Si apre un’altra settimana di passione per Alitalia. Oggi il Consiglio di amministrazione ha deciso all’unanimità di presentare l’istanza di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria, come disposto dalla legge. Ora la palla passa al governo che si riunirà nel pomeriggio per la nomina dei commissari.
La decisione del cda è stata presa dopo aver “preso atto della grave situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società, del venir meno del supporto dei soci e dell’impraticabilità’, in tempi brevi, di soluzioni alternative”.
In una nota si spiega come il consiglio abbia preso atto “con grande rammarico dell’esito del referendum tra i propri dipendenti, che ha di fatto precluso l’attuazione del rilancio e della ristrutturazione della società. I soci italiani ed Etihad, convinti del potenziale di crescita dell’azienda, si erano resi disponibili a finanziare il piano industriale per 2 miliardi di euro, attraverso forti investimenti e una riduzione dei costi strutturali che, per due terzi, non erano relativi al costo del personale”.
Secondo quanto riportato, i voli e le operazioni di Alitalia non subiranno alcuna modifica e continueranno secondo la programmazione prevista.
Intanto, il Ministero per lo sviluppo Economico e il Tesoro sono al lavoro in queste ore ai decreti per l’avvio dell’amministrazione straordinaria e la nomina dei commissari per Alitalia e la definizione del prestito-ponte. Secondo quanto riportato dall’agenzia Askanews, sembra che in queste ore “si sta lavorando in queste ore ai decreti per una loro definizione in giornata. Nello specifico il decreto che sta mettendo a punto il Tesoro riguarderebbe la definizione dei termini del prestito ponte per l’Alitalia, che dovrebbe aggirarsi sui 300-400 milioni di euro”.
“Abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere – ha detto James Hogan, numero uno di Etihad – per supportare Alitalia in qualità di azionista di minoranza, ma e’ chiaro che la compagnia ha bisogno di una ristrutturazione profonda e su vasta scala per sopravvivere e crescere in futuro. Senza il supporto di tutti gli stakeholder a questo processo di ristrutturazione, non potremo continuare ad investire. Per questo, appoggiamo la decisione del cda di richiedere l’ammissione all’amministrazione straordinaria”.