori e delle piattaforme digitali e con i sindacati confederali dalla Cgil alla Ugl e le associazioni datoriali. Il tavolo però ha fatto emerge le numerose contraddizioni ed è presto saltato. Ora il decreto legge 101/2019 detta alcuni principi che andranno in vigore 180 giorni dopo la sua conversione in legge. Un punto sul quale dibattere è a chi spetta assicurare il rispetto della normativa sulla salute e sicurezza. Il governo è intenzionato a porla in capo alle aziende che utilizzano il servizio e non all’impresa titolare della piattaforma, come sembrerebbe più logico.


Di Maio: presto novità per i rider


Il tema è entrato di diritto nel confronto su lavoro e politiche sociali che, a partire da metà pomeriggio, le parti sociali stanno avendo con il Presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte: la tutela dei rider, i ciclo-fattorini impiegati sovente con contratti di collaborazione o con partita iva nella consegna di pasti a domicilio. Se veramente, come sembra, nel prossimo Consiglio dei ministri dovrebbe esserci il via libera ad un decreto legge in materia, si concluderebbe una vicenda lunga più di un anno e che è iniziata alla vigilia delle elezioni politiche del marzo del 2018. In quelle settimane che hanno preceduto il voto, i rider, autorganizzati, hanno presentato un manifesto di rivendicazioni economiche e normative. Diventato Ministro, Luigi Di Maio ha prima convocato i rappresentanti dei rider che alcune grandi città (Torino, Milano, Bologna e Roma) e poi ha aperto il confronto al sindacato (Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal), ai rappresentanti delle piattaforme e delle associazioni datoriali. Incontri che, però, non sono stati sufficienti a sciogliere alcuni nodi, ad iniziare dalla natura stessa del rapporto di lavoro. Ora si guarda al decreto d’urgenza per capire quali saranno le soluzioni immaginate dal Ministro del lavoro anche per quanto attiene al compenso da riconoscere, alla qualificazione del rapporto di lavoro e sul versante delle tutele previdenziali ed assicurative.


Spagna, Deliveroo condannata sui rider


Una questione di contributi evasi riporta in primo piano la vicenda dei rider. Un giudice del lavoro di Madrid, su esposto del locale Ispettorato del lavoro, ha condannato Deliveroo per frode, in quanto non ha inquadrato come dipendenti i suoi 537 addetti alle consegne a domicilio. Come nel nostro Paese, anche in Spagna i rider sono spesso inquadrati come collaboratori, una cosa che la sentenza appena emessa contesta. Deliveroo, però, non si arrende ed annuncia ricorso contro la sentenza.


Takeaway.com e JustEat verso la fusione


La società online per la consegna di cibo a domicilio Takeaway.com ha raggiunto un accordo per una possibile fusione con la concorrente Just Eat. Dall’operazione, completamente azionaria, nascerebbe un colosso da 10 miliardi di dollari. Per concludere l’operazione le due società del food delivery hanno tempo fino alle 16 del 24 agosto 2019.