Roma, piantato a Villa Borghese il clone di un platano del 1600

A Villa Borghese, è stato piantato il primo clone di Platanus Orientalis, riprodotto con al tecnica della talea da uno degli undici esemplari superstiti dei circa 40 piantati nel 1600 dal cardinale Scipione Borghese, fondatore della villa. Alla piantumazione nella valle dei platani, hanno assistito anche rappresentati dell’Orto Botanico dell’Università La Sapienza di Roma che hanno seguito fin dalle prime fasi l’evoluzione della talea realizzata dal Servizio Giardini capitolino. Il gruppo dei platani di Villa Borghese rientra nell’elenco degli alberi monumentali della Regione Lazio.

 

Lost generations

di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale UGL

Visto da qui il 6 aprile 2016 sembra lontanissimo. Molto più dei quattro anni trascorsi dal giorno in cui l’allora presidente della Bce, Mario Draghi, parlando nel corso di un Consiglio di Stato a Lisbona, pronunciò le fatidiche parole «lost generation», avvisando l’Europa intera che, la generazione dei giovani di allora, nonostante fosse la più istruita di sempre, stesse pagando il prezzo più alto della crisi in termini di disoccupazione, allora stabile nell’eurozona al di sopra del 20%, con buona pace di Garanzia Giovani. I Paesi con la più alta disoccupazione giovanile erano Spagna (45,3%), Portogallo (30%), Grecia (50%) e Italia (40%). Quest’ultima oggi al comunque ragguardevole 30%. Parole che mi sono tornate in mente, sabato scorso, di fronte a due piazze molto diverse, ma entrambe colme di disagio: Roma e Parigi. Per motivi diversi, centinaia di migliaia di giovani, probabilmente, erano in piazza, coinvolti rispettivamente in una megarissa tra adolescenti e in scontri con la Polizia. In Francia i cortei erano ben 90. La manifestazione più violenta a Parigi dove si è assistito a scene di guerriglia sotto la pioggia incessante. Si può obiettare che a Parigi si manifestava contro la precarietà del lavoro, contro l’articolo 24 della legge sulla Sicurezza Globale, che vieta di riprendere poliziotti e gendarmi in azione, e anche contro il pestaggio ingiustificato di un cittadino francese dalla pelle nera. Si fosse trattato di in un altro Paese dell’Est o del Sud, sovranista, si sarebbe detto che in pericolo è la democrazia. A Roma invece non è ancora chiaro quale si stata la vera motivazione, è certo però che centinaia di ragazzi si sono organizzati tramite Tick Tock al solo scopo di darsele di santa ragione in un orario, le 17 di sabato pomeriggio, che non si sceglie per nascondersi, in una delle piazze più note della Capitale. La fallimentare amministrazione capitolina ha le proprie responsabilità, non meno il Governo che (con il Cts) continua a essere più attento al distanziamento fisico che al disagio sociale.
Sta sfuggendo un punto fondamentale. A quattro anni di distanza da quell’ormai lontanissimo 6 aprile 2016 di generazione perduta in Italia, e non solo, rischia di essercene più di una: gli anziani, lasciati soli a combattere; gli adulti, chiamati 24 ore su 24, a presiedere all’educazione/istruzione dei propri figli mentre sono magari in smartworking o a rischiare il contagio con attività lavorative/professionali a rischio, se sono fortunati ad avercelo ancora un lavoro; i giovani, tra i quali l’occupazione resta un miraggio, mentre è in costante aumento il consumo di droghe, di psicofarmaci ottenuti grazie a certificati falsi e la depressione. Toc, toc!

Tensione in Campidoglio

Sempre più duro il confronto fra la sindaca Raggi e i sindacati

Sale la tensione in Campidoglio con le segreterie di categoria e cittadine di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che decidono di abbandonare il tavolo di confronto con la sindaca Virginia Raggi ed annunciano una nuova manifestazione per il 19 dicembre, dopo quella riuscita del 25 ottobre. Sempre il 19 dicembre è prevista la riconvocazione del tavolo sul quale è destinata a pesare anche tutta la questione rifiuti, ad ogni giorno sempre più critica, oltre allo stato delle partecipate dall’amministrazione capitolina.

Roma vuole voltare pagina

di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale Ugl

Non è solo la più grande metropoli italiana, con i suoi tre milioni di abitanti, praticamente un italiano su venti è suo cittadino, senza considerare l’hinterland, ma è anche un simbolo, capitale dello Stato, sede delle Istituzioni, centro della Cristianità, con una storia pressoché unica, fondatrice di una civiltà che rappresenta uno dei maggiori pilastri della cultura occidentale. Roma. Eppure negli ultimi anni è nota più che altro per disagi e disservizi, per una sensazione crescente di insicurezza e declino, dalle strade dissestate alla raccolta dei rifiuti, dall’insoddisfacente sistema di trasporti ai frequenti casi di violenza, in sintesi, per una qualità della vita in continuo peggioramento. Tanto che molte aziende, che prima di Roma facevano naturale punto di riferimento per le proprie attività in Italia, hanno portato altrove le proprie sedi principali. Al punto che il triste fenomeno dell’emigrazione giovanile, alla ricerca di una prospettiva di vita migliore, non riguarda più solo il Meridione, ma si è diffuso anche tra i ragazzi romani. Una situazione intollerabile. Roma ha bisogno di aiuto, e con urgenza. Certo non sarà tutta colpa della Raggi, ma quel che è certo è che l’amministrazione da lei guidata non solo non è riuscita a risolvere la situazione, ma l’ha anzi ulteriormente peggiorata e i cittadini romani sono sempre più sconfortati. Le ultime rilevazioni statistiche – realizzate da Tecnè per l’Agenzia Dire e presentate ieri al Senato – lo confermano: otto cittadini romani su dieci bocciano una giunta considerata incapace di gestire una città complessa come la Capitale. Se si votasse domani, Virginia Raggi non arriverebbe al 10% dei consensi. Non solo una perdita di fiducia verso la persona del sindaco, ma anche nei confronti della formazione di cui è espressione. Anche cambiando candidato, ad esempio puntando su un’icona grillina come Alessandro Di Battista, il M5S sarebbe fuori dai giochi e ad un eventuale ballottaggio passerebbero Centrodestra e Centrosinistra. Ma i romani, oltre ad aver chiaro cosa non vogliono più, saprebbero anche con altrettanta convinzione a chi rivolgersi. Infatti nello scontro fra una coalizione di destra, che il sondaggio immagina a sostegno di Giorgia Meloni candidata sindaco, e una sinistra riunita attorno al nome di Carlo Calenda, non ci sarebbe partita, con la prima in vantaggio di circa dieci punti rispetto al secondo. Dopo l’infatuazione per i pentastellati, naufragata nel fallimento targato Raggi, ancora profondamente delusa dalla sinistra, Roma adesso guarda a destra. Anche in Campidoglio però, come dalle parti di Palazzo Chigi, si fa finta di non vedere e non sentire, andando avanti anche a dispetto della volontà popolare. Ma Roma, come l’Italia intera, ha bisogno di cambiare e non può più permettersi di perdere tempo.

Roma, salta il tavolo Multiservizi

Il Campidoglio ha diramato una nota con una proposta dell’Amministrazione comunale ad azienda e sindacati su Roma Multiservizi prima di informare le parti sociali. Per protesta contro questa decisione unilaterale presa senza avvertire le controparti, i rappresentanti sindacali, tranne Usb, hanno abbandonato il tavolo delle trattative convocato a seguito della paventata procedura di mobilità e licenziamento collettivo per i 3.500 lavoratori dell’azienda partecipata capitolina.

Atac in affanno

Gli effetti di quota 100 e la volontà di provare a rafforzare i servizi di mobilità cittadina. L’Atac, l’azienda di trasporto pubblico romana, è alla disperata ricerca di ben quattrocento autisti da assumere a stretto giro di posta. Un bando lampo, con scadenza all’11 ottobre, e i primi ingressi già a fine novembre. L’Atac aveva già avviato una selezione di personale nel febbraio scorso, senza però raggiungere gli obiettivi sperati. Infatti, a fronte di 250 posti disponibili, le assunzioni sono poi state soltanto 215, a causa del mancato superamento delle prove di esame, dei test psicoattitudinali ed una prova di guida. Ora, Atac ritenta, chiedendo il solo possesso del diploma di terza media, della patente di guida D e della qualifica di conducente. I tempi molto stretti fra l’annuncio e la scadenza del bando, però, potrebbero creare qualche problema nella selezione del personale richiesto.