L’Ugl presenta la sua “contromanovra”


Dieci punti per la crescita

Questa mattina alle ore 11.30, presso la Sala Stampa di Palazzo Montecitorio a Roma, si è svolta la conferenza stampa «Una Legge di Bilancio senza crescita» per discutere della prossima manovra finanziaria in corso di approvazione in Parlamento, organizzata dall’Unione Generale del Lavoro che ha invitato a discutere nel merito insieme al Segretario Generale Francesco Paolo Capone, il Deputato della Lega e membro della Commissione Lavoro, Claudio Durigon, il Senatore (FI) e Presidente Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, Maurizio Gasparri, il Vicepresidente della Camera dei Deputati On. (FdI), Fabio Rampelli – che non è potuto essere presente perché impegnato con la Commissione Roma Capitale – , e il responsabile dell’Ufficio Studi Ugl, Fiovo Bitti. «Siamo in presenza di una manovra debole, priva di provvedimenti che stimolino la ripresa economica, frutto di un Governo litigioso e poco coeso su quelli che sono i veri problemi dell’Italia», ha sottolineato e spiegato Capone. Il responsabile dell’Ufficio Studi Ugl, Fiovo Bitti, ha illustrato in sintesi la proposta di manovra alternativa del sindacato composta da 10 punti. In sintesi, i principali punti per la crescita secondo l’Ugl sono lo sblocco di opere finanziate; investimenti in deficit;  flat-tax redditi familiari ed estensione no-tax area; pacificazione fiscale e riduzione stock del debito. Per l’Ugl è necessario ridurre il debito e finanziare gli investimenti al di fuori del Patto di Stabilità, grazie a un maggiore deficit, circa lo 0,8 % del Pil. Una manovra di 24 miliardi di euro che garantirebbero una crescita del Pil per il 2020 all’1,1% rispetto all’attuale 0,3%. Claudio Durigon, ex Sottosegretario al Lavoro nel governo gialloblu e ex Vice Segretario generale dell’Ugl, si è detto non solo d’accordo con la manovra alternativa che l’Ugl ha presentato oggi, simile a quella che la Lega avrebbe voluto realizzare qualora fosse stata ancora al Governo, ma l’ha anche definita «la manovra di cui l’Italia ha bisogno», esprimendo il suo «orgoglio», da ex sindacalista dell’Ugl, per «il lavoro che il sindacato sta facendo», perché «sta lottando per un’idea diversa di Paese», con «un’iniziativa importante, non solamente di protesta, ma di proposta «come la conferenza stampa di oggi». Quanto alle preoccupazioni per il destino che attende l’Italia, «un destino di cui sono responsabili coloro che in Europa e in Italia» hanno voluto cambiare il paradigma politico che prima era al governo del Paese, per sostituirlo con «l’attuale maggioranza ostaggio di liti continue». Per Durigon «serve una manovra diversa da quella presentata dal Governo giallo-rosso, finalizzata alla crescita economica reale, con misure di carattere espansivo e investimenti a favore delle infrastrutture». Il Senatore Gasparri ha condiviso la «strategia e i contenuti» delle proposte dell’Ugl, apprezzando l’iniziativa del Segretario Generale mirata a «riunire il centro destra intorno ad un tema molto importante e che va sostenuto». «Bisogna fare interventi coraggiosi – ha detto in conclusione Capone – e non mi sembra che il Governo li stia mettendo in campo. Le contraddizioni stanno scoppiando tutte quante adesso e partono dalla manovra 2020 al Mes, temi che svelano la contrapposizione forte, tra filosofie diverse e questo non ci lascia ben sperare».