Coronavirus, Austria verso lockdown totale


Annuncio di Kurz atteso domani

Sfondata la soglia dei 52 milioni di casi nel mondo (mentre i decessi confermati sono 1.293.192 da inizio pandemia, secondo il consueto bollettino della Johns Hopkins University) e registrati nuovi record negli Stati Uniti – oltre 140 mila nuovi casi, informa sempre l’università americana –, in Germania – 23.542 contagi in 24 ore, riporta il Robert Koch Institute – e in Russia – 21.983 nuovi casi confermati di coronavirus –, la notizia della giornata riguardante la pandemia è la decisione dell’Austria, che si appresta a inasprire le restrizioni in vigore dal 3 novembre scorso per contenere la pandemia di coronavirus, dopo aver registrato nelle ultime 24 ore altri 9.568 casi (per il paese si tratta di nuovo record giornaliero). Nonostante il lockdown “soft” e il coprifuoco serale, il numero dei contagi è continuato a salire. L’annuncio del cancelliere Sebastian Kurz sulla nuova stretta è attesa per la giornata di domani, durante una conferenza stampa. E da quanto si apprende, le nuove misure dovrebbero essere operative dalla mezzanotte di martedì prossimo. Inoltre, si starebbe valutando la chiusura delle scuole (asili e scuole elementari, poiché medie e superiori sono già in Dad). Fuori dall’Europa, anche in Iran si sta valutando l’ipotesi di un lockdown totale della durata di due settimane, stando a diversi media. Notizie migliori, invece, arrivano dal Belgio: il numero di infezioni continua a diminuire, come annunciato oggi dal portavoce interfederale per la lotta contro il Covid-19, Yves Van Laethem.


Austria e Europa colpite al cuore dal terrorismo


L’Europa da ieri sera diventa ancora più inquieta. L’attentato «terroristico» a Vienna, dai contorni ancora non molto chiari, sta dispiegando i suoi effetti e non solo per il bilancio dei morti e delle vittime. La capitale austriaca è stata colpita al cuore da un attacco compiuto in diversi punti del centro della città, nell’ultima sera prima del lockdown, che nel Paese scattava ieri a mezzanotte. Le vittime sono cinque, 17 feriti, di cui sei in condizioni gravi. Un attentatore è stato ucciso dalla polizia, altri sono stati arrestati, ne dovrebbe restare un altro ancora in fuga che è stato descritto «pesantemente armato». Per il ministro dell’Interno, Karl Nehammer, si è trattato di un «attentato terroristico». Quest’ultimo è iniziato intorno alle 20 nella Seitenstettengasse, la strada dove sorge lo Stadttempel, uno dei luoghi di culto ebraici di Vienna. Molti i colpi esplosi nei pressi della Sinagoga, che però a quell’ora era già chiusa; tra le vittime non ci sono ebrei. I terroristi si sono poi spostati in una piazza vicina, dove hanno continuato a sparare, anche quando è arrivata la polizia, che ha risposto al fuoco. Si è creata quindi una corsa dei terroristi per le vie della città, tra i vicoli e i ristoranti dove la gente, numerosa, aveva deciso di trascorrere l’ultima serata prima dell’entrata delle misure restrittive per il Covid-19.
L’attentatore ucciso, Kujtim Fejzulai, circa 20 anni, indossava una cintura esplosiva ed era cittadino austriaco seguace dell’Isis. Era stato condannato nel 2019 per aver tentato di unirsi ai combattenti dell’Isis in Siria, ma poi era stato rilasciato alla fine dell’anno scorso a causa dell’età. Avrebbe annunciato su Instagram il suo gesto, postando alcune foto. Per tutta la giornata ci sono stati fermi e perquisizioni in tutto il Paese, ai valichi con l’Austria sono stati intensificati i controlli, mentre tutta l’Europa, Italia compresa, ha espresso sentimenti di condanna per il vile attentato e di solidarietà per l’Austria. La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha convocato il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza per la mattinata, mentre la sede dell’ambasciata italiana a Vienna è stata chiusa. Il governo austriaco ha decretato tre giorni di lutto nazionale, per il cancelliere federale, Sebastian Kurz, che ha deposto una corona in ricordo delle vittime, è «l’ora buia della nostra Repubblica».


UE: Austria annuncia controproposta piano Merkel-Macron


Iniziativa con Paesi Bassi, Danimarca e Svezia

L’Austria, attraverso il cancelliere Sebastian Kurz, ha annunciato che insieme a Paesi Bassi, Danimarca e Svezia presenteranno una controproposta al piano Merkel-Macron. Kurz lo ha detto al quotidiano Oberösterreichischen Nachrichten: «Vogliamo essere solidali con gli Stati che sono stati colpiti duramente dalla crisi, ma riteniamo che la strada giusta siano mutui e non contributi».


Austria, il governo di Sebastian Kurz ha giurato


Il governo austriaco di Sebastian Kurz ha giurato alla presenza del presidente Alexander van der Bellen. Fondamentale l’accordo raggiunto tra il Partito popolare (ÖVP) e il Partito della libertà di estrema destra (l’FPÖ), che ha ottenuto il ministero dell’Interno, della Difesa e degli Esteri. Kurz ha le idee abbastanza chiare su cosa intende fare, nonostante la sua età (con i suoi 31 anni, è il più giovane cancelliere d’Europa). Il nuovo governo vuole rendere più difficile l’ingresso nel Paese – ottenere il diritto d’asilo diventerà più difficile –, mentre Schengen verrà ripristinato «solo quando le frontiere esterne saranno sicure». Entro il 2020 sarà aumentato il numero di agenti di polizia. Le pene per chi commette crimini sessuali verranno inasprite. Tutto ciò suscita molte apprensioni tra i partner europei. Kurz, però, rassicura che il nuovo governo non ha nessuna intenzione di abbandonare l’Ue: un’eventuale referendum sull’uscita dall’Ue non potrà svolgersi nei prossimi cinque anni. Il programma dell’esecutivo prevede anche aiuti economici per le famiglie, una riduzione delle tasse e l’abbandono del carbone (entro il 2030, le fonti di approvvigionamento energetico dovranno essere esclusivamente rinnovabili). Il nuovo governo è composto da 16 persone: sette ministri e una sottosegretaria del partito popolare ÖVP e sei ministri e un sottosegretario degli alleati del FPÖ.