Industria, fatturato di nuovo in calo a novembre


Ma crescono gli ordinativi: +5,3% rispetto ad un anno fa

Secondo le ultime stime dell’Istat, a novembre il fatturato dell’industria ha registrato una nuova diminuzione, con l’indice sceso del 2% su base mensile. A pesare maggiormente è stata la dinamica del mercato nazionale, per il quale si registra un -2,5%, ma anche per l’estero l’Istituto segnala una flessione, dell’1%. Anche gli ordinativi registrano a novembre un calo mensile: -1,3%. In questo caso la diminuzione è una sintesi del -3,8% rilevato per il mercato interno e del +2,5% di quello estero. A livello tendenziale il fatturato risulta invece in calo del 4,6%, con quello interno sceso del 4,5% e quello estero del 4,9%. Al contrario, l’andamento tendenziale si è mostrato positivo per gli ordinativi: le nuove commesse sono aumentate del 5,3%, con un +3,4% di quelle giunte dal Paese e un 7,9% per quelle arrivate dall’estero.


Confindustria: andamento 2020 zavorra per il 2021


Servizi di nuovo in rosso e industria che regge a fatica

Con i servizi di nuovo in rosso a causa della seconda ondata della pandemia di coronavirus e l’industria che regge a fatica la botta, per il quarto trimestre del 2020 è previsto un nuovo forte calo del Prodotto interno lordo italiano dopo il rimbalzo che si è osservato nel terzo trimestre, un andamento che zavorrerà le performance del 2021. A dirlo è il Centro studi di Confindustria, secondo cui a fine anno si registrerà sì una minore caduta, ma il prossimo anno sarà interessato da un rimbalzo più lieve di quanto previsto in precedenza. Per il bimestre ottobre-novembre, spiega ancora l’ufficio studi di viale dell’Astronomia, il risultato della fiducia dei consumatori l’ascia presagire un forte rallentamento dei consumi e un aumento della propensione al risparmio.


Industria, a settembre marcia indietro per fatturato e ordini


Gli indici sono scesi del 3,2% e del 6,4%, interrompendo la scia positiva

A settembre la crescita osservata nei quattro mesi precedenti per il fatturato dell’industria ha subito una battuta d’arresto, registrando un calo del 3,2% rispetto ad agosto. Male anche gli ordinativi, diminuiti su base congiunturale del 6,4%. A pesare, per quanto riguarda il fatturato, soprattutto i beni intermedi (-5,6%), quelli di consumo (-3,5%) e l’energia (-7,3%). A livello trimestrale l’indice rimane invece in territorio positivo, con il fatturato salito del 33,4% e gli ordinativi del 40,7%. Segno “meno”, invece, per il confronto tendenziale. Rispetto a settembre 2019 il fatturato ha infatti registrato un -4,6%, mentre l’indice grezzo dei nuovi ordini all’industria è salito del 3,2%.

 


Industria, per il fatturato previsto un -14,3% nel 2020


È quanto emerge dalla stime di Intesa Sanpaolo e Prometeia

Secondo le stime contenute nel Rapporto di analisi dei settori industriali, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e Prometeia, nonostante il recupero osservato nei mesi estivi, a fine anno il fatturato dell’industria sarà inferiore del 14,3% rispetto al 2019. «Grazie all’eccellente posizionamento nella filiera globale del valore che le consente di cogliere le opportunità di una domanda mondiale trainante», si legge nel Rapporto, si conferma l’andamento in controtendenza del settore farmaceutico, per il quale si prevede un aumento del fatturato del 3,9% a fine 2020, mentre altri settori, come quello degli alimentari e delle bevande, quello del largo consumo, quello degli elettrodomestici e quello dell’elettronica riporteranno diminuzioni.


Industria, fatturato e ordini in crescita ad agosto


Ma su base annua rimane il segno “meno”. Rispetto ai mesi interessati dal lockdown il fatturato è salito del 35,9%

Ad agosto l’Istat ha registrato una crescita mensile sia del fatturato dell’industria che dei nuovi ordini giunti al settore.  Un incremento, spiega l’Istituto, diffuso a tutti i principali raggruppamenti di industria, ad eccezione di quello energetico. Guardando nel dettaglio i dati, il fatturato risulta in aumento del 7,3% per il mercato nazionale e del 3% per quello estero. Per quanto riguarda le principali industrie, si osserva una crescita per il fatturato legato ai beni di consumo, con un +9,8% (+29,8% per quelli durevoli e un ++5,9% per i non durevoli), un +0,9% per il fatturato dei beni strumentali e un +7,7% per i beni intermedi. Anche su base trimestrale l’indice risulta in recupero, con aumento del 35,9% del fatturato totale (+40% per quello interno e è28,6% per quello estero). Rispetto al periodo marzo-maggio – ovvero i mesi di pieno lockdown – il fatturato relativo ai beni di consumo è cresciuto de 29,2% (+129,1% per i beni durevoli e +18,3% per i non durevoli), quello relativo ai beni strumentali del 51,4% e quello dei beni intermedi del 30,8%. In questo caso bene anche l’energia, con un +35,7%. Altrettanto non si può dire per il confronto con lo scorso anno. Tra agosto 2019 e lo stesso mese del 2020 il fatturato è ancora in calo del 3,8%: +0,8% per i beni di consumo, -4,3% per gli strumentali, -0,3% per gli intermedi e -29,3% per l’energia. Passando agli ordinativi, l’Istat ha registrato un aumento mensile del 15,1% (+14,7% per quelli interni e +15,6% per quelli esteri) e un +47,3% per il confronto trimestrale (+55,9% per ordini nazionali e +36,2% per quelli esteri)., mentre su base annua (dato grezzo) l’indice è salito del 6,1%.


Industria, rimbalza la produzione rispetto a giugno


Male il confronto annuo

Per il terzo trimestre Prometeia prevede un aumento del 25%

A luglio, secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, la produzione industriale è aumentata del 7,4% rispetto a giugno, riflettendo i dati positivi realizzati da tutti i raggruppamenti principali di industrie: +6,2% per i beni di consumo (+4,4% per i durevoli e +6,5% per i non durevoli), +11,8% per i beni strumentali, +7,7% per quelli intermedi e +0,1% per l’energia. «La crescita su base congiunturale – si legge nella nota di commento ai dati -, particolarmente vivace per i beni strumentali, si estende a quasi tutti i settori di attività economica, con l’eccezione del settore estrattivo e della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria, in contenuta flessione». Ma se a livello congiunturale si osservano miglioramenti, altrettanto non si può dire per il confronto con un anno fa. In questo caso le rilevazioni dell’Istat mostrano ancora una flessione, in questo caso dell’8%. Su base annua risultano in calo tutti i raggruppamenti principali di industrie, con la flessione maggiore che ha interessato i beni intermedi, con un -11,3%, mentre per i beni di consumo l’Istat indica un -6,2%, per i beni strumentali un -6,8% e un calo della stessa entità per la produzione di energia.  Alla luce del dato congiunturale comunicato oggi dall’Istituto nazionale di statistica, Prometeia prevede che nel terzo trimestre la produzione riporti un rimbalzo del 25%, compatibile con una crescita del PIL dell’11% nello stesso periodo. Previsto invece un marcato rallentamento negli ultimi tre mesi dell’anno.