Sicurezza e lavoro, pressione costante


La disponibilità delle parti sociali c’è, ora spetta al governo cercare di accelerare sul versante della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. La celebrazione della giornata per la sicurezza nei luoghi di lavoro, tradizionale appuntamento di ottobre, che rientra nel mese per la prevenzione degli infortuni in ambito europeo e nazionale, è stata l’ennesima occasione per ribadire la necessità di dare risposte immediatamente efficaci per quella che, giorno dopo giorno, si conferma essere una delle maggiori priorità per il nostro Paese. i numeri, ricordati dall’Anmil, sono noti: gli incidenti sul lavoro denunciati all’Inail sono oltre 650mila in un anno, con una media fra i tre e i quattro infortuni mortali al giorno. Ai quali, peraltro, se ne possono aggiungere un numero imprecisato che deriva dal fatto che l’Istituto assicurativo non copre tutti i lavoratori e che una parte di incidenti sul lavoro, soprattutto se con conseguenze di poco conto, non sono neanche denunciati come tali per evitare controlli o l’aumento dei premi assicurativi. Così, mentre il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, insiste sulla patente a punti per le imprese, il numero uno della Ugl, Paolo Capone, sostiene il rafforzamento degli aspetti formativi, anche nelle scuole, e l’istituzione di una Agenzia nazionale di promozione e coordinamento delle politiche in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.


Manovra, proseguono gli incontri con le parti sociali


Gli incontri con le parti sociali – ieri a Palazzo Chigi con Giuseppe Conte, oggi al Viminale con Matteo Salvini (presenti 45 sigle) – serviranno ora al governo per mettere a punto la manovra (nuovi tavoli sono previsti anche a settembre). Una manovra economica che oggi il vicepremier Salvini ha garantito sarà caratterizzata da un sostanzioso abbassamento delle tasse, comprensivo di eliminazione della Tasi. Senza dimenticare, a tale proposito, le voci che necessiteranno di un intervento: la qualità del lavoro (pure a fronte dei recenti dati positivi sul numero degli occupati in aumento e quello dei disoccupati in calo), il potere d’acquisto delle famiglie per rilanciare i consumi oltre alle opere pubbliche e alle infrastrutture. «Stiamo lavorando soprattutto sul cuneo fiscale e contributivo: stiamo cercando di reperire le risorse per finanziare gli interventi perché parliamo di una riforma fiscale strutturale che non si può basare sul deficit», ha detto – stando a quanto riferisce l’Ansa – il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, durante gli incontri a Palazzo Chigi. Dunque, in tema di tasse, l’obiettivo è «ridurre l’Irpef sui redditi medi». Ma per Salvini è impossibile fare una manovra a costo zero. Secondo il vicepremier, inoltre, «per il piano straordinario di investimenti occorre discutere con l’Unione europea alcuni vincoli in base ai quali nulla di quello di cui stiamo parlando da tre ore sarebbe possibile».


Conte-Parti sociali: secondo atto


Secondo appuntamento a Palazzo Chigi per i tavoli tematici, destinati ad anticipare i contenuti della prossima legge di bilancio. Dal primo pomeriggio e per le ore a seguire, le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali sono attese dal premier Giuseppe Conte per parlare di Mezzogiorno, dopo che la scorsa settimana è già stato affrontato il tema delle politiche fiscali. Gli ultimi ad entrare nella sede della Presidenza del consiglio dei ministri saranno i rappresentanti di Abi ed Ania; a quel punto, sarà già calata la notte sui palazzi romani. In almeno cinque ore, Conte punta ad incontrare una trentina di organizzazioni sia sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Usb, Cisal e Confsal) che datoriali. Quando si parla di Mezzogiorno, sono diversi gli aspetti da trattare con estrema attenzione, dal lavoro che manca a diverse vertenze molto critiche (dalla ex Ilva alla Whirlpool, da Blutec ad Almaviva, solo per citarne alcune), dalla pessima gestione dei fondi comunitari alla carenza infrastrutturale. Come segnalato dalla Ugl, servirebbe un piano pluriennale da almeno 60 miliardi di euro per allineare il Sud al resto del Paese sul versante delle infrastrutture, mentre Cgil, Cisl e Uil insistono sul rispetto della clausola della ripartizione territoriale dell’80% delle risorse finanziarie verso il Meridione. Altri temi caldi, il contrasto al lavoro sommerso, la difficoltà di accesso al credito in particolare per le piccole imprese e la sicurezza.