Via Quota 100? Pericolo nuovi esodati


Alle viste potrebbe stagliarsi una nuova ed ancora più pesante vicenda esodati. Il grido di allarme, alla luce dei fatti e delle indiscrezioni che la stampa raccoglie quotidianamente, non è campato in aria: al ministero dell’economia starebbero studiando una serie di opzioni per trovare i soldi necessari per la prossima manovra di bilancio. E fra le opzioni in campo, anche se il neo ministro Gualtieri prova a gettare acqua sul fuoco, vi sarebbe anche quella di rivedere o tagliare Quota 100, la misura introdotta nel gennaio scorso su impulso, in particolare, della Lega. Come noto, la legge di bilancio, per superare le peggiori storture della riforma Fornero, ha previsto un meccanismo di uscita anticipata che poggia su due paletti: l’età anagrafica, minimo 62 anni, e l’anzianità contributiva, almeno 38 anni. Ebbene, su queste basi, molte aziende, dal credito all’industria, hanno sottoscritto degli accordi collettivi ed individuali tenendo conto del fatto che le regole trovano applicazione almeno fino al 31 dicembre 2021. Ora, modificare i requisiti in corso d’opera o ridurre il periodo di sperimentazione avrebbe un effetto devastante sulla vita di diverse migliaia di lavoratori che magari stanno fruendo di un periodo di scivolo che potrebbe, però, a quel punto, non essere più sufficiente per raggiungere l’agognata pensione. Insomma, il rischio nuovi esodati torna ad essere concreto, uno spettro che si aggira per i palazzi del governo.


Nuovi chiarimenti per Quota100


La norma generale, contenuta nel decreto legge 4/2019, prevede la possibilità per il pensionato con Quota 100 di cumulare redditi extra fino ad un massimo di 5mila euro lordi all’anno. A fronte di ciò, specifica che, se si tratta di lavoro occasionale, è ammesso soltanto se non vi sono vincoli di subordinazione, vale a dire si è in presenza di lavoro autonomo. L’incompatibilità col lavoro dipendente occasionale e Quota 100 termina al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia.


Quota 100, 10mila uscite nel pubblico


Quota 100 è piaciuta ai dipendenti pubblici che hanno approfittato in maniera ragionata della opportunità loro concessa di lasciare il posto di lavoro in anticipo, rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero, usufruendo peraltro della possibilità di accedere al trattamento di fine rapporto in condizioni di maggiore favore. Sono 10.336 le domande di pensionamento con decorrenza agosto 2019, la maggior parte delle quali (5.694) provenienti da comuni, regioni e province. Seguono la sanità (2.023 fra paramedici, amministrativi e tecnici più altri 321 fra medici e veterinari) e il personale civile dei ministeri e delle agenzie fiscali (1.612). Più indietro la scuola (ad agosto andranno in pensione 240 fra dirigenti, docenti e personale Ata) che, verosimilmente, recupererà posizioni a settembre, considerando la specificità del calendario scolastico. Altri comparti del pubblico impiego mettono insieme, infine, 446 accessi al pensionamento.


Quota 100, scatta l’ora delle uscite dei dipendenti pubblici


Tutti i tasselli stanno andando al loro giusto posto, in linea con le prime uscite anticipate di dipendenti pubblici per effetto di quota 100. Come noto, il decreto legge 4/2019, che contiene anche il reddito di cittadinanza, ha introdotto una specifica disciplina per favorire il pensionamento dei lavoratori e delle lavoratrici con almeno 62 anni di età e 38 anni di contribuzione. La normativa prevede due finestre di uscita dalla data di maturazione dei requisiti, a tre mesi per i dipendenti del settore privato e a sei mesi per i dipendenti pubblici. La differenza sta nel fatto che le sostituzioni all’interno della pubblica amministrazione sono oggettivamente più complicate rispetto al settore privato, dove non sono di norma previsti concorsi. Il 1° agosto, insieme all’esodo estivo, inizierà l’esodo del personale pubblico verso la pensione, tranne che per la scuola, dove bisognerà attendere ancora un mese. Grazie ad una norma introdotta nel decreto legge 4/2019, i dipendenti pubblici non dovranno aspettare tempi biblici per l’erogazione del trattamento di fine rapporto, con attese, nella migliore delle ipotesi di 24-36 mesi. I dipendenti pubblici che escono con quota 100 potranno accedere, su richiesta, ad un anticipo bancario a costo zero fino a 45mila euro di ammontare. A giorni sarà disponibile il regolamento attuativo della norma, come ha assicurato il viceministro all’economia, Massimo Garavaglia.


Quota 100, grande fiducia nei patronati


Quota 100 continua a piacere ai lavoratori e alle lavoratrici italiani. L’ultimo report dell’Inps segnala infatti la presentazione di oltre 155mila domande, di cui 56mila dal settore privato e 50mila da quello pubblico. Si conferma una tendenza già evidenziata nelle prime settimane, vale a dire che le domande presentate dalla componente femminile rappresentano più di un quarto del totale. Conferma anche per un altro dato: le persone continuano a preferire i patronati (92,5%) piuttosto che il fai-da-te.


Durigon: «A fine anno, 220-230mila domande per Quota 100»


Tutte le previsioni lasciano intendere che, alla fine dell’anno, saranno 230mila le adesioni a Quota 100, in linea con i pronostici formulati all’indomani della presentazione del provvedimento contenuto all’interno della legge di bilancio e al quale è stata data attuazione con il Decretone di gennaio. Numeri in linea con le previsioni, ma anche risparmi perché, come ha fatto notare il sottosegretario al ministero del lavoro e delle politiche sociali, Claudio Durigon, «le coperture sono superiori al fabbisogno, essendo una opzione è una scelta del lavoratore». Infatti, è opportuno osservare che non vi è uno stretto collegamento fra maturazione dei requisiti di età anagrafica (almeno 62 anni) ed anzianità contributiva (almeno 38 anni) ed andata in pensione, in quanto è il lavoratore (o la lavoratrice) a decidere quando presentare la domanda. La norma stessa, è opportuno ricordare, prevede addirittura la certificazione del possesso dei requisiti da parte dell’Inps entro il 31 dicembre 2021, ferma restando la possibilità di inoltrare la domanda successivamente. Intanto, comunque, la soglia delle 150mila domande presentate è già stata superata con un ritmo di crescita costante e continuo: nell’ultimo mese sono state presentate oltre 15mila domande, numeri che, proiettati sul periodo che ci separa da dicembre, fanno appunto ipotizzare una chiusura intorno alle 220-230mila domande.