di Annarita D’Agostino
Con il doppio dei voti rispetto all’avversario, Emmanuel Macron vince il ballottaggio delle elezioni presidenziali in Francia. Secondo i risultati ufficiali del ministero degli Interni, il leader di En Marche! ha ottenuto 20.257.167 voti, mentre la candidata del Front national, Marine Le Pen, arriva a 10.584.646 preferenze, una cifra che rappresenta comunque un record per il partito. Altrettanto significativi per l’arduo compito che attende Macron sono i dati dell’astensione e delle schede bianche o nulle: 11.416.454 i francesi che non si sono proprio recati alle urne, 4.045.395 quelli che non hanno espresso alcuna preferenza o hanno annullato il voto. Numeri da far tremare i polsi, con i quali l’ottavo presidente della Repubblica francese dovrà fare i conti, pur promettendo che “oggi inizia una nuova era di speranza e fiducia per la Francia” alla folla che ne ha acclamato l’elezione. “Questa sera – ha detto – avete scelto di essere audaci, continueremo ad esserlo, audaci, perché è quello che il mondo si aspetta da noi. Si aspetta che la Francia, sia la Francia”.
Con il 66,1% dei voti, Emmanuel Macron è il più giovane presidente francese battendo, a 39 anni, il record precedente di Luigi Napoleone Bonaparte, l’ imperatore Napoleone III, eletto a 40 anni nel 1848.
Secondo Bfmtv, fra le prime misure che il presidente centrista adotterà ci saranno: la moralizzazione della vita pubblica, con l’introduzione del divieto di dare lavoro a membri della propria famiglia o della cerchia più ristretta, di esercitare il ruolo di consulente durante il mandato parlamentare, la tassazione integrale dello stipendio dei parlamentari; la riforma del Codice del lavoro, dando più spazio alla contrattazione aziendale o di settore e reintroducendo il tetto agli indennizzi in caso di licenziamenti; la riforma della scuola primaria, con classi di 12 allievi al massimo nelle aree dove più forte è l’abbandono scolastico, reclutamento di nuovi insegnanti, reintroduzione delle classi bilingue; sviluppo della costruzione europea, proponendo, da europeista convinto, delle convenzioni democratiche nell’Unione europea su azioni e priorità, rafforzamento ed estensione del programma Erasmus e rilancio della difesa europea; lotta al terrorismo, mantenendo lo stato di emergenza e creando uno stato maggiore permanente per le operazioni di sicurezza interna, oltre a una cellula speciale di servizi segreti; rapporto sullo stato delle finanze pubbliche, per disporre entro metà giugno di dati certi relativi al bilancio e alle entrate fiscali.