di Antonella Marano
I minori sempre più indigenti e non si tratta solo di povertà materiale. La povertà educativa è direttamente correlata a quella economica delle famiglie e rischia di perpetuarsi da una generazione all’altra, come in un circolo vizioso.
Nel 2015 in Italia 1,1 milioni di minori vivono in condizione di povertà assoluta, un fenomeno, purtroppo, sempre più in crescita. Questi dati ci dicono che è necessario fare di più e che solo con l’impegno di tutte le istituzioni sarà possibile dare a questi nostri figli una prospettiva migliore.
E’ questa la denuncia contenuta nel Rapporto annuale dell’Autorità garante per l’Infanzia e adolescenza presentato oggi alla Camera dalla presidente Filomena Albano alla presenza di Laura Boldrini.
Il diritto all’educazione, è emerso dalla presentazione del rapporto, non riguarda solo il sistema di istruzione, formale e informale, ma anche il diritto alla crescita ed allo sviluppo relazionale, affettivo, emozionale, culturale, socialeLa povertà educativa va intesa sia come privazione delle possibilità di accesso ad opportunità educative, sia come privazione della possibilità e della libertà di scelta di quelle opportunità.
Secondo l’Autorità garante, “l’investimento educativo, in tal senso, contribuirebbe non solo a interrompere le catene intergenerazionali della povertà, ma agirebbe in senso preventivo rispetto all’evolversi in forme di disadattamento e di devianza. In quest’ottica, è fondamentale offrire opportunità educative integrate e di qualità, a partire dai primi anni di vita e un investimento nella definizione dei livelli essenziali delle prestazioni”.
Sono preoccupanti per la presidente Boldrini i dati Istat “in Italia i minori sono i soggetti che, in termini di povertà e deprivazione, hanno pagato il prezzo più alto della crisi”.
Nel Rapporto 2016 si sottolinea che sono diverse le ragioni per cui un bambino o una bambina, un ragazzo o una ragazza si vengono a trovare nella condizione di non poter vivere con la propria famiglia: perché e’ lontana – i migranti arrivati da soli – perché non e’ in grado di assicurare loro, seppure temporaneamente, le cure e le attenzioni necessarie, ovvero un ambiente idoneo alla crescita.
In questi casi la legge (4 maggio 1983 n 184) prevede due opzioni: l’affidamento familiare e l’inserimento in una comunità di tipo familiare o in un istituto. Secondo l’Autorità e’ pero’ “indispensabile” non dimenticare i cosiddetti ‘care leavers’, ovvero i giovani che in base alla nostra legislazione, raggiunta la maggiore eta’ non possono piu’ beneficiare della cura, della protezione e della tutela garantite dalla realta’ di accoglienza residenziale e sono costretti, senza avere le necessarie tutele, ad avviarsi verso un percorso di autonomia economica e lavorativa.
L’affidamento familiare, si realizza con l’accoglienza offerta al minore da parte di un’altra famiglia, possibilmente con figli minori, o da una persona singola in grado di assisterlo affettivamente e materialmente. È per sua natura temporaneo e puo’ essere organizzato in modi diversi: solo per qualche ora al giorno; solo per alcuni giorni alla settimana, al mese, all’anno; per un periodo continuativo.
L’inserimento – temporaneo o comunque fino al compimento del 18° anno di eta’ – avviene in una comunita’ di tipo familiare o in un istituto di assistenza.
Secondo l’Autorità garante per l’Infanzia, è però anche”indispensabile” pensare al momento in cui i ragazzi, che stanno vivendo fuori famiglia, compiono 18 anni e viene loro a mancare il sostegno (economico e residenziale) da parte dello Stato. Difficilmente questo momento viene a coincidere con una reale autonomia dei ragazzi e delle ragazze. I cosiddetti ‘care leavers’ si trovano improvvisamente di fronte alla necessità di risolvere problemi pratici che sembrano insormontabili e spesso lo sono: trovare una casa, un lavoro, un legame affettivo ma anche semplicemente portare a termine il loro percorso di studi. E’ proprio in questa particolare circostanza che giocano un ruolo fondamentale le Istituzioni e il sostegno concreto del Governo.