Am Investco, la cordata Arcelor Mittal, Marcegaglia e Intesa Sanpaolo,sarebbe in pole position nell’aggiudicarsi la per l’Ilva. Secondo le prime indiscrezioni, nella ‘classifica aggiudicataria’, precede la concorrente AcciaItalia, guidata dagli indiani di Jindal e di cui fanno parte Cdp, Arvedi e Del Vecchio. La classifica è stata definita per prezzo, progetto industriale e programma di risanamento ambientale. Am Investco avrebbe offerto 1,8 miliardi. Ora la decisione andrà comunicata al ministero dello Sviluppo Economico che dovrà, con un decreto, ‘concretizzare’ la scelta. Le tappe successive prevedono un periodo di 30 giorni per la verifica del piano ambientale presentato dalla cordata vincitrice, cui seguirà entro l’autunno il decreto del ministero dell’Ambiente, e quindi l’eventuale via libera dell’Antitrust europeo.
Ma cosa prevede l’offerta? Secondo quanto riferisce l’AdnKronos “l’offerta della cordata prevedrebbe investimenti di oltre 2,3 miliardi di euro, oltre al prezzo d’acquisto (circa 1,8 miliardi, a quanto si è appreso), con l’obiettivo di produrre 9,5 milioni di tonnellate di prodotti finiti. A quanto riferisce l’agenzia di stampa “l’accrescimento della produzione dai livelli attuali a 6 milioni di tonnellate all’anno entro il 2018 arriverebbe grazie ai tre altiforni attualmente in servizio, nel rispetto dello standard Aia; prevista la massimizzazione della capacità di finitura, apportando all’Ilva fino a 4 milioni di tonnellate di lastre e coils laminati a caldo (HRC); c’è l’intenzione di incrementare la produzione primaria di 8 milioni di tonnellate sul più lungo termine, con l’aggiunta di 2 milioni di lastre e coils laminati a caldo (HRC). Si punta poi impiego di nuove tecnologie a bassa emissione di anidride carbonica, tra cui la cattura e l’utilizzo del carbonio e la produzione di acciaio a impatto ridotto”.
In particolare, l’offerta punta allo sviluppo della gamma di prodotti dell’Ilva, con prodotti di qualità elevata per i segmenti automobilistico, edilizio ed energetico, allo sfruttamento dell’estesa rete europea di ArcelorMittal per le vendite e il marketing; utilizzo del team tecnico di ArcelorMittal nel comparto automobilistico per sviluppare omologazioni per gli impegnativi segmenti dei produttori di apparecchiature originali; alle solide relazioni con clienti chiave garantite dalla presenza di Marcegaglia in qualità di azionista e alla riacquisizione del ruolo di fornitore leader di acciaio per il mercato italiano e non solo.
Intanto il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha convocato per il 30 maggio prossimo alle ore 12.15 i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Ugl Metalmeccanici, Cgil, Cisl e Uil per “comunicare lo stato di attuazione — si legge nel documento inviato ai sindacati — della procedura relativa alla cessione degli impianti Ilva”. All’incontro saranno presenti anche il vice ministro Teresa Bellanova e i commissari straordinari dell’Ilva Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi.