Irpef, ognuno dice la sua


Poche le risorse stanziate in legge di bilancio; i nodi centrali da sciogliere

I sindacati confederali, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, saranno ascoltati soltanto a febbraio inoltrato; nel frattempo, però, si comincia a parlare di riforma dell’Irpef, con gli interventi dei rappresentanti della Banca d’Italia e dell’Agenzia delle entrate. Il Parlamento ha infatti avviato una indagine conoscitiva per capire dai diretti interessati quali sono i limiti della attuale tassazione sul reddito delle persone fisiche. I punti di partenza sono due: l’impatto del sommerso e l’alto peso della attuale Irpef sui redditi da lavoro dipendente e da pensione. È noto che, spesso, si assiste al paradosso di tanti lavoratori dipendenti che finiscono per dichiarare redditi maggiori dei loro datori di lavoro. È, però, altrettanto evidente che, in assenza di una chiara proposta di legge da parte del governo, la discussione rischia di risolversi in un nulla di fatto. Del resto, le poche risorse in legge di bilancio non autorizzano voli pindarici.


Fisco e lavoro, Gualtieri rassicura, ma i conti non tornano


La riforma dell’Irpef rimane in calendario. Resta in piedi il nodo risorse

Il ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, ha provato a rassicurare tutti: al momento, la tabella di marcia sulla riforma dell’Irpef è confermata, nonostante l’emergenza coronavirus. Un’affermazione che, però, non spazza via tutte le ombre che stanno accompagnando l’iter di conversione del decreto legge sulla riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente né, soprattutto, per quanto attiene alla riforma complessiva della tassazione delle persone. Allo stato dell’arte, abbiamo un provvedimento che prevede, a decorrere dal 1° luglio, il riconoscimento di un bonus monetario a tutti i lavoratori dipendenti con redditi compresi fra 8.200 e 28mila euro; tale somma, che va a sostituire il cosiddetto bonus Renzi, sarà di 100 euro al mese. Lo stesso provvedimento riconosce una detrazione da un massimo di 100 a zero euro per i redditi superiori a 28mila euro ma inferiori a 40mila euro; la detrazione si applica soltanto per il periodo 1° luglio-31 dicembre 2020. La questione, però, è quella che la copertura finanziaria appare oggi insufficiente, sia per l’anno in corso che, soprattutto, per il futuro. A segnalare la cosa, oltre all’Ugl, è stato l’Ufficio parlamentare di bilancio; mancherebbero, infatti, sui due miliardi di euro su base annua. Insomma, Gualtieri rassicura, ma i lavoratori dipendenti sono comunque preoccupati per cosa potrà succedere nel prossimo futuro su tutto il pacchetto Irpef.