Emergenza sanitaria, Conte: «Non è ancora finita»


Una precisazione dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: «Non è finita, chiariamolo, non è il tempo dei party e della movida, altrimenti la curva risale», ha detto, intervenendo a pochi giorni di distanza dall’allentamento delle misure restrittive. «Abbiamo tolto l’autocertificazione perché la curva era sotto controllo ma nessuno pensi che sono saltate le regole di precauzione», ha aggiunto. Il messaggio del governo è chiaro: ripartire, mantenendo le dovute precauzioni per non vanificare i sacrifici fatti durante la quarantena. Il rischio è dietro l’angolo. «Abbiamo vinto la prima battaglia con il virus: l’indice di contagiosità R0 è passato da 3,5-4 a 0,5. Da questo patrimonio ripartiamo», ha osservato il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, in audizione alla Commissione Federalismo fiscale della Camera. Dopo le polemiche dei giorni scorsi con le Regioni – durante il lockdown diverse Regioni, quelle meno colpite dal virus, hanno chiesto ripetutamente al governo l’allentamento delle misure restrittive –, l’esecutivo ha dato il via libera: «Abbiamo detto “potete aprire a condizione che”, non “dovete riaprire”. Ogni Regione si assume la responsabilità di riaprire gradualmente, di riaccendere quello che era stato spento», ha precisato Boccia.


Verso il capolinea


Dl Rilancio? Se è Matteo Renzi a lanciare un avviso al Governo Conte. Italia Viva ottiene la maxi sanatoria, ma per il suo leader non basta

Se il risultato più eclatante del dl Rilancio è la maxisanatoria per gli immigrati impiegati in agricoltura, colf e badanti, è chiara la valenza strategica del provvedimento, cioè il nulla. Visto che è il ministro Teresa Bellanova la co-protagonista, insieme al leader del suo partito (Italia Viva) di tale risultato, che per Coldiretti ha «una finalità di carattere politico-partitico» assolutamente non necessaria per le imprese («bisogna attivare i corridoi verdi come hanno fatto in questo periodo il Regno Unito e la Francia»), si potrà a questo punto pensare che il Conte bis possa aver riconquistato “finalmente” una nuova stabilità. Invece no. Non solo all’Italia manca ancora una strategia per la ripartenza, visto che nel Dl ci sono solo risorse distribuite a pioggia e misure tampone insufficienti, ma il Governo rischia anche, nonostante la manovra monstre da 55 miliardi di euro, di non arrivare neanche a Natale. Perché? «Il Piano Shock è per noi il punto chiave anche per capire come lavorare insieme a una maggioranza con la quale abbiamo molti elementi di divisione. Italia Viva ha incontrato il premier Conte e gli ha consegnato il nostro messaggio per il futuro. Nelle prossime ore, capiremo dal Presidente del Consiglio se, sui punti che abbiamo posto, possiamo camminare insieme. Sbloccare i cantieri per evitare la distruzione di altri posti di lavoro è la priorità, per noi», ha scritto oggi nella sua enews Matteo Renzi. E se lo scrive lui – «capiremo nelle prossime ore se con Conte possiamo camminare insieme» – per il premier avvocato c’è davvero da temere. Non basta, sempre Renzi ha scritto: «(Bellanova) ha dimostrato una volta di più di cosa sono capaci le donne e gli uomini di Italia Viva che portano avanti fino in fondo le battaglie in cui credono». Ma cosa vuole Renzi? «Quello che serve davvero adesso è una visione per i prossimi dieci anni. Perché il danno devastante del Coronavirus può essere occasione di rilancio se ci raccontiamo come vogliamo cambiare e dove vogliamo andare, non solo quali mosse fare durante l’emergenza. Serve una politica industriale non solo la cassa integrazione. Serve una visione non solo un sussidio». Certo, ha ragione, ma con incentivi indirizzati all’acquisto di bici e monopattini difficile andare molto lontano. Insomma, premier Conte, uomo avvisato mezzo salvato e Renzi non è persona incline a farlo.


Emergenza coronavirus, Salvini: «Conte si vede solo in tv»


Il leader della Lega promette: «Vedremo di essere più incisivi per far ascoltare la voce dei cittadini». Mozione minoranza: governo ripristini «tutte le libertà costituzionalmente garantite»

«Conte viene domani alle 12.30 a fare un’informativa, ma viene a raccontare quello che ha già detto in tv, nel resto del mondo non funziona così. Noi vorremmo rappresentare i cittadini. Oggi pomeriggio sarò in Senato e si parlerà del Def: scommettiamo che in Aula non ci sarà un ministro? Noi non abbiamo qualcuno che ci dia risposte, Conte lo vediamo in tv. Vedremo di essere più incisivi per far ascoltare la voce dei cittadini». A dirlo è il leader della Lega, Matteo Salvini in collegamento oggi a Italia 7 Gold. Non si placano le polemiche per come il governo sta affrontando questa fase dell’emergenza sanitaria. Milioni di cittadini rimasti senza reddito e senza risposte esaustive su quando potranno riprendere o riaprire le proprie attività. Domani il Senato darà il via libera al Def (inizio delle dichiarazioni di voto alle 9,30). Poi, a seguire, dalle 12,30, il premier Giuseppe Conte sarà a Palazzo Madama per la sua informativa sulla fase due, già in programma alle 10 a Montecitorio. Non è tempo di manovre politiche, afferma Salvini sempre a Italia 7 Gold. «Sono bufale – ha risposto a domanda precisa –, secondo lei con l’emergenza della disoccupazione, della cassa integrazione e della famiglie che non arrivano a fine mese facciamo manovre politiche? Siamo seri». Però il problema resta. Dall’opposizione – Lega, FdI, FI, Noi con l’Italia – arriva una mozione unitaria: con la fase due, si chiede, il governo ripristini «tutte le libertà costituzionalmente garantite, nel rispetto delle misure di sicurezza e delle norme sul distanziamento sociale» e ristabilisca «lo stato di diritto al fine di correggere tutte le storture normative emerse, in modo da riavviare la normale dialettica con il Parlamento», assegnando «a norme di rango primario eventuali interventi limitativi delle libertà». Le ultime misure annunciate da Conte hanno creato qualche malumore anche all’interno della maggioranza, anche nel Partito democratico stando ad alcune indiscrezioni di stampa. Per quanto le uscite, dure, di Matteo Renzi, leader di Italia Viva, non siano piaciute (il ricorso ai Dpcm non rappresenterebbe una violazione della Costituzione, aveva già tentato di abbassare i toni il segretario dem, Nicola Zingaretti), tra le file del partito più di qualcuno teme ripercussioni negative a causa delle ultime decisioni prese dall’esecutivo.


Governo, FI assicura: nessun soccorso a Conte


Giacomoni: «Noi vicini alle famiglie e alle imprese». Meloni: «5 Stelle spaccati su molte cose». Dalla maggioranza, Renzi dice che dl dignità «è un errore a prescindere»

L’emergenza coronavirus non sembra mettere al riparo il premier Giuseppe Conte. Quest’ultimo è tornato a invitare l’Europa a pensare in grande perché solo così si può salvare, cioè, ha scritto su Instagram rilanciando l’intervista di oggi al quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung, «se mostra più coraggio e se proietta lo sguardo oltre i propri confini». Ma intanto, in casa, deve guardarsi dalle voci che lo vorrebbero, tra non molto tempo, lontano da Palazzo Chigi. Torna di moda il nome di Mario Draghi, per la ricostruzione dell’economia, l’altro nome – almeno stando ai retroscena degli ultimi giorni – sarebbe quello di Vittorio Colao, già a capo della task force istituita per la fase 2 dell’emergenza. Ma le ipotesi in ballo sono diverse, l’ultima – per superare le divisioni interne alla maggioranza e al M5s – riguarda un possibile soccorso di Forza Italia al presidente del Consiglio, idea che si è rafforzata dopo l’intervista di ieri al Giornale dello stesso Conte, mentre Mara Carfagna, in un colloquio da Repubblica, rilancia l’idea di un governo di unità nazionale. «Io – è la fotografia di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, parlando con La Stampa – parto da una constatazione: i 5 Stelle sono spaccati su molte cose, il ritorno in campo di Di Battista ha acuito le loro divisioni, mi riferisco alle nomine ad esempio, ma soprattutto al Mes. Ho la netta impressione che il premier stia lisciando il pelo a Berlusconi. Non credo che FI sia interessata, ma ho percepito in quelle parole il tentativo di allontanare da noi un alleato». A chiarire la posizione di Forza Italia è allora Sestino Giacomoni, vicepresidente della Commissione Finanze alla Camera e membro del coordinamento di presidenza del partito, il quale spiega che «non ci sarà nessun soccorso azzurro di FI a questo governo. L’unico soccorso a cui siamo stati, siamo e saremo sempre disponibili è il soccorso tricolore alle famiglie e alle imprese italiane. Il nostro unico obiettivo è la tenuta del sistema-Paese e, su input del presidente Berlusconi, portiamo avanti una opposizione seria e costruttiva in Parlamento e, intanto, sosteniamo chi è in difficoltà sul territorio». Intanto anche Matteo Renzi, dalla maggioranza, torna a pungolare il governo. «Il dl dignità era ed è un errore a prescindere. Quello che sta succedendo è drammatico. Abbiamo davanti un anno che sarà una ecatombe per il turismo. Chiederemo di cambiarlo», ha detto all’Aria che tira su la 7. E ancora, nella sua e-news, torna a ribadire: «Sto dicendo da giorni che ogni settimana che perdiamo costa 10 miliardi di euro. Dobbiamo riaprire: riaprire con intelligenza, con le mascherine, facendo i test ai lavoratori». Via libera del Consiglio dei ministri allo slittamento delle amministrative, la finestra elettorale andrà dalla metà del mese di settembre al mese di dicembre.


Coronavirus, Conte: «Fase 2 solo quando lo diranno gli esperti»


La strada da seguire, almeno fino al 13 aprile – poi si vedrà –, perché altrimenti si corre il rischio di vanificare gli sforzi fatti, è quella già tracciata. Quando entreremo nella cosiddetta fase 2, che potrebbe prevedere un allentamento delle misure restrittive? «Solo quando gli esperti ce lo diranno e solo a partire da alcuni settori», ha spiegato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Fatto Quotidiano, sottolineando, quindi, che il ritorno alla normalità sarà graduale. Poi, un monito: «Non diamo il messaggio che la stretta si allenta, sarebbe un errore». Avanti così, quindi: «Per ora non cambia nulla. Penseremo più avanti, se ne ricorreranno le condizioni, a un allentamento per le famiglie, perché questa guerra ha un impatto anche psicologico. A tempo debito potremo pensare ad allentare anche le misure a impatto personale». Impegnato a varare le misure per affrontare l’emergenza, il governo ha chiesto la collaborazione del centrodestra. Ogni scelta, però, deve essere presa seguendo un criterio, «i valori costituzionali», ha osservato il premier, aggiungendo che «il decisore politico, quando assume una decisione, deve farlo in scienza e coscienza, mettendo in conto tutti gli interessi» mentre «la priorità è e resta la tutela della salute».


Conte: «L’Ue sta affrontando una sfida storica»


«Se non sarà all’altezza, perderà la fiducia dei cittadini europei»

«È una sfida storica per l’intera Europa». A ribadirlo è stato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano spagnolo El Pais. La speranza è che qualcuno, a Bruxelles, recepisca il messaggio. Stiamo giocando «una partita storica», diversa dalle sfide affrontate fino ad ora. Non è la crisi economica, «che ha toccato alcuni Paesi meno virtuosi di altri». Il virus è un avversario più “democratico”, purtroppo: può colpire chiunque. Nessuno escluso. «Qui non c’è una distinzione che ha che fare con i sistemi finanziari», ha rimarcato il premier. «Questa è una crisi sanitaria che ha finito per esplodere in campo economico e sociale. È una sfida storica per l’intera Europa. E spero davvero, con un forte spirito europeo, che sappia affrontare questa situazione», ha proseguito. L’attuale situazione non rientra nell’ordinario: per contenere il contagio, i governi hanno introdotte misure restrittive, limitato la libertà di movimento dei cittadini – secondo l’Afp, nel mondo, quattro cittadini su dieci sono costretti a stare a casa (si veda la pagina di Società) – e l’Ue non deve vanificare questi sacrifici: «Stiamo limitando i diritti costituzionali dei nostri cittadini e l’Europa deve reagire evitando tragici errori». Per ora, purtroppo, «alcuni Paesi non comprendono le forti restrizioni che questa emergenza produrrà nella sfera economica», ha aggiunto il premier, sottolineando che «l’Italia e la Spagna sono le più esposte al momento, ma lo saranno tutti. Anche quei Paesi ragionano con uno sguardo vecchio, superato. Un’ottica inadeguata per questa crisi». Che fare? Conte sostiene che per superare la crisi economica scatenata dal coronavirus occorre «uno strumento di debito europeo comune». Questa è la sola richiesta dell’l’Italia che «non chiede di condividere il debito pubblico accumulato». «Tale debito rimarrà in capo a ciascun Paese», ha precisato il premier. «Se l’Ue non è all’altezza della sua vocazione e del suo ruolo in questa situazione storica, i cittadini avranno più fiducia in essa o la perderanno definitivamente?», ha concluso Conte.