Eurozona, Panetta: «Potremmo aver perso due anni di crescita»

«Serve più ambizione nella politica monetaria e fiscale»

Intervistato da El Pais, Fabio Panetta, membro del Comitato Esecutivo della Banca Centrale Europea, ha detto che l’economia dell’Eurozona potrebbe aver «definitivamente perso due anni di crescita». In particolare l’economista ha avvertito che «ci sono rischi che possono impedire la realizzazione dei miglioramenti pianificati. E anche se riusciamo a uscire presto dalla pandemia, ci renderemo conto che il danno all’economia è maggiore di quello che vediamo ora». Secondo Panetta «nulla impedisce alla zona euro di avere una robusta ripresa – ha osservato – ma per questo l’economia deve essere sostenuta con il livello appropriato di stimolo monetario e fiscale. La prudenza ci dice che è meglio iniettare troppi stimoli che non essere all’altezza».

Eurozona, indice PMI composito in crescita a marzo

A marzo l’indice PMI composito dell’Eurozona, calcolato da IHS Markit, ha registrato un aumento a 53.2 punti, portandosi oltre i 52.5 punti previsti dal consensus e oltre la soglia di non cambiamento dei 50 punti. Il mese precedente l’indicatore si era fermato in territorio “contrazione”, a 48.8 punti. «La manifattura è in vigorosa crescita, guidata dall’impennata della produzione tedesca, mentre il settore terziario, colpito più severamente, si sta avvicinando ad una stabilizzazione», spiega l’economista Chris Williamson.

Eurozona, Bce: «L’incertezza mina la ripresa»

«L’incertezza mina la ripresa a breve termine dell’Eurozona». Le stime della Bce. L’economia tornerà a crescere già nel 2021

Le prospettive economiche dell’Eurozona «a breve termine» continuano ad essere caratterizzate «dall’incertezza». A sottolinearlo la Bce, la Banca centrale europea, nel suo ultimo bollettino mensile. Diversi fattori – dalla rapidità delle campagne vaccinali nazionali, all’andamento della pandemia, passando per le misure restrittive introdotte dai Paesi membri per contenere la diffusione del virus – influenzano la ripresa economica che, comunque, dovrebbe iniziare già nel corso di quest’anno. Il «recupero dell’attività economica» sarà «solido», stima la Bce, aggiungendo che «nel complesso i rischi per le prospettive di crescita dell’area dell’euro nel medio termine risultano più equilibrati, benché nel breve periodo permangano rischi al ribasso». Le favorevoli condizioni di finanziamento, l’orientamento espansivo delle politiche di bilancio e una ripresa della domanda, incentivata dal «graduale venire meno delle misure di contenimento», che non possono essere ancora revocate perché «il grado di immunizzazione è ancora troppo basso», spingeranno la ripresa economica dell’Eurozona nel medio periodo. Per sostenere l’economia, secondo la Bce, resta «essenziale preservare condizioni di finanziamento favorevoli nel periodo della pandemia». Nel 2021, secondo la Banca centrale europea, il Prodotto interno lordo dell’Eurozona dovrebbe aumentare in termini reali del 4% su base annua. Una crescita analoga è prevista per l’anno prossimo – nel 2022 il Pil dovrebbe crescere del 4,1% – mentre sarà più contenuta nel 2023 (+2,1%).

Eurozona, a marzo crescita superiore alle attese

Lo indicano gli indici PMI di IHS Markit

A marzo, l’economia dell’Eurozona è cresciuta ad un ritmo superiore alle attese. Lo rivelano gli indici PMI elaborati da IHS Markit. A trainare l’economia è stato principalmente il settore manifatturiero: l’indice PMI è cresciuto a 62,4 punti – contro i 57,7 punti previsti dagli analisti – dai 57,9 di febbraio. Si tratta del valore più alto da giugno 1997. Crescita più contenuta per i servizi, penalizzati dalle misure restrittive che prevedono il distanziamento sociale, con l’indice PMI passato da 45,7 a 48,8 punti. Anche in questo caso, comunque, le previsioni stimavano un aumento meno consistente, a 46 punti. Complici entrambi gli aumenti, il PMI composito ha raggiunto i 52,5 punti dai 48,8 precedenti – era atteso a 49,1 punti –, il valore più alto in 8 mesi.

Eurozona, Lagarde: «Prospettive breve termine incerte»

«Fondamentale orientamento di bilancio ambizioso e coordinato»

«La situazione economica appare ora più brillante e possiamo aspettarci che migliori nel 2021. Nel breve termine, tuttavia, le prospettive economiche dell’Eurozona rimangono caratterizzate da incertezza a causa delle dinamiche della pandemia e della velocità delle campagne di vaccinazione», è quanto affermato dalla presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, nel corso di un intervento al Parlamento Europeo. «Il grave impatto che la pandemia continua ad avere non solo sull’economia – ha aggiunto -, ma su tutti gli aspetti della vita di molti europei, non ci permette di celebrare l’anniversario del Pepp». «Un orientamento di bilancio ambizioso e coordinato resta fondamentale», ha avvertito.

Eurozona, Lagarde: «Il 2021 sarà un anno di ripresa»

E su Mario Draghi: «Saprà rilanciare l’economia italiana»

Secondo la BCE nel 2021 il Pil dell’Eurozona registrerà una crescita intorno al 4%, «forse leggermente sotto. Rappresenterebbe comunque già una crescita molto significativa rispetto al crollo del Pil del 6,8% registrato nell’area dell’euro nel 2020», così la numero uno dell’Eurotower Christine Lagarde in un’intervista rilasciata al Journal du Dimanche, in cui ha sottolineato che alla BCE c’è la convinzione «che il 2021 sarà un anno di ripresa». Parlando di Mario Draghi, l’ex direttrice del FMI ha assicurato che «saprà rilanciare l’economia italiana con il sostegno dell’Europa» e che «l’Italia e l’Europa sono fortunate che Mario Draghi abbia accettato la sfida di aiutare a mettere fine alla crisi economica e sociale dell’Italia».