Birmania, UE trova intesa politica su sanzioni


«In risposta al colpo di stato militare»

C’è l’intesa politica dei ministri degli Esteri dell’Unione europea per sanzioni ai danni dei responsabili del golpe militare in Birmania. «In risposta al colpo di stato militare» in Birmania, «l’Unione europea è pronta ad adottare misure restrittive nei confronti dei diretti responsabili», si legge nelle conclusioni adottate dal consiglio Esteri Ue. «L’Unione europea – viene dunque spiegato – cercherà di evitare misure che potrebbero avere ripercussioni negative sulla popolazione della Birmania, soprattutto sui più vulnerabili. Il Consiglio invita l’Alto rappresentante e la Commissione europea a sviluppare proposte adeguate al riguardo». La decisione arriva in un momento di grandi tensioni nel paese in cui si continuano a registrare numerose manifestazioni, nonostante le restrizioni imposte dalla giunta militare tornata al potere con il colpo di Stato di inizio febbraio. Decine di migliaia di persone, infatti, sono scese in piazza ancora questa mattina in varie città della Birmania, sfidando anche la minaccia dei militari di usare la forza per reprimere le proteste. I manifestanti sono particolarmente numerosi a Rangoon, la principale città del paese, ma se ne registrano migliaia anche a Naypyidaw, la capitale. Proteste, inoltre, anche nelle città di Myitkyina e Dawei. Intanto è salito a tre il bilancio dei manifestanti rimasti uccisi nella repressione nel fine settimana, quando una grande folla ha partecipato ai funerali della prima vittima, una ragazza di 21 anni.