AL LAVORO

Governo, è il turno delle parti sociali. Colloqui anche con enti locali e associazioni ambientali. Nel calendario di oggi dopo Regioni e Comuni, Abi, Ania, Confindustria, Confapi, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Unioncamere, Coldiretti Agrinsieme, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna Casartigiani, Alleanza Cooperative, Ue.Coop, Wwf Italia, Greenpeace Italia, e Legambiente

Draghi, non più il M5s, “ascolta la base”. Il presidente incaricato ha incontrato per tutto il giorno a Montecitorio tutte le parti sociali, fatto di per sé non del tutto rituale, per comprendere più direttamente le emergenze del Paese, a un anno di pandemia, da parte di coloro che operano sul campo della crisi, nei territori, nei luoghi di lavoro e nelle imprese. Novità di rilievo, anche la presenza degli enti locali e delle associazioni ambientaliste. Qualcuno strumentalmente sostiene che le consultazioni servono anche a prendere tempo, perché il rinvio, sine die, del voto della base pentastellata, deciso ieri sera dopo le consultazioni alle quali ha partecipato Beppe Grillo, ha creato una cortina fumogena intorno all’appoggio del M5s e alla tenuta dello stesso Movimento. Lega e FI ieri e anche oggi hanno riconfermato il loro appoggio al futuro esecutivo, senza condizioni di sorta, mentre l’indecisione del M5s complica la posizione del Pd con la sua intenzione di non disperdere l’alleanza. Difficile, secondo alcuni, che oggi Draghi possa salire al Colle e sciogliere la riserva, come sembrava invece essere in programma all’inizio di questa settimana, anche in vista di diversi provvedimenti, in primis sanitari, tanto attesi. Allo stesso tempo però Draghi non dovrà aspettare domani alle 13 l’esito del referendum degli iscritti M5s prima di confrontarsi con Sergio Mattarella. Fino a che punto sarà lecito aspettare visto che per Vito Crimi, leader politico del M5s, «il voto è temporaneamente sospeso» senza specificare eventuali scadenze o date e che «non andremo al governo a tutti i costi»? Lo stop imposto dal M5s alla consultazione della sua base non frena le indiscrezioni sulla compagine del Governo Draghi e nemmeno le richieste, sempre oggi il garante del M5s ha chiesto un «super ministero per la Transizione ecologica. Non lo dico io. Ce lo gridano la natura, l’economia, la società». In ogni caso si parla di profili tecnici nei ministeri chiave, soprattutto quelli coinvolti nel Recovery plan, e di profili politici in ruoli di “seconda fascia”, viceministri e sottosegretari. Altra ipotesi, il nuovo esecutivo potrebbe giurare venerdì pomeriggio, senza  escludere il sabato. Tutto però sta nella categoria dei “si dice”, perché ai rappresentanti dei partiti il premier incaricato non ha rivelato, come ben sappiamo, alcun dettaglio.