TRISTE NATALE


Sulle festività di fine anno aleggia lo spettro di un nuovo lockdown. Conte prima smentisce, poi afferma: «dipenderà dagli italiani»

Il primo a parlarne apertamente è stato il virologo dell’Università di Padova, Crisanti: «Credo che un lockdown a Natale sia nell’ordine delle cose: si potrebbe risettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare il contact tracing. Così come siamo il sistema è saturo». Le sue dichiarazioni, pur essendo semplici considerazioni da accademico, hanno scatenato il panico. Data la situazione, l’aumento dei contagi, il prolungarsi dello stato d’emergenza e l’arrivo del primo Dpcm della “seconda ondata” con nuove limitazioni, seppure parziali, alle attività economiche e sociali, la possibilità di una nuova chiusura totale in arrivo si è fatta più concreta. E molti temono che il nuovo lockdown possa coincidere proprio con le festività di fine anno, con il periodo natalizio, a causa degli assembramenti pubblici e privati che normalmente si verificano durante le feste. L’eventuale chiusura coinciderebbe, peraltro, con le vacanze di Natale e la consueta interruzione della didattica, togliendo così una grana al ministro Azzolina. Il periodo delle feste, tuttavia, è importantissimo, non solo per questioni sociali, ma anche punto di vista economico e specie per i settori del commercio, del turismo e dei servizi, già duramente provati dal primo lockdown. Così, l’ipotesi di una chiusura fa tremare i polsi a moltissimi italiani, già in difficoltà. Il premier Conte si è affrettato a smentire l’eventualità, dicendo di prevedere, in caso di contagi in ulteriore aumento, piuttosto delle chiusure parziali e limitate ai territori più a rischio. Ma la smentita a molti non è sembrata affatto rassicurante né, tantomeno, definitiva: «Non faccio previsioni per Natale. In questo momento prendiamo le misure più idonee per prevenire il lockdown, ma dipenderà molto da quello che sarà il comportamento di tutta la comunità», così Giuseppe Conte. Mancano ancora due mesi, eppure quello del 2020 già si preannuncia come un triste Natale.


Conte esclude «un nuovo lockdown generalizzato»


«Cercheremo di licenziare il Dpcm già stasera»

«Cercheremo di licenziare il Dpcm già stasera», mentre «escludo un nuovo lockdown generalizzato». La parola è quella del premier Giuseppe Conte, che lo ha annunciato a margine di un’iniziativa a Taranto. C’è attesa per il contenuto di un provvedimento che prevede nuove restrizioni al fine di contenere la risalita dei contagi da coronavirus, soprattutto dopo le parole di ieri del ministro della Salute Speranza, ospite a Che tempo che fa: «Ho proposto che vengano vietate tutte le feste private. Le feste sono una cosa che possiamo evitare». Non emerge ancora un quadro del tutto chiaro, come ha dimostrato (di nuovo) la polemica sui runner e l’eventuale utilizzo della mascherina  durante la corsa. A notarlo anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ieri su Facebook osservava: «Il caos regna sovrano nelle decisioni del governo sulle norme anti-Covid. Oggi nuova sceneggiata kafkiana sull’attività motoria e sportiva». Per adesso, una delle poche certezze dovrebbe riguardare il numero degli spettatori nei cinema e per gli spettacoli dal vivo, che non subiranno riduzioni. Almeno è quanto assicura il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini: «Continuo a leggere interviste e dichiarazioni o a ricevere appelli del mondo dello spettacolo sulla presunta volontà del governo di ridurre il limite di 200 persone al chiuso e di 1000 all’aperto per spettacolo dal vivo e cinema. Non esiste questo rischio». «Nel Dpcm – spiega – saranno confermati questi limiti con la conferma della  possibilità delle regioni di derogare. E le deroghe sino ad oggi concesse con ordinanze regionali verranno fatte salve proprio con il Dpcm».


Francia, misure restrittive a Parigi per 15 giorni


Per contenere aumento contagi coronavirus

Aumentano i contagi da coronavirus e a Parigi, capitale della Francia, scattano nuove misure restrittive. A partire da domani i bar saranno chiusi per 15 giorni, mentre i ristoranti resteranno aperti con disposizioni più stringenti. Limitazioni alla frequenza nelle università, mentre palestre e piscine resteranno aperte soltanto per i minorenni. Teatri, cinema e musei proseguiranno le attività secondo le norme vigenti.


Il rischio di nuovi lockdown pesa sui mercati


Giù i listini europei

Il rischio di diffusi lockdown in Europa impatta sulle principali piazze finanziarie del Vecchio Continente. Questa mattina Milano ha registrato un calo del 3%, Londra del 3,05%, Francoforte del 2,85% e Madrid del 3,2%. La migliore è stata Parigi, con un rosso di 2,6 punti percentuali. A Piazza Affari affondano Cnh, FCA, Exor e gli energetici. Più limitata la caduta dei farmaceutici. Lo spread tra Btp e Bund, a metà seduta, si è attestato poco sotto i 150 punti.


Il lockdown non frena la strage


Calano soltanto gli infortuni in itinere, ma per il resto è allarme continuo

Nonostante il lockdown, la chiusura forzata di larga parte delle attività economiche e produttive, gli infortuni mortali sul lavoro nei primi cinque dell’anno schizzano in alto. Le denunce di infortunio mortale presentate all’Inail da gennaio a maggio sono state 432 a fronte dei 391 dello stesso periodo dello scorso anno, 41 in più finora. Numeri peraltro ancora provvisori, ma già di fortissimo impatto sociale, emotivo ed economico. L’Inail spiega come stia pesando il fattore Covid-19; per capire, però, quanto è necessario andare ad analizzare le singole voci. Gli infortuni mortali in occasione di lavoro sono passati da 279 a 364, un incremento di oltre trenta punti percentuali, a fronte del calo degli infortuni in itinere del 39,3% (da 112 a 58, in questo caso un effetto positivo del lockdown). La diffusione territoriale riflette per molti versi la maggiore incidenza del virus in determinare aree piuttosto che in altre, anche se fa eccezione il Mezzogiorno, con quindici casi in più, dodici dei quali, però, concentrati nella sola Puglia. I 45 casi in più della Lombardia spingono il nord-ovest in alto con 157 casi totali (erano 102 nello stesso periodo dello scorso anno). La componente maschile sale più di quella femminile, mentre guardando all’età sono colpiti soprattutto gli over 55 e la fascia 30-34 anni. Calano invece gli infortuni non mortali, circa 118mila in totale, per un meno 30,6%.


Emergenza sanitaria, fine del lockdown in Spagna


Il ritorno alla normalità avverrà in tre fasi

Da oggi la Spagna allenta ulteriormente le misure restrittive per contenere la diffusione del coronavirus, ma ciò avverrà gradualmente. Alcune regioni, tra le più colpite dalla pandemia, infatti, non entreranno nella cosiddetta fase due, restando (o entrando) perciò nella prima. Il periodo di ripresa viene suddiviso in tre fasi, su base regionale. Nessuna regione, per il momento, entra nella fase tre.