Priorità sicurezza


di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

In questi giorni, giustamente, data l’importanza del tema, il dibattito politico e giornalistico è incentrato sulla manovra economica e sul confronto fra il nostro Governo e le Istituzioni europee attorno al progetto di bilancio italiano. Ci sono, però, anche altre questioni altrettanto urgenti. Una fra le priorità del Paese resta la sicurezza e lo dimostra il fatto che in queste ore la Capitale – simbolo per eccellenza dello Stato – è stata teatro di due avvenimenti drammatici, differenti fra loro, ma accomunati dal senso di disordine e impunità che si respira nelle nostre città e che impone serie riflessioni su come ottenere una migliore tutela dei cittadini in Italia. Il riferimento è a fatti, purtroppo, noti. Il primo è l’ennesimo omicidio di una ragazza, la sedicenne Desirée, avvenuto in un contesto di estremo degrado. Droga, botte e violenza, fino alla tragica morte, in un palazzo nel cuore di Roma, a San Lorenzo, in uno stabile occupato da immigrati irregolari. Un quartiere che da luogo della movida si sta da tempo trasformando in una vera e propria banlieue, in un’inaccettabile decadenza alla luce del sole che ormai travalica le zone storicamente più difficili della Capitale espandendosi verso il centro. Il secondo fatto è relativo alla presenza dei tifosi russi in occasione della partita di Champions fra Cska Mosca e Roma. Ventiquattro supporter della squadra moscovita sono rimasti feriti, alcuni dei quali in modo grave, dopo il crollo di una scala mobile in una stazione della metropolitana capitolina. Mentre si attende di capire qualcosa in più in merito all’eventuale malfunzionamento della scala stessa, quel che è certo è che la notte scorsa è stata caratterizzata da disordini, dentro e fuori i tunnel della sotterranea. Non è questa la sede per trarre giudizi sui singoli fatti di cronaca nera, né per appurare come si siano svolti i fatti. Ma il clima in cui i cittadini sono costretti a vivere non è più tollerabile. Non è accettabile che siano consentiti comportamenti in palese violazione delle leggi, in spregio di qualsiasi forma di ordine e sicurezza. Che si tratti di accampamenti illegali alla luce del sole, ove proliferano violenze e criminalità – tollerati, mentre altri luoghi di ritrovo, pacifici, sono messi sotto la lente d’ingrandimento – o che si parli di scorribande impunite nelle vie di tifosi o pseudo tali. In un Paese serio queste forme di inciviltà vengono contrastate all’origine, onde evitare che ne scaturiscano fatti ancor più tragici, come invece è purtroppo accaduto. Anche in questo delicatissimo ambito si deve concretizzare il vento di cambiamento promesso dal nuovo Esecutivo e il Decreto Sicurezza, che ci si augura diventi legge al più presto, è solo un primo passo per garantire, finalmente, agli italiani la possibilità di tornare a vivere serenamente nelle proprie città.