Fca: incidente mortale a Cassino


Chi aveva immaginato che il peggio fosse ormai alle spalle, forte dei dati Inail sui primi otto mesi dell’anno, deve assolutamente ricredersi: il tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro rimarrà, purtroppo, centrale ancora per tanto, troppo tempo. La cronaca, con la sua brutale crudeltà, ci riporta alla realtà dei fatti, raccontandoci dell’ennesima morte sul lavoro. Con tutto il rispetto per tutti gli altri caduti, la cosa che colpisce fortemente in quest’ultimo caso è che a morire è un giovane operaio di quarant’anni dipendente della Fca di Cassino. Non un incidente in un cantiere temporaneo né in una azienda di piccole dimensioni dove è difficile far quadrare i conti, ma in uno dei principali stabilimenti italiani, nei quali la voce sicurezza dovrebbe essere sempre ben presente. I sindacati, dalla Cgil alla Ugl, al cordoglio per quanto accaduto, uniscono la richiesta di una azione strutturale, per rafforzare la cultura della sicurezza, che passa dalla formazione e dalla consapevolezza dei rischi specifici, ma anche da una implementazione dei servizi ispettivi, oggi fortemente depotenziati a causa del ridotto numero degli ispettori attivi sul campo e per i limiti che continua a presentare l’azione dell’Ispettorato nazionale del lavoro, sempre più simile ad una fusione a freddo. Il ministro Nunzia Catalfo ha assicurato una pronta convocazione del tavolo di confronto.


Fca: preoccupazioni sul sito di Cassino


Il futuro sul territorio di Fiat Chrysler Automotive investe la regione Lazio, in particolare la provincia di Frosinone. Forte preoccupazione è stata espressa dalla rappresentanze territoriali di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl convocate in consiglio regionale per un tavolo di confronto, dal quale è emersa la richiesta di incontro al ministero dello sviluppo economico. Preoccupa soprattutto il continuo ricorso agli ammortizzatori sociali, cosa che sta creando problemi alle stesse amministrazioni locali.


Il giudice: «Quei lavoratori vanno risarciti e riassunti»


Anche in tempi di Jobs act e di Articolo 18 depotenziato, è possibile vincere una causa di lavoro, essere
risarciti e, soprattutto, reintegrati sul luogo di lavoro. È accaduto a ben dodici dipendenti della Tmp di
Cassino, tutti ausiliari del traffico licenziati nel marzo dello scorso anno. Il giudice ha accolto la tesi dei
lavoratori, assistiti dalla Ugl, ritenendo illegittimo il licenziamento. I dipendenti, oltre ad essere reintegrati,
avranno gli stipendi arretrati a partire dal 1 aprile del 2018.