Nel secondo giorno dell’evento Forum Pa, la manifestazione sull’innovazione nella Pubblica Amministrazione organizzata da FPA al Roma Convention Center “La Nuvola”, si è discusso di PA sostenibile, ma anche di lavoro, formazione, Foia, innovazione e trasformazione digitale, con la lectio magistralis dell’economista Jeffrey Sachs, leader mondiale nello sviluppo sostenibile, i Ministri Valeria Fedeli e Enrico Costa, il Sottosegretario di Stato presso il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali Luigi Bobba, il presidente della Commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi.
La tre giorni, dal 23 al 25 maggio, conta su 200 appuntamenti di lavoro, oltre mille presentazioni e la presenza di istituzioni, politica e imprese, impegnate insieme a sostenere che senza la trasformazione digitale della PA non solo non riparte l’economia ma anche gli obiettivi dell’Agenda 2030 diventano impossibili da raggiungere.
In ‘vetrina’, in questi giorni, solo belle parole e buone intenzioni ma, di concreto, per i tanti lavoratori della Pubblica Amministrazione resta solo il miraggio di tempi migliori, caratterizzati da rinnovi contrattuali, adeguamento delle retribuzioni e dallo sblocco del turn over che non lascia spazio al doveroso ricambio generazionale. Con il via libera del Cdm alla riforma del pubblico impiego, poi, si penalizza ulteriormente la categoria. Allora di quale innovazione si parla?
La gogna mediatica scatenata dai casi di assenteismo ha funzionato: il governo ha dato la precedenza al codice dei licenziamenti, al polo unico Inps per le visite fiscali e alle ‘pagelle’. Invece, per l’adeguamento delle retribuzioni e lo sblocco del turn over siamo ancora allo stadio delle promesse visto che i rinnovi contrattuali sarebbero dovuti partire subito dopo la riduzione dei comparti di contrattazione e cosi’ non e’ stato. A tutto cio’ si aggiunge l’incertezza dell’entita’ delle risorse che il governo ha stanziato per la riapertura della stagione contrattuale: stando alle cifre diffuse, siamo di fronte all’ennesimo ‘contentino’ elargito ad una categoria considerata, dal datore di lavoro, inutile e troppo numerosa. Tanti onesti lavoratori attendono invano, da quasi otto anni, l’attuazione di quello che e’ un diritto sancito dalla Costituzione: un giusto adeguamento contrattuale degli attuali stipendi, che in molti casi, rasentano una condizione di poverta’ relativa.
Non a caso la giornata inaugurale dell’evento ha visto puntare i riflettori sulla protesta, indirizzata al ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia, di una ventina di dipendenti dell’Aci informatica. Protesta legata principalmente al decreto Madia-Delrio sul riordino del settore in vista del libretto unico dell’auto.
Dai dipendenti più ‘green’ allo smart working, ecco alcuni temi del Forum Pa
Tra gli argomenti affrontati nella giornata odierna, invece, si evidenzia quello dello smart working e di statali più ‘green’. Secondo la ricerca ‘Pratiche di consumo sostenibile e lavoro’ presentata oggi al Forum Pa “se tutti i dipendenti pubblici acquisissero comportamenti di consumo responsabile”, se diventassero ‘green’, allora “si otterrebbe una riduzione dal 5% al 15% della spesa della P.A in bolletta”.
“Le amministrazioni pubbliche devono fare di piu’: in materia di strategie per la sostenibilita’ la P.A si prende un bel ‘5 meno’ dai propri impiegati”, si legge nello studio, che ha sondato le opinioni degli statali. “Secondo i dipendenti pubblici che hanno partecipato all’indagine, le amministrazioni stanno muovendo i primi passi verso la definizione di politiche di Green public procurement ma siamo lontani dalla rivoluzione dei comportamenti d’acquisto pubblici”.
Eppure, sottolinea il Forum P.A, “solo guardando agli undici obiettivi tematici dei Fondi strutturali e di investimento europei per il periodo di programmazione 14-20 contiamo una disponibilità di oltre 73 miliardi da spendere in azione funzionali allo sviluppo sostenibile del Paese. Un numero di risorse significative – viene evidenziato – di cui però, a metà periodo di programmazione, abbiamo speso solo 1,2%”.
”In Italia ci sono 250mila smart worker, ma c’è ancora molto da fare, soprattutto nella pubblica amministrazione che è rimasta ai margini di questo fenomeno”. A dirlo Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, intervenendo al Forum Pa. ”Lo smart working -ricorda- è un fenomeno di grande interesse e crescente popolarità. Rappresenta un’occasione di rilancio e ammodernamento per il Paese. In un anno abbiamo assistito al passaggio dal 17 al 30% delle grandi imprese che hanno introdotto iniziative strutturate di smart working. E’ importante ricordare -sottolinea Corso- l’impostazione che stiamo dando a questo fenomeno: non solo di conciliazione dei tempi di lavoro con quelli familiari e di concessione del datore di lavoro. Stiamo, infatti, assistendo a un nuovo modello organizzativo-manageriale”. In questo contesto si inserisce la Pa che, per Mariano Corso, ”è la grande sfida perché è abilitatore dello smart working e grande fruitore dello stesso”.