Bonasera


Renzi salva Bonafede. Salvini: «Gli italiani non ringraziano». «Scambio di poltrone», le accuse di Salvini e Meloni a M5s, Pd e IV

Oggi Governo alla prova con la discussione delle due mozioni di sfiducia presentate dal centro destra (Lega, FdI e Forza Italia) e da +Europa (appoggiata da Azione di Carlo Calenda e sottoscritta da più di 30 senatori di Forza Italia) sull’operato del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e in particolare per la gestione delle Carceri durante il lock down con i boss mandati ai domiciliari e sulla nomina del Capo del Dap del magistrato Francesco Basentini, per la mancata riforma del processo penale, per i nodi prescrizione e intercettazioni. L’ago della bilancia è stato solo per qualche giorno Matteo Renzi visto che, fino all’ultimo minuto, il suo voto era sconosciuto. Ma la suspance è durata poche ore: «Se votassimo con il metodo usato da lei nella sua esperienza parlamentare nei confronti dei membri del governo, lei oggi dovrebbe andare a casa: Alfano, Guidi, Boschi, Lupi, Lotti, De Vincenti. Ma noi non siamo come voi», così a Bonafede ha detto Matteo Renzi in aula al Senato, per poi aggiungere: «Il presidente del Consiglio ha detto che in caso di sfiducia al ministro Bonafede avrebbe tratto conclusioni politiche. In questi casi il presidente del Consiglio si rispetta e si ascolta: presidente, lei si assume la responsabilità e noi la seguiamo». In realtà ieri si è svolto un confronto di due ore tra il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e la parlamentare di Italia dei Valori, Maria Elena Boschi. Cosa si saranno detti? La risposta è nelle parole della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: «Renzi, se continui così tra un po’ avrai più poltrone che voti». Come anche in quelle del leader della Lega, Matteo Salvini: «Mercato di poltrone fra Pd, Renzi e 5Stelle. Ringraziano i 500 mafiosi e delinquenti usciti dal carcere e i 500.000 clandestini che aspettano la sanatoria, non ringraziano gli Italiani». Infatti il misero teatrino è andato in scena mentre l’attività di due importanti aziende siderurgiche, l’ex Ilva e la Ast, è arrivata a un punto di non ritorno, mentre il mercato dell’Auto è letteralmente sprofondato e mentre resta irrisolto un enorme problema grave di liquidità sia per le imprese sia per lavoratori e professionisti che ancora non ricevono i sussidi. Quasi inutile aggiungere che entrambe le mozioni di sfiducia sono state respinte.


Giustizia, Salvini: «Depositata mozione di sfiducia per Bonafede»


«Ha mostrato evidente incapacità e inadeguatezza»

Il centrodestra ha depositato in Senato una mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Ad annunciarlo il leader leghista, Matteo Salvini. «Un ministero così importante deve garantire che i mafiosi vengano portati in galera, non fuori», ha spiegato, motivando la mozione di sfiducia, arrivata pochi giorni dopo le dichiarazioni del magistrato Nino Di Matteo. Salvini non è entrato nel merito della vicenda: «Non so se abbia ragione il giudice o il ministro, entrambi non posso averla». Cosa ha detto Di Matteo, al punto da scatenare un caso? Il magistrato ha raccontato che nel 2018 il ministro gli offrì la nomina a capo del Dpa, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, salvo poi cambiare idea, dopo che diversi «importantissimi capi mafia» avevano espresso alcune lamentele su un’eventuale nomina di Di Matteo. Alle richieste di chiarimenti, ad avanzarle anche due partiti che sostengono la maggioranza, Pd e Italia Viva, il ministro ha replicato negando semplicemente la ricostruzione dei fatti di Di Matteo, ricevendo in cambio il sostegno da parte del premier Giuseppe Conte, interessato a non far scoppiare un caso, con il governo impegnato ad affrontare l’emergenza sanitaria. Tra chi sostiene il ministro della Giustizia, ovviamente, c’è anche il M5s. Il centrodestra, questa la difesa dei grillini, vuole sfiduciare Bonafede perché è «scomodo per tutto quello che ha fatto in due anni di governo e per quello che rappresenta».