Scuola, 9mila in più da Quota 100


L’uscita anticipata ha liberato ulteriori posti di lavoro; selezione in tempi rapidi

Effetti benefici di Quota 100 sul versante della scuola. Il primo anno di attuazione della norma introdotta con la passata legge di bilancio, alla quale ha lavorato con impegno l’ex sottosegretario al lavoro, Claudio Durigon, porta con sé una novità molto importante, che, burocrazia permettendo, dovrebbe concludersi già nelle prossime settimane. Saranno infatti 9mila le docenze stabili a copertura di altrettante uscite anticipate rispetto alle scadenze previste dalla legge Fornero. Un passaggio di consegne molto importante anche per rispondere all’esigenza di allineare le competenze professionali interne alla scuola con le richieste che arrivano dal mondo dell’imprese dall’esterno. Su un binario parallelo, intanto, sta avanzando la procedura per la doppia selezione di personale – una ordinaria ed una riservata – con l’immissione in ruolo in forma stabile per poco meno di 50mila docenti. Un terzo concorso, infine, riguarderà la selezione di docenti di religione.


Ricetta (gialloblu) giusta


A ottobre cala la disoccupazione, cresce l’occupazione. Durigon: «I dati Istat sono la migliore risposta ai detrattori di Quota 100 e a chi ha ancora il coraggio di affermare che andrebbe abolita».

Con buona pace di chi non ci ha creduto – e ancora non ci crede – e con grande soddisfazione di chi ha puntato, con il precedente Governo, tutto sul cambiamento, i dati Istat di oggi su occupazione e disoccupazione confermano che la ricetta del governo gialloblu, e in particolare la doppia spinta rappresentata da Quota 100, anticipare la pensione per liberare posti di lavoro, ha funzionato. Lo dicono i dati: a ottobre il tasso di occupazione sale al 59,2% (+0,1 punti percentuali) e allo stesso tempo il tasso di disoccupazione scende al 9,7% (-0,2 punti percentuali), andamento, come ha spiegato l’Istituto di Statistica, che è la sintesi di un marcato calo per gli uomini (-3,9%, pari a -52 mila unità) e di un lieve aumento tra la donne (+0,7%, pari a +8 mila unità), coinvolgendo tutte le classi d’età tranne gli ultracinquantenni. Quanto all’occupazione è in aumento per entrambe le componenti di genere. Cresce tra gli over 35 (+49 mila), cala lievemente tra i 25-34enni ed è stabile tra gli under 25. L’incremento dell’occupazione è dovuto alla crescita degli indipendenti (+38 mila) e dei dipendenti a termine (+6 mila) mentre risultano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti. Solamente due giorni fa l’Ocse, nel report “Pensions at a Glance”, ha detto che in Italia si va in pensione troppo presto – calcolando l’età effettiva di pensionamento a 62 anni – rispetto all’aspettativa di vita media e che quindi «l’aumento dell’età effettiva di pensionamento dovrebbe essere una priorità», limitando «gli indebiti sussidi al prepensionamento», legando l’età pensionabile all’attesa di vita. Insomma tornando a chiedere la cancellazione di Quota 100. Oggi su Repubblica un’analisi di Tito Boeri, ex presidente (non proprio rimpianto) dell’Inps, che si dilunga in un articolo a spiegare come Quota 100 sia soltanto una «grande illusione», capace di «distruggere nuovi lavori invece di crearli». Ma i numeri dell’Istat dicono l’opposto. Come ha notato l’On. Claudio Durigon (Lega), ex vice segretario generale dell’Ugl, oggi membro della Commissione Lavoro della Camera e ex Sottosegretario al Lavoro nel governo gialloblu, ma soprattutto padre di Quota 100 «ancora una volta viene confermato il trend dell’aumento degli occupati che da gennaio sono 217mila e, guarda caso, tra Ape sociale, opzione donna e lavoratori andati in pensione grazie a Quota 100 si superano 230 mila unità. Come si può negare che questi dati positivi non siano ascrivibili in gran parte proprio a Quota 100?» .


Quota 100, la prima conferma arriva dai numeri


Oltre 200mila domande accolte, anche di artigiani e commercianti

Ad un mese e mezzo dalla fine dell’anno, le domande per Quota 100 hanno superato la soglia di 200mila unità, un numero importante, superiore ad ogni altra iniziativa recente in materia previdenziale, a partire da tutte le varie versioni dell’Ape, e allo stesso numero dei salvaguardati: gli esodati coperti sono stati infatti meno di 180mila. Quota 100, a conti fatti, si conferma quindi una misura utile e necessaria, al netto di quello che può pensare qualche componente della attuale maggioranza, ad iniziare da Italia viva di Matteo Renzi, pronto a scontrarsi con il sindacato confederale, dopo che anche Cgil, Cisl e Uil sono venuti sulle posizioni della Ugl. Guardando ai dati, la componente femminile, che può scegliere pure Opzione donna, raccoglie 52mila domande. Il lavoro privato, oltre 71mila accessi, pesa di più del pubblico, 61.500 domande. I requisiti sono gli stessi, cambiano le tempistiche di uscita, con finestre trimestrali per i primi e semestrali per i secondi. Dagli artigiani e dai commercianti arrivano 18mila domande; neanche trenta, invece, dalla gestione separata. Roma si conferma la prima città, con quasi 17mila richieste; a seguire Milano con 10mila domande, Napoli con 8.555 e Torino con poco meno di 7.800. In coda, per ragioni diverse, la Valle d’Aosta e alcune province della Calabria.


Quota 100: governo sempre diviso


Soltanto alla fine del percorso della legge di bilancio, e quindi a dicembre inoltrato, si saprà se a vincere sono stati coloro che hanno continuato a sostenere Quota 100 o se, piuttosto, sono stati coloro che hanno voluto cancellare la norma. L’esecutivo continua, infatti, ad essere molto diviso sull’argomento previdenza, nonostante che, dopo l’Ugl, anche Cgil, Cisl e Uil si sono unite nella difesa della misura che permette un’uscita anticipata dal lavoro almeno fino al 31 dicembre del 2021. I numeri confermano l’impatto positivo che Quota 100 ha avuto sulla platea dei lavoratori, considerando soprattutto che la scelta è assolutamente volontaria. Stanno però avendo un significativo riscontro anche le altre misure previdenziali. Secondo i dati anticipati dal Sole 24 Ore, sono oltre 28mila le domande relative alla pace contributiva e al riscatto agevolato della laurea, due aspetti di cui si parla meno, nonostante gli indubbi vantaggi.


No ad interventi su quota 100


Anche Cgil, Cisl e Uil si allineano alla posizione più volte espressa dalla Ugl: no a qualsiasi ipotesi di abolizione di quota 100, lo strumento sperimentale che, almeno fino al 31 dicembre del 2021, permetterà ai lavoratori in possesso di determinati requisiti anagrafici e contributivi di andare in pensione anticipatamente rispetto alle scadenze previste della legge Fornero. Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo sembrano, quindi, rompere gli indugi e venire sulla linea tracciata da tempo da Paolo Capone che ha sostenuto quota 100 già alla vigilia della scorsa manovra di bilancio. Da fonte governativa trapelano, intanto, notizie contrastanti. Perché, se da una parte, si afferma che quota 100 andrà in scadenza con il termine della sperimentazione triennale, dall’altra, non si escludono possibili interventi correttivi che potrebbero colpire i requisiti o le finestre di uscita con il rischio di creare nuovi esodati.


Carige, nuovi consistenti tagli


Quota 100 per cercare di ridurre l’impatto sui lavoratori dipendenti, ma, di certo, si annuncia una cura molto drastica per Banca Carige, l’istituto di credito ligure alle prese con una complessa procedura di riorganizzazione aziendale, resasi necessaria alla luce di passate scelte strategiche che hanno provocato una voragine nei conti. In tutta Italia saranno 45 le filiali che chiuderanno i battenti, molte delle quali concentrate proprio fra Genova e il resto della Liguria. Ma non solo, visto che anche Lombardia, Lazio e Sicilia saranno interessati, rispettivamente, dalla chiusura di 7, 4 e 5 filiali. Questo nuovo intervento si abbatterà su oltre 150 dipendenti, una parte dei quali potrà accedere al pensionamento anticipato avendo i requisiti per l’accesso a Quota 100. Il taglio si aggiunge agli altri messi in campo nei mesi scorsi per circa 1.250 unità in due tranche, sempre da gestire in via prioritaria su base volontaria.