Concorsi, semplificazione è la parola d’ordine, ma i conti non tornano


Il Covid-19 ha aggiunto un ostacolo ulteriore – quello di evitare assembramenti – ad un contesto già fortemente critico – quello del sottodimensionamento della stragrande maggioranza delle pubbliche amministrazioni. I concorsi pubblici, ad iniziare da quelli per la scuola, dovrebbero svolgersi in maniera semplificata con l’obiettivo di chiudere in media in otto mesi invece di diciotto. A conti fatti, però, anche otto mesi sono troppi per la scuola che dovrebbe ripartire a settembre, fra quattro mesi.


Concorsi pubblici


Date fisse e variabili

L’emergenza coronavirus è destinata a pesare pesantemente anche sul versante dei concorsi pubblici. Fra i primi provvedimenti approvati, vi è infatti lo stop alle procedure di selezione, considerando il fatto che non avrebbero potuto partecipare tutti coloro che risiedono nella cosiddetta zona rossa e che, soprattutto, si sarebbe creata una situazione di assembramento potenzialmente molto rischiosa per i partecipanti, ma anche per il personale che avrebbe dovuto selezionare i candidati. La chiusura delle scuole, poi, ha portato ad un ulteriore inasprimento della misura. Quello che però non si ferma, a meno di indicazioni specifiche che possono arrivare dal governo o dalla singola amministrazione, è la procedura per avanzare la propria candidatura. In altri termini, rimangono in piedi, fino a comunicazione contraria, le scadenze previste dai bandi; slittano, eventualmente, le date di svolgimento delle selezioni.