Fca-Psa, dipendenti fuori dal Cda


I sindacati di categoria spingono per un maggiore coinvolgimento

Da una parte l’augurio di buon lavoro, dall’altra anche la delusione per il mancato ingresso di un rappresentante dei lavoratori all’interno del consiglio di amministrazione. La fusione Fca-Psa procede a passi spediti con la nomina dei componenti di Stellantis, il soggetto finanziario chiamato a gestire uno dei più grandi gruppi mondiali dell’automotive. I sindacati, però, in particolare quelli che a suo tempo avevano sottoscritto gli accordi che hanno permesso di salvare Fiat, dalla Fim Cisl alla Ugl Metalmeccanici, lamentano il mancato ingresso di un rappresentante dei lavoratori nel consiglio di amministrazione. Un passaggio che sarebbe una novità per il nostro Paese, peraltro in attuazione dell’articolo 46 della Costituzione, ma che, in ambito europeo, è disciplinato in maniera puntuale. La preoccupazione risiede nel fatto che i due marchi producono modelli che si sovrappongono, per cui potrebbero arrivare decisioni dolorose sugli stabilimenti produttivi.