BNL: dipendenti in protesta


Domani ci sarà un presidio presso la Sede della Bnl di Firenze e poi partirà un ciclo di assemblee e altre iniziative, come dichiarato in una nota congiunta da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Ugl Credito, Uilca e Unisin. Condizioni di lavoro inaccettabili, questo il motivo della protesta dei dipendenti della Banca Nazionale del Lavoro, che lamentano “carenza di organici consolidata, carichi di lavoro pesantissimi, budget sempre più ambiziosi, pressioni commerciali insostenibili e lesive della dignità di chi lavora, politiche commerciali aggressive, che generano anche esasperazione della clientela”.


Ccnl Credito, è muro contro muro


La misura è ormai colma anche per quelli che, nell’immaginario collettivo, appaiono come dei privilegiati fra i lavoratori subordinati, vale a dire i bancari, da non confondere con i banchieri, quelli che, in altri tempi, sarebbero stati definiti i padroni del vapore. Se c’è un insegnamento dalla lunga crisi iniziata con il fallimento delle banche d’affari negli Stati Uniti, è proprio che a pagare sono stati più spesso i dipendenti piuttosto che i loro capi, nonostante siano stati quest’ultimi a mettere in campo le politiche errate che hanno caratterizzato gli dieci-quindici anni. Davanti al muro contro muro sul rinnovo del contratto collettivo e alla vigilia dell’incontro fissato per il 25 ottobre, i sindacati di categoria minacciato di scendere in piazza con una grande manifestazione a Milano. L’Abi non solo ha giudicato irricevibile la richiesta economica formulata dai sindacati, ma chiede sostanzialmente carta bianca sugli esuberi.


Il punto sulla situazione economica


Le ultime rilevazioni di Bankitalia hanno registrato una flessione delle sofferenze lorde a luglio, scese a 88,2 miliardi di euro dai 127 miliardi del luglio scorso e dai 90 miliardi di euro di giugno. In aumento, invece le sofferenze nette, a 32 miliardi di euro. Rivista invece al ribasso la crescita del 2019: +0,2%Moody’s ha rivisto al ribasso la crescita del Pil italiano del 2019, limandola al +0,2% dal +0,4% avanzato in precedenza. Per il 2020 previsto un +0,5%. Venerdì l’agenzia aveva indicato un rating soprano a Baa3 legato alla difficoltà di riduzione nei prossimi anni del debito pubblico.