«Occhio alle frodi su WhatsApp»


Su WhatsApp sono frequenti le truffe. In queste ore, però, la Polizia Postale ne ha denunciata un’altra, riferendo che «un numero crescente di cittadini sta segnalando la ricezione sul proprio smartphone di sms del tipo “Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?”, che appaiono inviati da utenti presenti all’interno della propria rubrica». Si tratta di una frode. Ingannati, gli utenti soddisfano la richiesta della loro presunta conoscenza, rinviando il codice. Così facendo, però, gli utenti permettono ai truffatori di impadronirsi dell’account WhatsApp della vittima. Nel denunciare la truffa, la Polizia Postale ha ricordato che i codici, arrivati per sms, sono strettamente personali e non vanno mai condivisi, anche se richiesti da un nostro contatto o da amici e/o familiari. E ancora: non bisogna mai cliccare su eventuali link presenti negli sms. La Polizia ha consigliato agli utenti di attivare la «verifica in due passaggi» disponibile nell’area “impostazioni-account dell’App”, che consente di inserire un codice personale a sei cifre, che il sistema richiede al primo accesso e per tutte le operazioni di modifica che effettuate sul profilo. Infine, come recuperare un account, se hai subìto la truffa: «Accedi a WhatsApp con il tuo numero di telefono e verifica il numero inserendo il codice a 6 cifre che ricevi tramite SMS; una volta inserito il codice SMS a 6 cifre, chiunque stia usando il tuo account verrà automaticamente disconnesso. Ti potrebbe anche essere richiesto di fornire il codice della verifica in due passaggi. Se non conosci il codice, la persona che sta usando il tuo account potrebbe aver attivato la verifica in due passaggi».


Procida è la Capitale italiana della cultura per il 2022


Procida è la Capitale italiana della cultura per il 2022. Lo ha deciso una giuria presieduta dal professore Stefano Baia Curioni. L’isola è stata scelta da una rosa che comprendeva altre nove città candidate: Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo (Treviso), Taranto, Trapani, Verbania Lago Maggiore e Volterra. «È un anno complicato per tutti, stiamo cercando di sostenere in ogni modo le attività culturali e turistiche e la designazione della Capitale italiana della cultura per il 2022 è un segnale per il futuro», ha commentato il ministro della Cultura, Dario Franceschini.


La crisi è strutturale


Oltre la politica-politicante

di Mario Bozzi Sentieri

Una recente ricerca, elaborata da Enzo Risso per “Domani”, ha evidenziato come il 48% degli italiani considerino superato il parlamentarismo, arrivando ad auspicare un “leader forte disposto a infrangere le regole”. Il fulcro della delegittimazione trae origine da una profonda avversione verso le élite, con il 76% dell’opinione pubblica che sente gli esperti lontani e incapaci di comprendere i bisogni e le esigenze della gente comune, fino ad arrivare all’84% del campione che ritiene lo scontro tra popolo e élite destinato ad aumentare nei prossimi anni. Queste “tendenze” non sono una novità, anche se appaiono essere andate ben oltre i fisiologici livelli di guardia registrati nel passato. Al punto che si può parlare di un disagio “strutturale” nel rapporto tra cittadini-elettori ed istituzioni parlamentari (tra la volontà popolare e chi dovrebbe rappresentarla), un disagio non condizionato direttamente dalle contingenze politiche e dall’ennesima crisi di governo. Sono numerosi gli studi che, nell’ultimo decennio, si sono interrogati sulla crisi del sistema democratico, fino a parlare di democrazia illiberale e di “demos assente”, cioè di una democrazia senza popolo, di un potere del popolo che non ha potere, di un popolo sovrano senza sovranità. Tra i saggi sull’argomento: La democrazia contro se stessa, L’odio per la democrazia, Democrazie senza democrazia, La democrazia senza partiti, La democrazia è una causa persa? Vita e morte della democrazia, Contro le elezioni-Perché votare non è più democratico, “In democrazia il popolo è sempre sovrano” – Falso!), i cui autori, al di là delle diverse scuole d’appartenenza, sono uniti nel constatare la perdita di fiducia verso le istituzioni democratiche da parte del popolo sovrano. Le cause di questo “distacco” tra istituzioni parlamentari e cittadini, così come emergono da questa ampia saggistica sono: il divario tra ciò che pensa il cittadino e ciò che fa l’uomo politico, suo rappresentante; l’odio delle oligarchie economiche e statali; la mancanza di controllo sulle decisioni dei centri di potere “irresponsabili”, che presiedono alla produzione e all’allocazione delle risorse materiali, influiscono in maniera determinante sulla politica degli Stati, plasmano l’opinione pubblica, condizionano pesantemente i processi elettorali; la perdita di ruolo dei partiti, intorno a cui si sono costruite le democrazie parlamentaristiche occidentali; la difficoltà a governare il pluralismo delle società complesse; la sudditanza ai dettami della globalizzazione; il venire meno della capacità di coinvolgimento critico del cittadino, segnato dall’individualismo e dal consumismo. A questo si aggiunga la gracilità del nostro sistema parlamentare, in balia degli orientamenti e degli umori interni ai partiti, il fatto che deputati e senatori esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato (con il dilagare del “trasformismo” ed il passaggio da un gruppo parlamentare all’altro), la mancanza di continuità dei governi (tema peraltro evidenziato, in sede di Costituente da Costantino Mortati, che voleva la durata biennale degli esecutivi, e da Egidio Tosato che propose, senza successo, l’introduzione della “sfiducia costruttiva”). Ultimi, ma non ultimi, gli errori delle élite globaliste, nazionali ed europee, con il fallimento delle promesse di sviluppo e di democrazia, che, da qualche decennio, ne avevano accompagnato le scelte, con il risultato – come ha notato Enzo Risso, a conclusione della sua ricerca – “dell’abbandono, da parte dell’universo politico, di uno spirito costituente, di un perimetro di comunanza di destino, entro cui collocare i tratti complessivi e condivisi dell’evolversi sociale ed economico della nazione”. Di fronte a questo quadro, dalle tinte fosche, che fa presagire, con l’accentuarsi del distacco tra cittadini ed istituzioni, forme anche radicali di protesta, negare l’urgenza di interventi “strutturali” all’impianto costituzionale, proprio nell’ottica di una maggiore coinvolgimento dei cittadini-elettori (un’idea tra le tante quella del “Sindaco d’Italia”, eletto direttamente) significa ripetere errori già compiuti, resi ancora più gravi dal tempo trascorso e dall’emergenza attuale. La politica dello struzzo non paga. Essa rischia anzi di trasformarsi in una cesura irreparabile, dai risultati drammatici e dirompenti. È rispetto a questa crisi che il mondo della politica dovrebbe trasversalmente sentirsi “responsabile” ed intervenire di conseguenza.


Teatro alla Scala: il 23 gennaio, prima opera in scena dal lockdown


Il 23 gennaio, alla Scala di Milano, torna in scena l’opera “Così fan tutte” di Mozart, a undici mesi dalla chiusura imposta il 23 febbraio a causa dell’emergenza sanitaria. Il pubblico sarà assente. L’opera, però, potrà essere seguita in streaming sul sito del teatro e su RaiPlay. Neanche in occasione dell’inaugurazione della stagione, il 7 dicembre scorso, è stata messa in scena un’opera: un focolaio tra i coristi ha reso necessaria la cancellazione della “Lucia” di Lammermoor, sostituita poi con lo spettacolo di grandi star della lirica, “A riveder le stelle…”.


«Aumenta il rischio di un’epidemia non controllata»


A lanciare l’allarme sono il ministero della Salute e l’Istituto superiore di Sanità

Cresce il rischio di un’epidemia non controllata e ingestibile, a causa ad una crescita diffusa della probabilità di trasmissione del virus. A lanciare l’allarme è il ministero della Salute e l’Istituto superiore di Sanità in una bozza del monitoraggio sull’andamento della pandemia condotto settimanalmente, sottolineando che l’impatto sui servizi assistenziali resta alto nella maggioranza delle Regioni e delle Province autonome. Nel dossier, che analizza l’evolversi della pandemia nella settimana che va dal 4 al 10 gennaio, il ministero della Salute e l’ISS evidenziano che l’indice Rt è stato pari a 1,09, in crescita ormai da cinque settimane. L’aumento dell’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti – 183,36 per 100mila, con il valore più alto registrato in Veneto: 365,21 per 100mila – è stato «relativamente» mitigato grazie alle misure restrittive introdotte durante le festività natalizie. Ciò nonostante «questa settimana si osserva il peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese già osservato la settimana precedente». Undici Regioni/PPAA riportano una classificazione di rischio alto (contro 12 la settimana precedente), 10 a rischio moderato, quattro delle quali ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane, e nessuna a rischio basso. Il monitor conferma che l’identificazione dei casi e il tracciamento dei contatti, un’operazione ritenuta vitale per contenere l’epidemia, è ormai impossibile: «Il Ssn ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate».

 


Internet, Wikipedia compie 20 anni


L’enciclopedia online più famosa al mondo raggiunge un traguardo storico

Siamo alla vigilia di un anniversario molto importante per Wikipedia: domani, venerdì 15 gennaio, l’enciclopedia online più famosa al mondo compirà 20 anni. Un traguardo raggiunto con qualche difficoltà e che non rappresenta un punto d’arrivo, ma di partenza: tante, infatti, sono le cose che Wikipedia può ancora migliorare. «L’unica via a lungo termine per la pace, la prosperità e la libertà è la conoscenza», ha scritto su Twitter in occasione della ricorrenza, Jimmy Wales, l’uomo considerato il principale fondatore di Wikipedia, chiedendo agli utenti di continuare a sostenere il progetto «per un mondo più attento e più istruito». Wikipedia vive grazie al sostegno economico di migliaia di utenti, ognuno dei quali contribuisce come può, magari anche donando piccole cifre. Ad oggi, Wikipedia è uno dei siti più consultati al mondo: ogni mese sono mediamente sono 5,7 miliardi le visite raccolte dal sito. Numeri che lo rendono il quinto sito più frequentato, dopo Google, YouTube, Facebook e Baidu, il principale motore di ricerca utilizzato in Cina. Attualmente, Wikipedia ha pubblicato oltre 55 milioni di articoli in 300 lingue, che vengono costantemente aggiornati grazie al lavoro di oltre 280mila redattori. Una piccola curiosità, in chiusura: il lancio di Wikipedia è stato inserito nel 2009 dai Webby Awards tra i 10 momenti più importanti per Internet del decennio (2000-2009).